In occasione della giornata internazionale per l’azione contro le mine e gli ordigni bellici, la scrittrice coreana Han Kang ci spiega l’importanza di questa giornata.

Oggi 4 aprile ricorre la giornata internazionale per l’azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi, un tema molto importante e di cui si fa portavoce la scrittrice coreana Han Kang, conosciuta per il suo romanzo La Vegetariana. Andiamo insieme alla scoperta di questa giornata internazionale e del romanzo che ha reso celebre l’autrice della Corea del Sud.
“LA VEGETARIANA” DI HAN KANG
Si era sempre impegnata, indefessamente, a fare le cose nel modo giusto; tutto il suo successo era dipeso da questo, e lei avrebbe continuato così per sempre. Ma adesso, non capiva perché, di fronte a quegli edifici cadenti ea quelle erbacce, era soltanto una bambina che non aveva mai vissuto.
La Vegetariana di Han Kang inizia con un sogno fatto da Yeong-hye, la protagonista del romanzo, da cui prenderà la decisione di abbandonare il consumo della carne.
Il titolo dell’opera è abbastanza fuorviante, specie se la si contestualizza nella Corea del Sud, patria dell’autrice e dove il consumo di carne costituisce il buon 70% dei pasti.
Il libro è diviso in tre sezioni, raccontate da tre punti di vista differenti (il marito della protagonista, il cognato e la sorella) ma che ruotano intorno alla protagonista che, piano piano, rinuncia non solo a mangiare carne ma ogni forma di nutrimento per sublimarsi in pianta. È un continuo dualismo tra morte-vita.
È un libro che parla di violenza e che cerca di sensibilizzare questo tema, sempre caro in Corea. La violenza proiettata nel romanzo infatti risulta avere un forte legame con la guerra avvenuta tra le due fazioni della Corea.
Tuttavia l’autrice Han Kang non si è fermata qui, perché sulla scia della Vegetariana ha pubblicato anni dopo Atti Umani (2023), in cui moralismo e storia si intrecciano per raccontare le tante vite dilaniate e le lacerante dissonanze di un passato che si voleva cancellare.
Questa storia trova un fondo di realtà in un episodio avvenuto in Corea del Sud nel 2009: un gruppo di persone che cercava di resistere a uno sgombero ha inscenato una protesta sul tetto. Le autorità hanno reagito con la forza, con troppa forza, e sono morti in cinque.
I CONFLITTI BELLICI DI OGGI
Che l’uomo è sempre stato propenso per sua natura al conflitto, oramai è una certezza. Oggi sentire il telegiornale significa dover vedere immagini di sole guerre derivate da tutte le parti del mondo.
In questo contesto l’Italia ha un ruolo egemone in quanto è la prima procuratrice di armi militari che sia per il conflitto Ucraina-Russia o quello pluridecennale nella parte più a Est dell’Europa.
Tuttavia in alcuni casi non è possibile parlare di una vera e propria guerra, ma di conflitti interni o interstatali forti tali da creare degli squilibri politici.
Che sia un conflitto o una vera e propria guerra, la sicurezza è che chi paga le conseguenze sono gli innocenti, molti dei quali muoiono sotto le macerie, per le bombe o ancora peggio, per le mine inesplose.

LA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LE MINE E LE BOMBE INESPLOSE
L’idea di questa giornata internazionale (molto sottovalutata) è stata concepita nel 2005 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con l’intento di mantenere all’ordine del giorno un argomento di interesse planetario.
Oltre ai morti derivati dalla guerra, molti altri sono determinati dalle mine e bombe inesplose durante il conflitto, per questo è necessario, sennonché doveroso, dover compiere un lavoro di sminamento e spolettamento.
In Italia, in cui gli incidenti da esplosivi bellici non si sono ancora esauriti, difatti durante il bilancio del 2023 è fuoriuscito un numero pari di 5 morti, tra cui un bambino di 10 anni, e diversi feriti. Tra il 2017 e 2022 l’esercito ha svolto più di 13.000 interventi.
La guerra non ha nulla di glorioso, sennonché è solamente portatrice di morte e di lacrime, così come Oriana Fallaci ci ricorda:
Dev’esserci qualcosa di sbagliato nel cervello di quelli che trovano gloriosa o eccitante la guerra. Non è nulla di glorioso, nulla di eccitante, è solo una sporca tragedia sulla quale non puoi che piangere.