“Mamma, non voglio andare a scuola”: perché secondo Hirschi e Precious dovremmo invece tornarci tutti

Dal compito delle istituzioni al ruolo delle famiglie, ecco come la teoria del controllo di Hirshi la si possa analizzare attraverso le vicissitudini vissute da Precious.

La protagonista Precious, fonte: cultframe.it

Alcune realtà vengono lasciate nel loro degrado, lasciando che queste vivano ai margini della società. Per i tanti ragazzi che vivono questi drammi, sembra che il loro destino sia già scritto. Precious, la protagonista dell’omonimo film diretto da Lee Daniels, decide di andare contro questo destino, ed Hirshi la ammirerebbe per questo.

IL CINEMA CHE INCONTRA “GLI ULTIMI”

Precious non è solo la protagonista di un film e nemmeno una ragazza come tante: in Precious si nascondono i sogni di tante adolescenti che devono lottare quotidianamente con la realtà deludente di cui fanno parte, fatta di violenza e abusi senza il benchè minimo aiuto da parte delle istituzioni, invece di vivere serenamente la loro adolescenza. Precious è una di queste sfortunate ragazze, il cui intento di essere protagonista della sua stessa vita è sempre stato vano. Il suo sogno era quello di essere una celebrità “come quelle di MTV” e di avere un fidanzatino come le sue coetanee, ma questa ragazzina di Harlem, uno dei quartieri più malfamati di New York, con uno dei tassi più alti di criminalità, vive in condizioni precarie insieme alla propria madre. Per anni la ragazza fu vittima degli abusi del padre, dando alla luce due bambini, un’immagine ben lontana dalla vita che questa ragazza sognava. Per fuggire dai soprusi della madre, la scuola diventa il suo unico posto sicuro, ma quando i docenti vengono a sapere della sua seconda gravidanza, decidono di mandarla in un’altra scuola, dove potrà imparare a leggere e a scrivere. Questa nuova scuola di ragazze difficili diventerà per Precious l’unico posto in cui si sentirà protetta ed accolta. In questa terribile storia, i servizi sociali sono solo un’evanescenza, un’assenza percepibile in queste famiglie lasciate a se stesse. Ad aiutare Precious non sono stati infatti i servizi sociali, ma solo la penna sul banco che pian piano comincerà a destreggiare per scrivere i suoi pensieri e, solo successivamente sotto forma di lettera, gli abusi di cui è vittima da anni. Un grido di aiuto che solo Miss Rain, sua insegante, riuscirà ad udire, aiutandola a cercare un alloggio dopo che Precious stessa decise di scappare dalla propria abitazione dopo che la madre aggredì anche il nipote appena nato. Il film, nonostante la trama così cruda, venne acclamato dalla critica, aggiudicandosi numerosi premi, tra cui due premi Oscar ed un Golden Globe. Marshall Fine, critico cinematografico e giornalista per The Huffington Post, ha apprezzato il film essendo “un film che non si tira indietro dalle profondità nelle quali l’essere umano affonda, ma mostra la forza di cui siamo capaci, anche nei momenti più bui”. Se per Precious la forza è stata intrisa nell’inchiostro della sua penna, per il sociologo americano Travis Hirschi è solo l’attuazione della sua teoria sul controllo sociale.

Paula Patton interpreta Miss Rain, insegnante presso una scuola di ragazze difficili.

IL COMPITO DELL’ISTRUZIONE

Una teoria che può essere interpretata seguendo un aspetto strutturale/funzionale è la teoria del controllo sociale di Hirschi, che si concentra sui motivi che non spingono le persone a commettere atti devianti. Secondo Hirshi, le persone sarebbero meno propense a commettere atti devianti se stringessero quanti più possibili legami sociali quali, ad esempio, la scuola. Quest’ultima rappresenta per il sociologo americano un punto focale suo cui si basa la sua teoria, in quanto l’unica capace di poter accompagnare un ragazzo fin dai primi stadi della sua crescita. La scuola infatti viene intesa come unica dimensione parallela alla famiglia. Vi sono inoltre tanti altri legami diversi, che vanno dal ruolo delle istituzioni fino ad un amico fidato. Il controllo sociale coinvolge le strutture della società e le persone che vivono quelle strutture ed Hirschi le vede come funzionali alla società, il cuore pulsante che la mantiene in vita. Una struttura di grande importanza per Hirschi è anche la famiglia, poiché secondo Hirschi se un giovane non ha legami profondi con la sua famiglia e i suoi genitori che, per molti, sono “la prima scuola”, sarà più propenso ad apprendere i comportamenti devianti dei suoi coetanei. Numerosi sono i casi di giovani che a causa di problemi familiari, finiscono per crescere per strada insieme a tanti altri ragazzi come loro, dove la delinquenza fa da da tetto ad una casa senza fondamenta. Il ruolo degli insegnanti è complementare a quello dei genitori, in quanto attraverso la scolarizzazione possono correggere i comportamenti devianti dell’alunno. Mentre il compito dei ragazzi sarà quello di seguire con costanza l’ambiente scolastico così da poter stare lontano da quello familiare, il compito dell’insegnante sarà quindi quello di supervisionare il percorso di questi ragazzi, cercando di offrirgli anche gli strumenti necessari per affrontare la realtà che dovranno in futuro affrontare da soli. la giovane Precious e la sua insegnante diventano quindi tasselli di una realtà frantumata, ma che col tempo potrà ricomporsi.

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Se da un lato le istituzioni cercano di aiutare questi ragazzi problematici mandandoli fuori dal loro ambiente familiare, numerosi sono stati i casi in cui questi ragazzi sono stati lasciati da soli, finendo col fronteggiare senza armi i loro nemici, quali un family affair, la delinquenza, la criminalità e problemi di dipendenza. La sociologia si limita a studiare il fenomeno, ma non ad applicare la soluzione che sociologi come Hirshi propongono, in quanto questo ruolo spetterebbe alle istituzioni. In queste circostanze, spesso il potere passa in mano proprio a questi ragazzi, che devono decidere cosa farne della propria vita. Se da un lato alcuni di questi si lasciano andare al loro destino, altri come la nostra Precious, passo dopo passo, riescono a riprendere in mano la propria vita, lasciando cicatrizzare le ferite del cuore tanto quanto quelle della pelle.

 

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