7 autori che incontreresti al circolo degli alcolisti anonimi

 

Se sei astemio non leggere quest’articolo,non fa per te.

Charles Bukowski

 

Ho avuto dei problemi, con l’alcool in passato ma ora va tutto bene siamo tornati insieme“. Con questa frase di C’era una Vodka, il rapper Willie Peyote descrive perfettamente il rapporto tra i letterati e l’alcool. Un rapporto assai controverso che si riversa nelle opere di molti autori con accezioni positive e negative. Un amore tossico che ha caratterizzato le loro vite e il loro modo di scrivere proprio come l’amore per una donna. In questa lista andremo a conoscere quelli che sicuramente incontrereste al circolo degli alcolisti anonimi, anche se ce ne sarebbero molti altri ancora. Per molti di loro l’alcool è stata una fonte di ispirazione, una marcia in più, una consolazione e per alcuni purtroppo, una condanna. Una lista ironica ma anche abbastanza seria, condita con citazioni che potrete usare nelle vostre instagram stories quando uscite a bere il beverdì. Sia ben chiaro che non vogliamo svilire o accusare nessuno di loro anzi sarebbe bene omaggiarli perché diciamocelo, senza la loro relazione con la bottiglia magari non avremmo la letteratura che abbiamo oggi. Ed è proprio per questo che forse ad un poeta, ad uno scrittore, occorre un certo tasso alcolico nel sangue per essere definito tale.

Ernest Hemigway

1) Charles Bukowski (1920-1994)

Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa

Forse lo conoscerete per le tante pagine instagram che fanno scempio delle sue citazioni. Autore di Pulp e Donne, Charles Henry Bukowski ha scritto sei romanzi, migliaia di racconti e poesie per un totale di circa sessanta libri, incentrati sulla sua vita fatta di rapporti occasionali, donne e ovviamente alcool. Beve vino per la prima volta all’età di 13 anni e inizia un rapporto morboso con le bevande alcoliche. Pare che il suo drink preferito fosse il Boilermaker, fatto di birra e uno shottino di whisky, tipico dei pub inglesi. Solo sua moglie Linda riuscì a lenire la sua dipendenza regalandogli a detta del poeta “altri dieci anni di vita“. Con Bukowski il coma etilico può accompagnare solo.

2) Francis Scott Fitzgerald (1896-1940)

All’inizio tu ti bevi un bicchiere, poi il bicchiere si beve un bicchiere, poi il bicchiere si beve te

Il film con Leonardo DiCaprio Il grande Gatsby è tratto dal suo omonimo romanzo ma si discosta molto da quello che è il capolavoro originale. Francis Scott Key Fitzgerald è stato uno scrittore statunitense di romanzi e storie brevi, particolari per la loro capacità evocativa dell’Era del Jazz (termine coniato da Fitzgerald stesso). Ha raggiunto il suo massimo successo con il novel precedentemente citato in cui è ricorrente la presenza del Gin Rickey, il suo cocktail preferito. Si prepara con ghiaccio, gin e succo di limone fresco servito con una fettina di lime. Non è un caso che Fitzgerald facesse bere i suoi personaggi, infatti attuava una sorta di immedesimazione della sua persona nei suoi racconti. Dedicò la sua vita a sua moglie Zelda e all’alcool, iniziando dal college e intensificando nel 1920 dopo il divorzio e la morte dell’amico di bevute Ring Lardner.

3) Edgar Allan Poe (1809-1849)

Ha concepito racconti macabri come Il gatto nero o Il corvo e per questo è considerato come uno dei massimi esponenti del genere gotico, nonché inventore del racconto poliziesco. Una figura chiave per la letteratura americana. Persona tormentata e sensibile trovò consolazione nell’alzare il gomito. Dopo la morte prematura della giovane moglie continuò a bere come una spugna e probabilmente morì a causa dell’estremo alcolismo.

4) Ernest Hemingway (1899-1961)

Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti

In questa lista Ernest Hemingway è sicuramente quello che reggeva l’alcool più di tutti. È stato un giornalista e scrittore statunitense ricordato per Il vecchio e il mare e Addio alle armi. Inizia a bere in un safari in Africa negli anni ’30 e da quel momento continua a fiumi fino alla sua morte. Guarnisce spesso i suoi romanzi con episodi di bevute e sbronze per documentare la sua stessa esperienza nel campo e per riflettere una società propensa all’autodistruzione. Amava Cuba e quindi amava anche il Mojito:un cocktail fatto di rum bianco, ghiaccio, lime, menta e zucchero di canna.

5) Dorothy Parker (1893-1967)

Amo i Martini, ma due al massimo. Tre, e sono sotto il tavolo. Quattro, e sono sotto il cameriere

Chiamata anche con i diminutivi Dot o Dottie, Dorothy Parker è stata una scrittrice, poetessa e giornalista statunitense. È nota per i suoi commenti caustici dei fenomeni di costume della società americana del XX secolo, della quale analizza virtù e vizi con un certo cinismo. Le sue opere più famose furono Il mio mondo è qui: racconti e poesie e Uomini che non ho sposato. È sopravvissuta alla perdita della madre, della matrigna, dello zio e del padre e a tre matrimoni falliti rifugiandosi nell’alcool.

6) James Joyce (1882-1941)

James Augustine Aloysius “fegato d’acciaio” Joyce è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo che ha scritto Gente di Dublino e Ulysses. È considerato come uno degli autori più influenti del suo secolo. Da buon irlandese quale era amava bere e causava spesso risse nei pub che frequentava. Il suo alcolismo è il risultato delle abitudini ereditate dal padre John e di un animo ribelle. Ha trovato asilo nella sbronza mentre fuggiva dalle sue responsabilità e dagli eventi che scossero la sua vita come la precaria situazione economica, gli interventi agli occhi e la malattia mentale della figlia.

7) Eschilo (525 a.C-456 a.C)

Grande poeta e drammaturgo della Grecia antica è forse il primo autore alcolista anonimo della storia. Come molti suoi colleghi era un ammiratore di Dioniso, dio del vino e delle feste. Sembra che abbia scritto molte delle sue opere mentre era ubriaco ed è visto come il padre delle generazioni di autori alcolizzati. Non avrebbe mai superato il test del palloncino.

 

 

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