Dopo il ritrovamento della sua tomba la figura di Tutankhamon è diventata sempre più famosa. Ma perché il “faraone bambino” è così importante? Scopriamolo.

Il 4 novembre 1922 Howard Carter scoprì il primo gradino della tomba di Tutankhamon. Questo ritrovamento ha alimentato un mito incredibilmente ampio, approdato al cinema, nella musica e in tv. La storia però ha dimostrato che, pur essendo fonte di inestimabile valore per noi, Tutankhamon, per gli amici Tut, non fu poi così incisivo ai suoi tempi.
LA SCOPERTA DI HOWARD CARTER
La tomba si trova in una piccola camera sotterranea nella Valle dei Re. Già nel 1902 un altro archeologo le passò accanto, mentre scavava le altre tombe lì intorno. Desideroso di fare ulteriori scoperte giunse in Egitto Lord George conte di Carnarvon, che decise di affidarsi all’archeologo Howard Carter, finanziando così i suoi scavi. Dopo alcuni anni di parziali fallimenti, interrotti dalla Prima Grande Guerra e da alcuni problemi burocratici, Carter tentò un ultimo scavo in un luogo già mappato in precedenza, scoprendo, il 4 novembre 1922, il primo gradino che conduceva in una camera profonda otto metri. La tomba, denominata KV62, è decisamente piccola, fatto decisamente inusuale. Questo perché probabilmente il sovrano morì troppo presto e non vi fu tempo per costruirne una più grande. È composta da un corridoio e quattro ambienti, contenenti il tesoro del sovrano, ma solo la camera sepolcrale del faraone è decorata. Qui, nel 1925, trovarono un sarcofago in legno, al cui interno ne vennero ritrovati altri due in oro, l’ultimo l’effettiva tomba del re. Come di consuetudine al morto era applicata una maschera d’oro che riproduceva le fattezze del sovrano, e la maschera di Tutankhamon è la più famosa mai ritrovata. È costituita da un misto di oro, vetro blu e lapislazzuli e si nota che non è un corpo uniforme, ma una costruzione apposita, tenuta insieme da dei rivetti. Non era probabilmente destinata al sovrano, in quanto alcuni dettagli, come la barba, furono aggiunti dopo. C’erano due lamine d’oro sulle orecchie della maschera, per coprire i buchi alle orecchie. Questo perché solo i bambini e le donne avevano i buchi alle orecchie. Ciò dimostrò che probabilmente la maschera fosse destinata ad una donna, forse a Nefertiti.

IL REGNO DEL “RE FANCIULLO”
Tutankhamon salì al trono in giovanissima età, verso i dieci anni, divenendo re della XVIII dinastia, entrando a far parte del Nuovo Regno. La sua parentela è dubbia, sicuro fu re dopo Akhenaton. Quest’ultimo doveva essere suo fratello, ma altre fonti individuano Tutankhamon o come il figlio suo e di Nefertiti o come il figlio di Akhenaton e di una delle regine minori. Appena salito al trono si ritrovò ad affrontare il problema del culto. I suoi predecessori avevano adottato il culto del dio Aton, tanto che anche il nome primo del sovrano era Tutankhaton, cioè “immagine vivente di Aton”. Anche a livello economico il paese si ritrovava ad affrontare una grave crisi che ricadde su di lui. In tale incertezza si identifica la Stele della Restaurazione, che ristabiliva gli antichi culti di Amon-Ra, pur mettendo un limite al potere del suo clero. Il sovrano fece ricostruire i templi distrutti, riportò la capitale a Tebe e cambiò il suo nome in Tutankhamon (“immagine vivente di Amon”).
LA MORTE E L’EREDITÀ DI TUTANKHAMON
Forse più della sua vita, è ciò che riguarda la morte di Tutankhamon ad essere interessante. Il faraone morì a diciotto anni. Non solo, la sua salute era pessima. Camminava zoppo a causa di alcuni difetti ad entrambi i piedi e doveva appoggiarsi ad un bastone. Soffriva del morbo di Köhler, perciò i suoi arti non ricevevano sufficiente afflusso di sangue. Tutti questi disturbi, accumulati a varie infezioni, avrebbero procurato una costante febbre malarica. Le condizioni della mummia, però, hanno fatto pensare per molto tempo ad un incidente che gli sarebbe stato fatale. La salma, inoltre, era conservata malissimo nonostante non sia stata mai toccata dal momento della sepoltura. Il cuore, di solito tenuto durante l’imbalsamazione, non c’era, forse poiché in cattive condizioni. Il braccio, e la gamba risultavano fratturati e il bacino non era presente, facendo pensare ad un evento traumatico che ne avrebbe causato la morte. È vero in parte, fu infatti una necrosi, data dal trauma, ad ucciderlo in breve tempo, non il colpo. Nel corredo di Tutankhamon gli archeologi hanno trovato quasi duemila oggetti, quali stoffe, carri, sculture, erbe medicinali, dei bastoni per camminare e anche altre mummie femminili. La completezza di questa sepoltura ha permesso l’inizio di una serie di analisi scientifiche, oltre che storiche. Grazie alle condizioni del corpo imbalsamato del re, nel 2005 il direttore del Consiglio delle Antichità dell’Egitto poté eseguire una serie di TAC. Oltre a stabilire le cause della morte del sovrano, confrontarono il DNA con quello della mummia KN55, che si rivelò essere Akhenaton. Con la stessa tecnica si identificarono i resti di Nefertiti, madre/matrigna del re.

LA FORTUNA DI TUTANKHAMON
Lord Carnarvon, morì per una puntura di insetto, che gli procurò la polmonite. Nacque così quella che poi fu definita “La maledizione di Tutankhamon”. Iniziarono a diffondersi una serie interminabili di voci e leggende. I giornali inventarono anche una profezia, che doveva essere presente sul sarcofago: “la morte sopraggiungerà su rapide ali per colui che disturba la pace del re”. Cominciò anche a circolare la voce sull’esistenza di una strana macchia sulla guancia di Tutankhamon, proprio dove il conte era stato punto. In verità Carnarvon era già malato e Carter e gli altri membri dello scavo morirono anni dopo, di vecchiaia. Questo diede una forte spinta al mito del “faraone bambino”. Certo, ai suoi tempi, Tutankhamon non fu particolarmente rilevante. Era giovane, malato e anche non visto bene dai membri del consiglio di corte. Non ebbe il tempo di fare davvero la differenza. La sua tomba, però, è di inestimabile valore. Subì due soli saccheggi, immediatamente dopo la sepoltura, ma la camera sepolcrale principale non fu toccata. Nonostante la posizione di nicchia paragonata ad altri regnanti, questa scoperta ha reso Tutankhamon il più importante faraone dei giorni nostri. Indubbiamente, grazie ad Howard Carter, nel 1922 si è aperta una nuova porta sul regno egizio.