Nel caotico sfondo di una New York griffata, si svolgono le rocambolesche avventure di Carrie Bradshaw e le sue tre fidate consigliere, occupate a tempo pieno nella ricerca del vero amore. Ma che cos’è il “vero amore”? Platone lo aveva scoperto secoli e secoli fa.

Attraverso il dibattito sull’Eros inaugurato da Platone, proviamo a rileggere le avventure di Carri e le sue tre migliori amiche.
PLATONE E L’EROS
Il dibattito legato all’Eros inaugurato da Platone nelle sue opere più celebri, sebbene si inserisca in una cornice cronologica molto distante dall’oggi, è sempre più attuale. Il tema dell’amore ha da sempre primeggiato nelle menti dei vari artisti, tutte vittime di un sentimento così forte e totalizzante da non poter essere spiegato razionalmente e che accomuna tutti gli uomini e le donne della terra. Sebbene in molti ci abbiano provato, in pochi sono riusciti ad articolare una riflessione accettabile ed universale sul tema, una riflessione capace di raccogliere i sentimenti di tutti, in grado di fare da specchio per le anime di ogni epoca. Tra tutti, colui che più degli atri è di certo riuscito in questo arduo compito è Platone. Lui è stato il primo a parlare di amore come desiderio, come una tensione al limite tra il reale e lo spirituale tra due persone che, una volta sceltesi, non possono far altro che cercarsi per tutta la vita. Ma chi è l’Eros? Quali sono le origini di questi sentimento antropomorfo? Per Platone Eros è figlio di Poros, il Dio della bellezza e della bontà, e di Penia, la Dea della povertà, dei quali il figlio rappresenta la perfetta sintesi: nato dalla povertà ma per sempre dedito alla bellezza. Per Platone, si sa, bellezza e conoscenza sono anime gemelle, ed è proprio a partire da questo sodalizio che il filosofo elabora 5 stadi dell’amore: l’amore per il bel corpo, l’amore per le anime( con cui si intende il piacere derivante dalla compagnia della persona amata), l’idea per cui la bellezza interiore superi quella esteriore, la fascinazione e l’amore per tutto ciò che è stato creato dall’uomo, l’amore per la bellezza in se stessa.

NEW YORK NEW YORK 1998
Nella città che non dorme mai, quattro amiche vivono una vita da sogno e passano il loro tempo a discutere gli affari di cuore in un novello simposio greco. C’è la cinica, la sognatrice, la disillusa e la disinibita, insomma un cocktail perfetto di caratteri che in un modo o in un altro concorrono al medesimo obiettivo: trovare il grande amore. È dai temi trattati con le sue amiche che Carrie Bradshaw trae gli spunti per la sua rubrica dal titolo “Sex and the city”, una finestra sul mondo necessaria per la nostra protagonista che, quotidianamente, raccoglie le voci delle singole newyorkesi ed elabora pezzi che oscillano tra il sogno è la cruda realtà. Quest’ultima sembra diventare ancor più cupa dopo l’apparizione dell’affascinante Mr. Big, un uomo in giacca e cravatta dai capelli perfetti che ha stregato il cuore della giovane Carrie. E dato che al peggio non c’è mai fine, si mettono tra di loro anche gli sporchi giochi del destino che, come la sua consorte bendata, agisce in un sovra-spazio e muove i fili dei suoi burattini. È quindi così che la protagonista e le sue compagne di viaggio si ritrovano sempre nello stesso luogo a scervellarsi sempre sullo stesso punto: l’amore vero esiste?
TRA NEW YORK ED ATENE
Si dice che guerra e in amore sia tutto concesso ma non è strano che due situazioni così antitetiche si ritrovino ad essere due termini di un medesimo paragone? In letteratura questo si chiamerebbe ossimoro ma nelle vicende umane la questione è più complessa. In guerra non esistono regole, la quotidianità ce lo ricorda senza tregua: tutti contro tutti e che vinca il migliore, senza scrupoli né esclusioni di colpi, non importa quanto tempo ci vorrà ma sul podio qualcuno arriverà primo e qualcun altro non ci arriverà affatto. In amore la questione è paradossalmente più complessa, a partire dal fatto che l’odio è un sentimento più semplice dell’amore. Si prova odio per il datore di lavoro, per un vecchio rancore, per le ingiustizie di questo mondo e chi più ne ha più ne metta. Ma l’amore? L’amore è un sentimento che alberga solo nei cuori gentili, è un luogo in bellezza dominato dall’anima che non risponde alle leggi della fisica ma ha costruito per sé un nuovo ordinamento. L’amore è quella condizione che permette al singolo di sperimentare tutti gli stati d’animo possibili e immaginabili, rimanendo sempre nello stesso luogo e riducendo di gran lunga il numero di vittime. Insomma, prendendo in prestito l’immagine da Platone, l’amore è la povertà del singolo che tende verso la bellezza dell’unione e la completezza della fusione. Il resto non è amore , e questo Carrie lo sa molto bene. In passato lo ha conosciuto e, proprio per questo, lo cerca tra i negozi della fifth avenue e nei Martini di qualche locale chic. Non importa quanto una persona sia soddisfatta della propria vita né di quanto adori la propria indipendenza, ci sarà sempre la curiosità di sentire le propria ginocchia tremare e il cuore battere all’impazzata. Anche perché l’amore non è dipendenza ma coesione spirituale, è una condizione in cui accanto al sé si fa posto a qualcun altro e, quando questo accade, si toccano corde fino ad allora sconosciute. Care donne e cari uomini, é per questo che, in nome della vostra indipendenza se dovete rinunciare a qualcosa, scaricate il capo nevrotico o l’amico petulante, non rinunciate mai alla possibilità di amare.