Il concetto della reincarnazione è molto diffuso tra le diverse religioni. Pensi che la tua anima sia rinata? Scoprilo con Platone e il mito di Er.

Il concetto filosofico-religioso della reincarnazione è uno dei temi più dibattuti sia nell’antichità che nel mondo contemporaneo; molte religioni – in particolar modo quelle orientali – credono nel mito della rinascita dell’anima. Scopriamo insieme le differenze che intercorrono tra il mondo occidentale, capitanate da Platone, e il mondo orientale attraverso il k-drama Tale of the Nine Tailed.
LA RINASCITA DELL’ANIMA
Reincarnazione è propriamente il concetto della rinascita dell’anima in un altro corpo: dopo la morte l’anima trascorre un determinato periodo in un luogo ultraterreno. Spesso chi adotta il termine di reincarnazione sono le religioni orientali come il buddismo, sikhismo, induismo, ma anche alcune religioni occidentali come l’ebraismo o ancora quelle africane.
Le culture più occidentali utilizzano anche come sinonimo metempsicosi (dal greco antico μετεμψύχωσις metempsicosis, “passaggio delle anime”), in quanto si tratta di un passaggio di un’anima da un corpo X a un corpo Y, che possa essere vegetale, animale o ancora umana. Molti studiosi antichi, come Olimpiodoro, ritengono che questo termine sia ritrovabile in Plotino e che faccia riferimento solamente alla trasmissione di anime nei corpi umani. In passato questo concetto veniva trasmesso nelle scuole filosofiche platoniche o nei movimenti religiosi come l’orfismo.
Tuttavia nelle religioni orientali (sikhismo, buddismo, induismo) la rinascita non riguarda l’anima, bensì il karma. Insomma per renderla in una forma semplificata, secondo questi popoli più a Est la reincarnazione avviene fino a quando il Nirvana, il soffio vitale per eccellenza, non si libera dal concetto di nascita e morte.

PLATONE E IL MITO DI ER
Alzi la mano chi non ha mai sentito nominare Platone e il mito della caverna. Ebbene, per quanto sia il mito più famoso del nostro filosofo greco non è nemmeno l’unico, perché è proprio attraverso lo stesso espediente che, nella La Repubblica, Platone spiega il concetto della reincarnazione (REP. 614a-621d).
Secondo Platone infatti esiste la vita dopo la morte; post mortem l’anima esce dal corpo e in base al suo comportamento terreno viene punita o premiata per mille anni, al suo scadere viene chiamata a reincarnarsi. Quando arriva il momento tutte le anime si mettono in fila in una laguna, dove sono presenti vari modelli di vita disponibili. La figlia della dea della Necessità estrae a sorte chi dovrà scegliere per primo fino all’ultima anima. Ovviamente il primo avrà più possibilità di scelta di vita, rispetto all’ultimo che ne avrà solamente una. Questo è definito mito di Er e la sua spiegazione è chiara: la vita che conduciamo oggi, l’abbiamo scelta noi in passato.
TALE OF THE NINE-TAILED: LA RINASCITA DELL’ANIMA IN ORIENTE
Oggi giorno sempre di più si sta sviluppando una vera e propria mania per i K-drama, ovvero serie tv interamente coreane. I K-drama portano sugli schermi televisivi quella che è la cultura e tradizione di un popolo che per secoli non si è voluto aprire con il mondo occidentale.
Nel k-drama Tale of the nine-tailed si affronta il concetto della reincarnazione, intrecciandosi così ad altre tradizioni ed usanze: Lee Yeon è un Gumiho, una volpe a nove code che ha lasciato la sua posizione di divinità del monte Baekdudaegan per cercare la reincarnazione della sua amata.

La serie offre diverse spiegazioni in merito al concetto della reincarnazione nella cultura coreana. Verso la fine della stagione viene illustrato come nella cultura orientale si creda all’esistenza di dieci potenti divinità che dominano nel mondo dei Morti; il decimo, nonché ultimo Signore degli Inferi è il responsabile della reincarnazione di tutti gli esseri viventi. L’ultima divinità degli Inferi è anche il dio del baratto, per questo se si vuole barattare per una vita la risposta sarà necessariamente un’altra vita.
Durante tutto il k-drama viene anche fatta menzione della più totale casualità della reincarnazione: non si deve dare per scontato che ci si reincarna nello stesso essere del passato. A confermare ciò, nella serie è emblematico l’esempio di un bambino che si scoprirà esser stato il cagnolino di uno dei protagonisti Seicento anni prima. Più casuale di così!
Attenzione però: secondo l’usanza coreana non tutti possono reincarnarsi di nuovo, perché chi oltrepassa il fiume Samdo (il fiume che collega il mondo dei vivi a quello dei morti) non potrà mai più aspirare alla rinascita dell’anima.
Domani, continuerò ad essere. Ma dovrai essere molto attento per vedermi. Sarò un fiore o una foglia. Sarò in quelle forme e ti manderò un saluto. Se sarai abbastanza consapevole, mi riconoscerai, e potrai sorridermi. Ne sarò molto felice.”
THICH NHAT HANH