Il calo demografico è attualmente un serio problema per il nostro Paese. Su questo tema si sono espressi il ministro Francesco Lollobrigida, Elon Musk e Derek Parfit.

Il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida ha recentemente parlato del problema della denatalità in Italia. In quest’occasione, avrebbe criticato la “sostituzione etnica” come soluzione al calo delle nascite e l’avrebbe denunciata come un rischio che il Paese corre. Le dichiarazioni di Lollobrigida sono solo tra le ultime rilasciate negli ultimi mesi riguardo al tema del calo demografico italiano, su cui si è espresso anche il miliardario Elon Musk.
Il tweet di Elon Musk
I dati parlano chiaro: l’Italia ha un serio problema demografico. Nel comunicato stampa dell’Istat pubblicato in data 20 Marzo 2023, si analizzano le tendenze dell’anno 2022. Emerge che il saldo naturale della popolazione è fortemente negativo. Ne sono prova l’alto numero dei decessi, ma, soprattutto, il forte calo delle nascite. Secondo l’Ansa, infatti, la natalità in Italia sarebbe ai minimi storici. Ci sono stati meno di 400mila nati per la prima volta nel nostro Paese. D’altro canto, la mortalità si attesta ancora su livelli elevati, soprattutto nel periodo estivo, a causa di temperature sempre più calde, conseguenza cambiamento climatico. Per dare un’idea della situazione, l’Istat ha stimato che per ogni 1000 abitanti ci sarebbero meno di 7 nati e più di 12 decessi.
Il calo delle nascite è stato commentato il 7 Aprile, data di pubblicazione degli indicatori demografici dell’anno 2022 da parte dell’Istituto Nazionale di Statistica, da Elon Musk. In risposta a un altro utente, in un tweet breve e lapidario, avrebbe scritto: “L’Italia sta scomparendo”. Le provocatorie parole del CEO di Twitter hanno gettato luce su un problema che l’Italia coltiva oramai da anni. L’inverno demografico sarebbe, infatti, iniziato ben 15 anni fa, essendo il 2008 l’unico anno ad aver visto un effettivo aumento delle nascite. L’Ansa riporta anche un precedente tweet dell’amministratore delegato di Tesla, pubblicato lo scorso anno, che recita, sempre in riferimento alla situazione italiana: “Il collasso della popolazione è la peggior minaccia alla civilizzazione.” Al miliardario ha risposto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, rallegrandosi del commento di una persona visibile come Elon Musk e aggiungendo: “Continuando così avremo una società senza figli, che crollerà”.

Le dichiarazioni del ministro Lollobrigida
Intervenendo al congresso della Cisal del 18 Aprile, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha detto:
Le nascite non si incentivano convincendo le persone a passare più tempo a casa, perché si intensificano i rapporti, come ha sostenuto qualcuno, non è quello il modo. Il modo è costruire un welfare che permetta di lavorare e di avere una famiglia, sostenere le giovani coppie a trovare l’occupazione. Non possiamo arrenderci all’idea della sostituzione etnica: gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro. Non è quella la strada.
La proposta del ministro è chiara: serve incentivare le nascite, non accettare i flussi migratori per compensare il calo demografico. Una dichiarazione di cui tener conto mentre si leggono i dati Istat. Infatti, nel 2022 ci sarebbe stato un aumento dei flussi migratori rispetto al periodo pandemico, dovuto anche alla crisi bellica in Ucraina. Oltre a ciò, si segnala un aumento della popolazione italiana di cittadinanza straniera, nonostante il generale calo dei residenti in Italia. Davanti alle parole di Lollobrigida, non poche sono state le critiche avanzate da vari esponenti del governo, prima fra tutti, Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, che ha ribattuto:
Le parole del ministro Lollobrigida sono disgustose, sono parole inaccettabili da chi ricopre il suo ruolo. Ci riportano agli anni ’30 del secolo scorso. Sono parole che hanno il sapore del suprematismo bianco.
E, in effetti, il ministro Lollobrigida avrebbe potuto scegliere le parole da utilizzare davanti ai sindacalisti con un po’ più di accuratezza. Con “sostituzione etnica” si fa, infatti, riferimento una teoria complittista popolare negli ambienti di estrema destra, secondo cui l’immigrazione in Occidente sarebbe una cospiazione contro la popolazione bianca, che verrà, in futuro, completamente sostituita. Come se non fosse già abbastanza, la teoria è stata utilizzata più volte per giustificare numerosi attentati da parte degli estremisti di questi stessi ambienti. L’idea della sostituzione etnica porta in discussione temi, quali la preservazione di una presunta razza, che riecheggiano quello che intendeva fare il regime fascista attraverso l’Opera nazionale per la protezione della maternità e infanzia.
L’Opera è un ente parastatale istituito col compito di provvedere non solo all’assistenza materiale, ma anche alla protezione morale delle gestanti, delle madri e dei bambini fino ai 18 anni. L’idea dietro questa istituzione politico-sociale è che il problema del calo delle nascite e la mortalità infantile siano questioni che lo Stato debba risolvere, dal momento che ha il dovere di difendere e conservare la razza. La politica del regime fascista ha, dunque, tenuto in considerazione il problema demografico e ha tentato di risolverlo incentivando gli italiani a fare più figli, così da poter preservare la loro purezza razziale. Che allora il proposito di Lollobrigida non sia, vuoi o non vuoi, vagamente simile al progetto fascista?
Le riflessioni di Derek Parfit
Ciò che suona più ironico nelle parole di Lollobrigida ed Elon Musk è l’assenza di una riflessione più profonda sulle conseguenze che potrebbe avere un improvviso aumento della popolazione in Italia. Cerchiamo, allora, di esaminare la questione prendendo in considerazione le teorie di Derek Parfit. Parfit pubblica nel 1984 il voluminoso Reasons and Persons, tradotto in italiano con il titolo Ragioni e Persone, dove affronta una molteplicità di temi. Sebbene l’autore abbia riscontrato, come altri esponenti della filosofia analitica, relativamente poco successo nell’ambiente accademico italiano, alcune delle intuizioni presenti nella sezione Future generations: Further Problems sembrano interessanti al fine di analizzare quanto menzionato prima.
In questa parte dell’opera, si analizzano temi riguardanti la responsabilità nei confronti delle generazioni future. L’idea di fondo è che le questioni demografiche sono problemi intergenerazionali, che coinvolgono persone che non sono solo estranee, ma anche non contemporanee. Perciò, ogni scelta della generazione attuale modificherà il corso degli eventi, senza che le successive possano fare nulla per evitarlo.
Ad un certo punto della trattazione, Parfit chiama in causa la questione dell’esaurimento delle risorse. É evidente che le precedenti generazioni hanno depauperato le risorse naturali senza tenere conto delle generazioni successive. Parfit, però, sostiene che molti di noi non sarebbero mai nati se le generazioni precedenti non l’avessero fatto. Si è, quindi, riscontrato un aumento della popolazione correlato alla scelta di usare le risorse disponibili. Il paradosso derivante da questa situazione si cela nel fatto che se ci sono più persone, la qualità della loro vita è più bassa. L’argomentazione del filosofo ha, allora, il merito di mettere in correlazione il legame che sussiste fra la quantità di persone esistenti e il loro benessere. Scrive Parfit:
Con il raddoppio della popolazione, la qualità della vita può essere più bassa in vari modi: edilizia abitativa insufficiente, scuole sovraffollate, maggiore inquinamento, minor rispetto delle bellezze naturali e un reddito medio più basso. Se è in questi termini che la qualità della vita sarebbe più bassa, possiamo plausibilmente assumere che ci vorrebbe molto più di un altro decadimento del genere perchè la vita non sia più degna di essere vissuta.
Il filosofo si sofferma più ampiamente sugli effetti che potrebbe avere una crescita della popolazione. Ci sarebbero effetti transitori positivi, ad esempio per quanto riguarda l’economia, ma anche effetti cumulativi negativi, come la diminuzione della quantità di risorse disponibili per ciascuno. Occorre, a questo punto, trovare una soluzione che garantisca il maggior benessere possibile per la popolazione. L’aumento demografico permetterebbe di distribuire la felicità totale su un numero maggiore di individui. Al contrario, i benefici, nel caso di un ricambio costante della popolazione senza alcuna crescita, sarebbero di più per ciascun individuo, ma si assicurerebbe la sopravvivenza di un numero inferiore di persone. Il dilemma resta, perciò, aperto a più soluzioni.

Le reazioni al discorso del ministro Lollobrigida
Se preso seriamente, il ragionamento di Parfit ci porta a interrogarci sulla veridicità delle dichiarazioni di Elon Musk. Siamo davvero sicuri che serva una popolazione più numerosa per avere un maggior grado di civilità? Ma, soprattutto, siamo davvero sicuri di aver considerato tutte le possibili conseguenze, anche negative, che potrebbe avere un aumento della popolazione italiana? Il ministro Lollobrigida non si è forse reso conto che, a discapito della popolazione dell’Italia, la popolazione mondiale è in crescita. L’Onu ha stimato che si arriverà nel 2037 ai 9 miliardi. Nonostante il tasso di crescita stia rallentando, ciò non toglie che i Paesi più poveri, in particolare quelli dell’Africa sub-sahariana, sono quelli in cui i tassi di fertilità sono più alti. Sono quegli stessi Paesi da cui ogni anno parte un numero considerevole di migranti verso le nostre coste. Il ministro Lollobrigida, sempre nel sopra citato convegno, è stato chiaro sul tema:
Bisogna chiarire che il primo nemico dell’immigrazione regolare, fatta attraverso flussi organizzati, si chiama immigrazione illegale e clandestina, ed è una strada che è stata finora percorsa e che noi stiamo provando a cambiare.
Che allora la denatalità non sia stata chiamata in causa solo per ribare un punto chiave nella politica dell’attuale governo? E che la paura della “sostituzione etnica” non mostri, sotto sotto, che la reale preoccupazione di Lollobrigida non sia il calo demografico, ma l’immigrazione?