La serie tv “Stranger Things” analizza l’attacco di panico con una prospettiva fantascientifica

(Spoiler Alert) “Stranger Things” la serie tv fantascientifica che vede protagonisti Mike, Lucas, Dustin, Max e Will, un gruppo stretto di amici, e l’inaspettato incontro di una ragazzina dai poteri sovrannaturali, di nome Undici. (Spoiler Alert).

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La sopra citata serie tv, ci accompagna all’interno delle vite di quattro ragazzi accomunati dalla passione per il gioco da tavolo “Dungeons and Dragons” attraverso cui vengono a conoscenza della figura del Demogorgone, una creatura mostruosa.

Ambientata negli anni ’80 nella fittizia città di Hawkins, la serie è incentrata sulla misteriosa sparizione di un bambino di nome Will e sull’antitetica comparsa di Undici, una bambina dai capelli rasati dotata di poteri telecinetici fuggita da un laboratorio segreto.

 

Simbologia del trauma

La serie tv, composta da quattro stagioni, contiene all’interno di ognuna, letture che mettono in scena il significato di molti disturbi psicologici, quali: panico, stress post traumatico, ansia e depressione.

Nella prima stagione Will si perde, in preda al panico, dopo aver visto delle ombre nel bosco di sera. In quel momento, il “demogorgone” si approfitta della sua ansia e lo porta con sè nel sottosopra.

Il sottosopra, potrebbe simboleggiare un’instabilità mentale non facilmente ripristinabile.

Il “demogorgone” può essere interpretato come il nostro “demone” interiore, la nostra più grande paura, richiamato con evidenza nella quarta stagione.

Le luci che si accendono e spengono a intermittenza, prima di una crisi di panico nel quale le persone entrano in trance, e vengono portate nel sottosopra, simboleggiano la confusione mentale e l’annebbiamento.

Solo Undici riuscirà più tardi a mettersi in contatto con Will nel sottosopra, e a riportarlo nel mondo reale.

Perchè solo lei ci riesce?

Non ci si può limitare alla superficiale lettura che siano stati i soli superpoteri a salvare Will, Undici ha da poco imparato il significato dell’amicizia e dell’amore, e con la sua particolare sensibilità e innocenza, riporta in vita il suo amico.

Nella seconda stagione Will ha delle frequenti visioni del Sottosopra e del demone.

Questo può essere racchiuso nel disturbo da stress post traumatico, con le conseguenti sintomatologie psicosomatiche, quali: insonnia, incubi, sudorazione, distacco dalla realtà e allucinazioni.

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Parole evocative

Trovo interessante soffermarsi principalmente sulla quarta stagione, i quali sintomi psicosomatici e i disturbi psicologici appaiono più evidenti.

L’immagine che ingabbia i personaggi all’interno del trance, che poi arriva a trasportarli nel Sottosopra, è quella di un Orologio. Immagine del tempo che trasforma le paure e i ricordi negativi in veri e propri incubi, stando immobili nell’inconscio.

Il “demogorgone” si nutre delle nostre paure più recondite, quelle che erano, secondo la nostra percezione, ormai nascoste, e che invece prendono vita in maniera sempre più intensa, man mano che le si lascia macerare al nostro interno.

 

Tu non sei veramente qui, io sono qui.

 

Dissociazione dalla quale si può uscire, recitando questa “formula” nella nostra mente.

Frase che poi utilizzerà Max per liberarsi dal “demogorgone” e ricongiungersi alla vita terrena e reale, dai suoi amici che tentano di salvarla.

La scena più evocativa della quarta stagione, penso sia proprio questa, evocando la figura della musica presente nella vita di tutti, e curativa dal punto di vista psicologico.

È infatti scientificamente provato che la musica, più in generale una melodia, rievoca alla mente dei pensieri più o meno positivi in base ai ricordi, o al legame chimico che instaura con la mente stessa.

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Disturbo di ansia da panico e stress post-traumatico

Un attacco di panico è un breve periodo di estremo malessere, ansia o paura che si manifesta all’improvviso ed è accompagnato da sintomi fisici e/o emotivi.

I sintomi psicosomatici tipici sono:

  • Sensazione di soffocamento
  • vertigini, tendenza allo svenimento
  • pallore, sudorazione
  • palpitazioni, tachicardia
  • distacco dalla realtà circostante

Il disturbo di panico comporta frequenti attacchi di panico che determinano un’eccessiva preoccupazione per attacchi futuri e modifiche del comportamento intese ad evitare le situazioni che potrebbero scatenare un attacco.

Il disturbo post-traumatico da stress insorge quando i ricordi di un evento estremamente traumatico tornano continuamente in mente. Questi ricordi possono essere molto spaventosi, realistici e traumatici.

Il DPTS può insorgere quando si vive un evento estremamente traumatico. Ci si può sentire perseguitati da un’intensa paura, impotenza, o dall’orrore avvertito personalmente o da una persona cara durante l’evento.

La dissociazione comprende il sentirsi scollegato da se stesso, dai propri ricordi, percezioni, identità, pensieri, emozioni, corpo, comportamento e/o dal mondo che lo circonda. Ne consegue che il suo senso di identità, la sua memoria e/o la sua coscienza sono frammentate.

In seguito alla situazione pandemica in Italia e nel mondo, è stato registrato un sempre più crescente aumento dei casi di disturbi di panico, ansia e depressione, dovuti ai lockdown.

La salute mentale, come si può ben comprendere, è una componente fondamentale della nostra vita. Non deve essere mai trascurata, poichè può portare in vita demoni e vecchi brutti ricordi, che si pensava essere sepolti.

La soluzione più giusta è quella di riacquisire fiducia nel mondo, negli amici, nell’amore e nelle persone che ci  circondano, affidando anche a loro un potere che può salvarci.

Trovare sempre il coraggio di guardarsi dentro, sfidare nuovamente gli avvenimenti del passato e trovare loro una nuova strada, questa è la chiave.

 

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