Una diagnosi psichiatrica è sempre valida e attendibile? Scopriamolo attraverso il film “Qualcosa è cambiato”

“Qualcosa è cambiato” è un film del 1997, diretto da Brooks. I due protagonisti Nicholson e Hunt sono stati premiati con il Premio Oscar rispettivamente come miglior attore e miglior attrice protagonista nel 1998.

In questo film Nicholson riveste il ruolo di Melvin: un burbero scrittore con un evidente disturbo ossessivo compulsivo diagnosticato da tempo. Nel film accadono un susseguirsi di emozioni che porteranno i due protagonisti ad una sorta di cambiamento.

La diagnosi psichiatrica

In che modo questo film ci può essere d’aiuto nell’argomento della diagnosi psichiatrica? Senza fare spoiler del film possiamo però dire che Nicholson interpreta lo stereotipo (anche molto accentuato) della persona con disturbo ossessivo compulsivo. Possiamo anche dire che la sua diagnosi non cambia nel corso del film e pare quindi essere attendibile.

Ma è sempre così? Ogni volta che ci troviamo davanti qualcuno con delle caratteristiche stereotipiche di una situazione o un disturbo mentale la diagnosi è certa e attendibile?

L’argomento dell’attendibilità della diagnosi è dibattuto da decenni. Sicuramente l’introduzione del DSM (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) ha contribuito a migliorare l’attendibilità della diagnosi psichiatrica o psicologica e ha permesso la comunicazione fra specialisti con background di studio differenti alle spalle.

Facciamo un passo indietro…

Facciamo un passo indietro, prima di parlare di corretta o meno attendibilità della diagnosi psichiatrica, andiamo a vedere cosa significhi.

Una diagnosi è attendibile quando due operatori diversi, con lo stesso livello di competenza, possono arrivare, attraverso il DSM, a formulare una stessa diagnosi. Oppure, una diagnosi è attendibile quando risulta coerente in valutazioni effettuate in momenti diversi.

Abbiamo poi un altro problema: quello della validità. Una diagnosi attendibile è sempre valida? Beh, diciamo che è una questione complessa. In presenza di un disturbo psichico, il paziente descrive i propri sintomi (ansia ad esempio) in maniera soggettiva. Il clinico raccoglie i dati e formula la sua diagnosi. E’, tuttavia, una questione delicata perché non esistono alcuni strumenti di misura oggettivi, come per esempio i raggi x per diagnosticare un disturbo dell’umore.

L’esperimento di Rosenhan

Nel 1973 David Rosenhan volle dimostrare che, secondo i suoi studi, lo psichiatra non è in grado di valutare se una persona sia effettivamente malata o meno. Decise quindi di fare un esperimento chiedendo ad 8 persone (pseudo-pazienti) di fingere alcune caratteristiche stereotipiche di una malattia mentale. In alcuni casi questi stereotipi si confermano diagnosi adeguate (come nel caso del film Qualcosa è ambiato) in altri meno.

Gli psudo-pazienti dovevano contattare telefonicamente degli ospedali psichiatrici, dire di avere paura di mostrare alcuni sintomi ad esempio della schizofrenia e chiedere di essere internati. L’esperimento fu svolto in 12 ospedali diversi degli USA.

Una volta ammessi in un reparto psichiatrico i pazienti dovevano cessare di simulare qualsiasi tipo di sintomo e osservare la reazione del personale medico. Nessuno degli 8 pseudo-pazienti, tranne 1, fu scoperto. Tutti furono ricoverati con la diagnosi di schizofrenia e furono dimessi dopo una media di 19 giorni con la diagnosi di schizofrenia in remissione.

Questo esperimento è molto interessante. Ovviamente il personale medico di quei 12 ospedali era competente, quindi probabilmente il fallimento di questa diagnosi è dipeso dal fatto che tendenzialmente non pensiamo e non pensavano che qualcuno volesse farsi internare di sua sponte in un ospedale psichiatrico. Sicuramente dobbiamo tenere conto del fatto che si tratti di un esperimento di alcuni decenni fa, oggi probabilmente il risultato sarebbe differente, forse grazie una maggiore sensibilità. Tuttavia, rimane un interessante punto di confronto e di dibattito sull’attendibilità di argomenti così importanti e così delicati come la diagnosi psichiatrica.

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