A Beautiful Mind: come la schizofrenia ha “rotto” il cervello geniale di John Nash

Come può, così tanta magnificenza, rompersi? Come può il cervello, capolavoro di genetica, non funzionare più?

Jonh Nash, matematico vincitore di un nobel, è il protagonista di “A Beautiful Mind”, film a lui dedicato, che racconta come il cervello umano possa essere protagonista ma anche antagonista della vita stessa.

“A Beautiful Mind” ci mostra la crudeltà della psiche

Film diretto da Ron Howard, vincitore di 4 premi Oscar (2001). John Nash, interpretato da Russell Crowe, è forse la mente più brillante del tempo. Capace di stravolgere le teorie economiche di Adam Smith, pubblicando la “teoria dei giochi” e chiamato poi a decifrare dei codici sovietici, in piena Guerra Fredda. Tutto sembra andare per il meglio per John, fino a quando la sua psiche crolla. Egli crede di essere sorvegliato dai russi, finendo in un vortice di paranoia e angoscia, sentendosi costantemente spiato. Nel mentre si sposa, ma la moglie si accorge di un problema. Viene ricoverato e diagnosticata la Schizofrenia Paranoide con tanto di allucinazioni (nella realtà non aveva le allucinazioni, n.d.r.). La pellicola è capace di mettere di fronte il dualismo della vita: un cervello tanto geniale come quello di Nash, deteriorato da una malattia in egual modo devastante.

John Nash e la Schizofrenia. Il genio vinto e vincitore

Come può un cervello tanto abile, tanto superiore, farsi attaccare e disarmare in questo modo? Allucinazioni, difficoltà a provare ed esternare sentimenti, problemi cognitivi proiettano i soggetti affetti da schizofrenia in una realtà alternativa, per loro molto più concreta, dalla quale è difficile uscire senza le cure adeguate. John Nash ha stravolto le leggi dell’economia a 21 anni, ma questa malattia ha stravolto la sua vita. I deliri più ricorrenti riguardavano visioni di messaggi criptati provenienti da spie russe, o la convinzione di essere l’imperatore dell’Antartide. Egli fu ricoverato diverse volte, rifiutando prima e accettando poi di assumere farmaci. Dopo più di 30 anni di convivenza con la malattia, Nash imparò a gestire i sintomi e guarì. Il genio, prima vinto, riuscì a sconfiggere la malattia e nel ’94 vinse il Nobel.

 

Il cervello umano, tanto magnifico quanto complesso

Il cervello o, più correttamente, encefalo è l’oggetto più complesso e misterioso che si conosca. Organo vitale del sistema nervoso centrale, senza esso non potremmo vivere. Formato da due emisferi cerebrali simmetrici, a loro volta composti dalla corteccia cerebrale. Suddiviso in 4 lobi: frontaleparietale, temporale e occipitale. In essi risiede il controllo delle emozioni e delle funzioni volontarie, delle funzioni sensoriali (udito, olfatto, vista, tatto e gusto), della capacità di linguaggio, della facoltà di memoria, apprendimento ed elaborazione dei ricordi. La corteccia cerebrale è formata dalla materia grigia, mentre quella sottocorticale (sotto la corteccia, n.d.r.) da materia bianca. Le persone affette da schizofrenia riportano una distruzione globale dell’infrastruttura connettiva della materia bianca. Un oggetto affascinante, misterioso e incontrollabile.

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