“Potessi vivere cinque giorni fra trent’anni”: ecco come affrontare la quarter-life crisis

La letteratura è sempre stata maestra delle grandi problematiche della vita, specie delle crisi esistenziali degli autori. Una tra tante, eppure poco conosciuta, è la Quarter-life crisis. Scopriamo insieme cosa è e come superarla.

La crisi di quarto di secolo non è solamente una teoria degli psicologi o degli esperti nel settore. In passato già diversi autori hanno affrontato, seppur in maniera trasversale, questo argomento; negli ultimi anni però questo periodo di inquietudine ha caratterizzato i giovani Millennials. Scopriamo insieme questa Crisi di quarto di vita e quali sono stati gli autori che si sono fatti promotori di questo stato d’animo.

QUARTER-LIFE CRISIS

Hai tra i 25-30 anni? ti senti confuso e smarrito? non sai cosa sarà della tua vita? Provi una profonda angoscia quando pensi al tuo futuro? Complimenti hai stai affrontando quel periodo vitale che gli esperti hanno indicato come il Quarter-life Crisis, ovvero la crisi del quarto di vita (come se già non bastasse la crisi di mezz’età).

Degli studi eseguiti hanno dimostrato che gli under 30 del Belpaese vivono un forte periodo di sconforto e smarrimento, dovuto dal non riuscire a trovare un lavoro che li appassiona veramente, da uno stile di vita che li soddisfi e, in seguito, il non riuscire a comprare una casa di proprietà. Non solo, intorno ai 25 anni si perde la spensieratezza adolescenziale iniziando così a fare i conti con i problemi della vita adulta; è proprio in questo periodo che si tende (apparentemente) a paragonarsi agli altri: si ha la sensazione che gli altri vivano una vita migliore e di essere in ritardo rispetto ad alcuni obiettivi della vita; tutto ciò porta a far vacillare lo stato emotivo e psicologico del giovane, il quale ben presto si trasforma in un pessimista.

il Dr. Alex Fowke, Senior Clinical Psychologist & Cognitive Behavioural Psychotherapist, ha definito la cosiddetta crisi del quarto di vita come “un periodo di insicurezza, incertezze e nervosismo riguardo alla propria carriera, alle relazioni e alla propria situazione finanziaria, che solitamente i giovani lavoratori vivono in un’età compresa tra i 25 e i 33 anni”.

EMILIO BRENTANI, IL PRIMO RAPPRESENTANTE DELLA QUARTER-LIFE CRISIS

Emilio Brentani, un uomo inetto, irresoluto, lacerato tra la brama di amore e piacere e il rimpianto per non averli goduti. Lui è il protagonista di Senilità, il secondo romanzo di Italo Svevo, grande autore del Novecento italiano.

Italo Svevo durante tutto il racconto, narra l’inettitudine e la mancanza di prendere una decisione da parte del protagonista, il quale si ritroverà a vivere nel torpore dei suoi ricordi, in una sorta di vecchiaia spirituale, al quale allude il titolo di Senilità.

“Per la chiarissima coscienza ch’egli aveva della nullità della propria opera, egli non si gloriava del passato, però, come nella vita così anche nell’arte, egli credeva di trovarsi ancora nel periodo di preparazione, riguardandosi nel suo più segreto interno come una potente macchina geniale in costruzione, non ancora in attività. Viveva sempre in un’aspettativa, non paziente, di qualche cosa che doveva venirgli di fuori, la fortuna, il successo, come se l’età delle belle energie per lui non fosse tramontata.” 

Emilio Brentani non può non essere che il rappresentante di questa famigerata crisi di quarto di vita. Per lui che ha deciso di percorrere la strada dell’inettitudine e di rimanere ancorato al ricordo non c’è via di scampo. Per Italo Svevo, in età matura Emilio potrà solamente idealizzare ciò che ha avuto e che non ha saputo sfruttare al meglio.

“CINQUE GIORNI FRA TRENT’ANNI”

“Potessi vivere cinque giorni fra trent’anni per sapere che sto pensando a tutto questo soltanto con un po’ di nostalgia. Ma chi ti dice che non scoprirei invece di aver perso l’occasione della mia vita?”

Dopo più di un secolo dalla pubblicazione di Senilità, il professore universitario e critico letterario Francesco Fiorentino esordisce con una nuova prova narrativa: Cinque giorni fra trent’anni.

Il libro, diviso in sei pannelli, racconta la storia delle sei protagoniste: Roberta, Lea, Ada, Carla, Elvira ed Emilia. Il romanzo si apre con una telefonata, una morte improvvisa. Arturo, fil rouge di tutte le protagoniste, oramai uomo adulto e vissuto, ricorda gli anni di spensieratezza, di università e dei primi amori.

Il professore Francesco Fiorentino, con la sua abile e matura penna, è riuscito a portare alla luce con grande delicatezza gli anni di crisi che oggi attanagliano i Millennials, ma nel periodo Sessantottino. Il libro è rivoluzionario non solamente nell’anteporre la differenza generazionale, bensì nel fare la resa dei conti di quell’ aspra indifferenza dell’età adulta. Insomma, il romanzo dell’emerito professore dell’Università di Bari risulta essere una specie di spoiler di ciò che potrebbe succedere fra trent’anni.

Ancora una volta è la letteratura a donare una risposta agli interrogativi della vita, infatti sia il Prof.re Fiorentino che Italo Svevo ci insegnano che nonostante la nostalgia che si potrebbe provare in futuro o la paura di affrontare una scelta, non si deve mai smettere di cercare la felicità e né di avere un’etica, due chiavi importanti per superare la Quarter-life crisis.

 

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