Sono state trovate, nella Piramide di Cheope, delle zone vuote.

Nella grande piramide sono stati trovati degli spazi vuoti: a che cosa servivano?
La Piramide di Cheope e il complesso della necropoli di Giza
La Piramide di Cheope, conosciuta anche come Grande Piramide di Giza o Piramide di Khufu, è la più antica e più grande delle 3 principali piramidi della necropoli di Giza.
È la più antica delle 7 meraviglie del mondo antico ed è anche l’unica ad essere arrivata ai giorni nostri non in stato di rovina.
Gli egittologi ritengono che la piramide sia stata costruita come sepolcro del faraone Cheope, regnante della IV dinastia intorno al 2560 a.C.
In origine la piramide era ricoperta da un rivestimento di calcare bianco ma a causa di un terremoto avvenuto nel XIV secolo la copertura si sgretolò e venne poi usata per la costruzione di edifici nella città de Il Cairo.
Nella Grande Piramide sono state scoperte 3 camere: la più bassa, detta camera ipogea, si trova sottoterra; più in alto si trovano la camera della Regina e ancora più in alto la cosiddetta camera del Re.
Il complesso piramidale della necropoli di Giza comprende altre 2 piramidi: la Piramide di Chefren, la Piramide di Micerino.
Nello stesso complesso si trova anche la Sfinge.
Il complesso ha, da sempre, suscitato domande e curiosità.
La Piramide di Cheope, ad esempio, è costituita da almeno 2.300.000 (o 2.400.000) blocchi, ciascuno del peso di circa 2,5 tonnellate e, secondo alcuni, venne costruita in un lasso di tempo dell’ordine delle decine di anni.
Secondo quindi l’opinione consolidata e comprovata, ogni blocco da 2,5 tonnellate veniva piazzato in qualunque posizione ed altezza, ogni 3 minuti, giorno e notte, per 27 anni.

Nuove rivelazioni
Ora, la Grande Piramide, è tornata a far parlare di sé.
Tramite una mappatura con i raggi cosmici, particelle altamente energetiche di origine galattica, sono stati notati 2 vani vuoti.
Per comprendere meglio le modalità di costruzione e che cosa contenesse, tra il 2015 e il 2017, un gruppo di archeologi di Francia e Giappone guidato dall’Heritage Preservation Innovation Institute di Parigi, aveva analizzato la piramide con la tecnica dei raggi comici.
Nell’ipotesi più affascinante il vano più grande potrebbe contenere la camera sepolcrale di Cheope, ma il cunicolo non è collegato a nessun altro ambiente e risulta irraggiungibile.
La teoria più semplice è che si tratti di una soluzione ingegneristica per alleggerire il peso dei blocchi di pietra sopra alla Grande Galleria.
Per capire meglio la ragione di questi spazi vuoti è necessario analizzare la piramide ad una risoluzione più risoluzione.
Gli autori del nuovo studio, che include gli scienziati del Fermilab, intendono farlo con un rilevatore di un centinaio di volte più sensibile di quello usato precedentemente.
La sensibilità dello strumento potrebbe arrivare al punto di individuare eventuali oggetti in metallo, terracotta o pietra all’interno dei vani.
Non resta che attendere i nuovi risultati.
La morte ieri e oggi
Una delle domande che segue l’uomo dalla notte dei tempi è: che cosa c’è dopo la morte?
Dai tempi più antichi, l’uomo, ha sempre cercato di immaginare un “dopo”.
Regni ultraterreni e reincarnazioni sono solo alcune delle possibili risposte a cui religioni e credenze sono arrivate.
Oggi, purtroppo, il contatto con la morte è costante: tv e giornali ne parlano quotidianamente e forse ci siamo un po’ troppo abituati ad assistere alla morte, senza però viverla fino in fondo.
Uno dei pericoli più grandi della società è l’indifferenza verso il prossimo.