“La Gaia Scienza” di Nietzsche ci spiega perché Fleabag ha ancora “bisogno di fede”

Nel 2016 è andata in onda la prima stagione della serie “Fleabag”, scritta e recitata dall’attrice britannica Phoebe Waller-Bridge. La serie ricade nel complesso genere “dramedy”, nata in origine come monologo teatrale, racconta la storia di una giovane donna dallo spiccato umorismo ma in preda ad una terribile crisi esistenzale.

Nella seconda stagione accade qualcosa che porta la protagonista a rivalutare il ruolo della religione. Da atea continua a considerarla “oppio dei poveri”, ma inizia a intravedere l’utiltà di quell’oppio. Allo stesso modo neLa Gaia Scienza” Nietzsche riflette a lungo sul ruolo che la religione cristiana ha avuto nella vita degli uomini europei, sin dalla sua nascita, criticandone sì, l’assurdità, ma senza sottovalutarne l’importanza storica.

Friederich Nietzsche

Fleabag

La prima stagione si concentra sui drammi -spesso comici- di Fleabag e della sua famiglia; viene usata un’astuzia, tipica del teatro ma meno usata nel cinema, per cui la protagonista, eliminando la quarta parete, si gira verso la camera -quindi verso lo spettatore- per commentare indisturbata, ammiccare o condividere una risata.

Nella seconda stagione compare un nuovo personaggio, che diventa presto coprotagonista: il prete (che come Fleabag è privo di un nome proprio). Sin dal primo episodio si percepisce l’intesa tra i due, ma il prete è cattolico e questo implica una complicazione non indifferente a Fleabag: il celibato.

I due continuano a vedersi e il prete corre costantemente il rischio di violare i propri doveri. Una sera Fleabag si fa convincere ad entrare nel confessionale e raccontare i suoi peccati. Ma non è il suo passato a spaventarla in quel momento, ciò che la terrorizza è invece il presente:

“Io voglio qualcuno che mi dica cosa indossare la mattina. Qualcuno che mi dica cosa indossare ogni mattina. Voglio qualcuno che mi dica cosa mangiare, cosa amare, cosa odiare, per cosa arrabbiarmi, cosa ascoltare, quale band seguire, che biglietti comprare, su cosa scherzare, su cosa non scherzare, voglio qualcuno che mi dica in cosa credere, per chi votare, chi amare e come dirglielo. Io voglio che qualcuno mi dica come devo vivere la mia vita perché fin’ora credo di aver sbagliato tutto.

Per questo molti cercano persone come te nella vita, perché tu dici loro come vivere, dici loro cosa fare e cosa otterranno alla fine. E anche se non credo alle tue stronzate e so che scientificamente niente di ciò che farò alla fine farà alcuna differenza, ho paura lo stesso. Perché ho paura lo stesso?

Quindi dimmi cosa fare. Dimmi cosa cazzo fare, Padre.”

Chiesa anglicana

Trattandosi di un serie britannica, il fatto che il prete sia cattolico è peculiare.

La Gran Bretagna è un paese anglicano, ha subito l’influenza del movimento protestante e durante gli anni del regno di Enrico VIII è stata fondato quella che ancora oggi è chiamata “Church of England” (Chiesa anglicana).

Nel 1517, Lutero, affiggendo le 95 tesi nella chiesa di Wittenberg, iniziò il movimento di Riforma che portò alla nascita della Chiesa protestante. Con l’intento di rendere ognuno “sacerdote di se stesso” ridimensionò i doveri delle figure ecclesiastiche, eliminando la confessione e l’obbligo al celibato per i preti (che vengono ora chiamati “pastori” protestanti).

Nietzsche nell’aforisma 358 (L’insurrezione contadina dello spirito) de “La Gaia Scienza” affronta la figura di Lutero da un punto di vista diverso da quello solito odierno: legge la decisione luterana di ridurre il potere ecclesiastico come una scelta dettata dal suo “odio abissale per l’uomo superiore come la Chiesa lo aveva concepito”

Secondo il filosofo, l’errore di Lutero è stato agire come un uomo del popolo, “di vedute nefastamente ristrette, superficiale, sconsiderato”, a cui mancava “ogni istinto per la potenza”. Per questo, “incolpevole di tutto”, non si accorse che la sua volontà di restaurare la Chiesa romana “divenne solo l’inizio di un’opera di distruzione.

Lutero mentre affigge le 95 tesi

Nichilismo

A Lutero, Nietzsche riconosce (negativamente, dal suo punto di vista) l’aver fatto crescere nei fedeli “la volubilità e l’irrequietezza dello spirito, la sua sete d’indipendenza, la sua fede in un diritto alla libertà, la sua naturalezza”, favorendo “quel che oggi veneriamo come scienza moderna”.

Proprio alla scienza si appoggia Fleabag nel suo sfogo: “so che scientificamente niente di ciò che farò alla fine farà alcuna differenza”. La protagonista, sin dal primo incontro col prete mette in chiaro le cose: lei non crede in Dio (e non appena finisce la frase, quasi miracolosamente, un quadro cade dietro di lei, con grande apprezzamento da parte del prete), è dunque atea, un’”antimetafisica”, per usare le parole di Nietzsche.

Fleabag si è posta la domanda esistenziale sul senso della vita e si è data una risposta nichilistica davanti alla quale nessun’altra regge: la vita non ha un senso e le azioni del singolo non hanno alcuna importanza. Nietzsche nell’aforisma 347 (Il nostro punto di domanda) afferma che le possibilità davanti a questo tipo di coscienza sono due: “o vi sbarazzate delle vostre venerazioni oppure di voi stessi!davanti alla morte di ogni valore si può decidere di affrontare la vita in modo attivo, dando un proprio individuale senso all’esistenza, abbracciando la propria finitezza, oppure si può scegliere di piegarsi passivamente al caos e perdersi tra le risposte altrui.

Prete – Andrew Scott

Morale cristiana

Fleabag ha ancora paura, nonostante sappia di non avere nulla da perdere: “Ho paura lo stesso. Perché ho paura lo stesso? Quindi dimmi cosa fare. Dimmi cosa cazzo fare, Padre.”

Va alla ricerca di qualcuno che possa riempire il vuoto, la mancanza di senso, cerca qualcuno che le “dica cosa indossare ogni mattina”, “in cosa credere”, come vivere la vita. Per questo, dice al prete, “molti cercano persone come te nella vita, perché tu dici loro come vivere, dici loro cosa fare e cosa otterranno alla fine”. Le grandi religioni monoteiste, scrive Nietzsche nell’aforisma 374 (I credenti e il loro bisogno di fede), hanno avuto un enorme successo perché “diedero voce alla richiesta di un ‘tu devi’ ”, salvarono l’Europa dal nichilismo dando agli europei un senso, un motivo per vivere, qualcosa da fare, insieme alla promessa di una ricompensa. Questa necessità di “possedere qualcosa in modo solido”, questo “bisogno di fede” secondo il filosofo si rivela in un individuo che pecca di libera volontà: “l’unica forza di volontà alla quale possono essere condotti anche i deboli e gli insicuri è il fanatismo”.

“Quando un uomo cade nella convinzione che gli devono essere dati degli ordini diventa credente, per converso, una gioia e una forza dell’autodeterminazione, una libertà del volere, in cui uno spirito prende congedo da ogni fede, da ogni desiderio di certezza, esperto, com’è nel danzare sugli abissi. Un tale spirito sarebbe lo spirito libero par excellence”.

Fleabag – Phoebe Waller-Bridge


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