La foresta luogo di cavalieri, fiabe e leggende: Into the Woods e Chrétien de Troyes

Into the Woods è un musical americano che riprende l’intreccio narrativo presente nei poemi cavallereschi di Chrétien de Troyes

Chrétien de Troyes scrive, probabilmente negli anni settanta del XII secolo, il poema cavalleresco intitolato Yvain che racconta la storia avventurosa di un cavaliere che parte col suo cavallo per vendicare suo cugino, sconfitto da un uomo misterioso con un’armatura nera. Questa storia è stata d’ispirazione per molte narrazioni successive e ci riporta ad oggi, quando nel 2015, è stato proiettato nelle sale italiane l’adattamento cinematografico del musical Into the Woods.

Into the Woods

Into the Woods è l’adattamento cinematografico diretto da Rob Marshall ed ispirato al musical di S. Sondheim e J. Lapine risalente al 1986. Ovviamente quest’ultimo è stato composto sulle pagine del libro Il mondo incantato di B. Bettelheim che a sua volta è una rivisitazione delle classiche storie che conosciamo tutti e che ci hanno accompagnato durante la nostra infanzia: Jack e il fagiolo magico, Cenerentola, Cappuccetto Rosso e Raperonzolo.

La storia è molto articolata ed i personaggi si incontrano costantemente all’interno del bosco, completando le loro vicende. Il fornaio e la moglie necessitano infatti di un mantello rosso sangue, dei capelli color dell’oro, di una scarpetta dorata e di una mucca biancolatte per realizzare la pozione che serve ad aiutare la strega a ritornare bella e a cancellare la maledizione che lei aveva gettato sulla loro dimora, permettendo loro di avere un figlio. Ma come tutti sappiamo nel bosco gli avvenimenti sono imprevedibili e infatti troveremo dei personaggi che non ritorneranno più al loro villaggio, rimanendo ancorati per sempre all’oscuro regno della Natura.

Il film ha avuto un incredibile successo, dovuto anche alla partecipazione di star del cinema come Meryl Streep, James Corden, Anna Kendrick, Johnny Depp, Christine Baranski e così via. Inoltre è stato candidato a numerosi premi, incassando milioni di dollari.

Chrétien de Troyes

Chrétien de Troyes è uno scrittore francese, vissuto circa tra il 1135 e il 1190, in un periodo in cui la cultura francese diventa a poco a poco internazionale. Abbiamo cinque romanzi che gli appartengono di cui quattro completi, tutti in ottosillabi a rima baciata, ma noi in questo breve articolo ci concentreremo unicamente su l’Yvain e citeremo il Lancelot. Il primo anche detto le Chevalier au Lion è un poema cavalleresco molto interessante perchè presenta uno dei tratti distintivi dell’autore, che troveremo anche in altre opere come in Lancelot, ovvero ci dimostra come la corte di Artù (attorno alla quale si scatenano gli eventi che porteranno i cavalieri a spostarsi) sia instabile, non riesca infatti a mantenere pace e serenità.

Nel Lancelot infatti la rottura dell’equilibrio è causata dal rapimento di Ginevra da parte di un uomo, durante la festa di Pentecoste quando tutti i cavalieri si sono ritrovati per festeggiare, mentre suo marito assiste impotente. Questo porta tutti gli uomini valorosi dotati di cavallo a partire sulle tracce della regina tra i quali anche colui che la ama in segreto: Lancelot.

Nell’Yvan la frattura è data dal racconto di Calogrenant che narra ai compagni un clamoroso insuccesso: dopo essersi introdotto nella foresta, in seguito ad un incontro, aveva trovato una fonte coperta da una sottile parete di cristallo che presentava il divieto di spostare la copertura. Lui aveva contraddetto l’obbligo ed era scoppiata una tempesta, la quale aveva portato all’apparizione di un cavaliere con l’armatura nera che si era rivelato essere il signore della radura. Quest’ultimo lo aveva sfidato a duello, sconfiggendo Calogrenant. Suo cugino Yvan, dopo aver udito tali fatti, decise quindi di riprendere l’avventura da dove il suo parente l’aveva interrotta.

La foresta

Yvan parte, come fanno i cavalieri del Lancelot, perchè è insita nella condizione stessa del cavaliere la necessità di ricercare meraviglie ed avventure. Inseguono quindi il meraviglioso, ciò che genera stupore e si impone come un limite all’azione degli individui. Dove si può tentare di trovare tutto questo se non nella foresta?

Into the Woods e le opere di Chrétien sono legate dal rapporto stretto con la foresta, luogo di incontri dei vari personaggi. Le storie si uniscono costantemente, intrecciandosi, modificandosi a vicenda. Il bosco è il luogo dove tutto può succedere, dove la Natura regna sovrana e dove l’uomo incontra l’animale, sfidandolo. Ci sono fonti miracolose, casette sperdute e fanciulle da salvare. Nel bosco re, principi e servitori sono sullo stesso piano. Nel bosco siamo tutti umani.

Ovviamente la foresta presentava un topos anche prima che Chrétien posasse la sua penna sul foglio, ma la sua importanza è riconosciuta in quanto fu uno dei primi a parlare della corte di Artù e degli eventi ad essa legati, introducendo una nuova figura del re: maturo e saggio e non quindi dotato di fortitudo ma di sapientia. La nuova visione dello scrittore ha quindi permesso di mettere sullo sfondo il sovrano, rappresentandolo come impotente davanti agli eventi e focalizzando l’attenzione su altre figure che prima non sarebbero state notate.

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