La morte di Berlusconi ha lasciato tutti attoniti. Tante le domande che si fanno in questo momento, fra cui una cruciale: cosa succederà alla sua Fininvest?
Ei fu. Lunedì 14 giugno finisce una vera e propria era, nonché, secondo molti, la Seconda Repubblica Italiana. Muore Silvio Berlusconi, imprenditore a capo di Fininvest-Mediaset, del Monza Calcio e leader politico del partito Forza Italia. Ma, soprattutto, un vero e proprio simbolo di riconoscimento italiano nel mondo. La sua fama è arrivata ovunque, sia dei successi, che dei suoi vizi. Non solo si è molto parlato di lui in quanto a uomo d’affari e di politica, ma parecchi discorsi sono stati fatti anche riguardo alla giustizia. Una figura complessa che ha segnato gli affari internazionali negli ultimi 50 anni.
Le origini
Nato nel settembre del 1936 a Milano da una famiglia della piccola borghesia, frequenta il ginnasio e si laurea in Giurisprudenza nel 1961, con una tesi in diritto commerciale sulla pubblicità a inserzione. In giovane età lavora come cantante sulle navi da crociera in modo saltuario, poi come venditore di scope elettriche porta a porta. Solo a ridosso della laurea inizia la sua attività di agente immobiliare, fondando Cantieri Riuniti Milanesi S.r.l. Dopo diversi cambiamenti di team e di agenzie, Berlusconi viene premiato come Cavaliere del Lavoro per il suo impegno nell’edilizia dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Ma non si limita a questo. Nel 1976, infatti, ha acquistato un canale locale milanese, che darà vita all’odierno Canale 5; nel 1978, invece, fonda Fininvest, la holding che tiene insieme tutte le sue imprese.
L’impero mediatico
Ma la storia va avanti. Berlusconi compra Italia 1 nel 1982 e Rete 4 nel 1984. Ciò stabilisce un vero e proprio duopolio dal punto di vista televisivo fra Fininvest, serie di emittenti di proprietà privata (accentrata nella persona di Berlusconi), e la Rai, la tv di Stato. Ciò però non era consentito dalla legge, che è stata modificata appositamente dal Presidente del Consiglio di allora Bettino Craxi per impedire l’oscuramento dei canali Fininvest a livello nazionale. Solamente nel 1990, però, questo viene sancito nella legge Mammì: è il colpo finale che spezza veramente il monopolio pubblico sul mezzo televisivo, dato che normalizza e legalizza questa condizione di duplicità e convivenza possibile tra emittenti private e statali.
La tv, gli immobili e poi?
Sempre dal punto di vista comunicativo, Berlusconi è stato un vero e proprio maestro. Infatti, è stato anche il proprietario di Mondadori e della Giulio Einaudi Editore. E’ diventato socio de Il Giornale, quotidiano schierato politicamente a destra, e controlla la casa di produzione cinematografica Medusa Film. Oltre a questo, si è lanciato anche nel mondo della grande distribuzione e delle assicurazioni. Ma non scordiamoci dello sport, una delle sue più grandi passioni. Come dimenticare il suo Milan, quello delle grandi vittorie in Italia, in Europa e nel mondo? Arrivati a questo punto, dove abbiamo tracciato un veloce percorso fra le attività di Berlusconi, cosa possiamo dire? Probabilmente che l’informazione neutrale non era garantita, ma anche che è a causa sua se la tv e la politica sono quelle che oggi conosciamo: pop, leggere, semplici e brevi.