Nuovo virus dell’encefalite equina, letale anche per gli umani.

Nuovo virus dell’encefalite equina, letale anche per gli umani dagli stati uniti diversi nuovi ceppi virali trasmessi dalle zanzare minacciano la popolazione.

 

Quante volte al cinema abbiamo visto nazioni scomparire come neve al sole, città abbandonate e o orde di mostri infetti creati dall’avvento di virus letali? 

Il tema del virus letale è un evergreen del genere post-apocalittico e del thriller ma quanto sono reali le possibilità di eventi simili?

 

Un nuovo rischio con cui fare i conti:

Periodicamente spuntano fuori nuovi virus pericolosi per l’uomo trasmessi dagli animali.

Chiaramente spesso non sono nuovi o mai incontrati, ma semplicemente non hanno mai trovato interesse medico.

Ad attirare l’attenzione degli esperti è stato recentemente un virus trasmesso dal 3 tipi di zanzare in grado di infettare gli umani. 

Il virus, dal nome piuttosto onomatopeico: Eee, solitamente ha interesse più veterinario che medico, in quanto causa encefaliti negli equini ed è in grado di colpire anche il pollame.

Subito ci tornano in mente casi di patologie trasmesse da animali come le febbri suine ed aviarie, che negli anni scorsi ci hanno dato non poco da pensare.

I sintomi comprendono appunto encefiti e gravi problemi neurologici, che si protraggono anche dopo la guarigione dell’infezione vera e propria, con un tasso di mortalità di circa il 30% dei pazienti.

A questi sintomi si aggiungono vomito, diarrea e nei casi peggiori disorientamento e addirittura il coma.

Il “contraccolpo” neurologico sui pazienti guariti è di circa il 30/70% negli umani e addirittura il 90% negli equini.

 

Anatomia di una brutta bestia:

Si tratta di una specie di virus a RNA a singolo filamento positivo, appartenente al genereAlphavirus, famiglia Togaviridae. 

Al microscopio elettronico i virioni responsabili dell’Eastern equine encephalitis(EEE) appaiono costituiti da un nucleocapsidi a simmetria icosaedrica  del diametro di circa 40 nm. I virioni appaiono di forma sferica e misurano 60-65 nm di diametro e sono ricoperti da una membrana lipoproteica virale sulla cui superficie appaiono prolungamenti a forma di manubrio distribuiti uniformemente. I virioni sono localizzati nel citoplasma della cellula ospite. La membrana virale è originata dalla membrana della cellula infettata.

 

Come si trasmette e da dove proviene:

 Il virus viene trasmesso da artropodi ematofagi, zanzara del genere Culiseta, agli uccelli, che ne costituiscono il serbatoio naturale, come già detto.

Attualmente numerosi studiosi del Michigan e della Florida stanno elaborando modelli di diffusione del virus nei suoi vari ceppi.

Ma non sono soli, Insieme ad essi anche Texas, Illinois e molti altri stati americani.

La malattia è infatti endemica del territorio.

Le autorità sanitarie hanno allertato la popolazione, raccomandando prudenza nell’esporsi a potenziali punture, ricorrere a repellenti e le vecchie care zanzariere, indossare abiti lunghi ed ovviamente evitare di abbandonare recipienti con acqua stagnante all’aperto.

Le fasce di età più vulnerabili sono quelle di età inferiore ai 15 anni e superiori ai 50.

Il pericolo geograficamente parlando per noi Italiani pare lontano, parliamo infatti di territori che si trovano dall’altra parte dell’Atlantico. Ricordiamo tuttavia che la zanzara tigre che tanto ci tormenta chiunque si azzardi a mettere piede nel verde non era una tipologia endemica italiana, ma arrivò attraverso mezzi per il trasporto merci. Capiamo quindi che la semplice distanza rappresenta un ostacolo relativo per la diffusione di questi insetti.

Ricordiamo inoltre che come detto prima gli uccelli, anche i migratori, rappresentano un serbatoio naturale, in grado di spostare il patogeno fisicamente lungo le loro rotte migratorie.

Tuttavia in Italia la situazione rimane tranquilla, anche grazie agli stretti controlli e monitoraggi compiuti dalle autorità sanitarie locali.

Il direttore del policlinico di Milano Gori si è espresso chiaramente a riguardo, asserendo che si tratta di un rischio potenziale, ma non reale.

 

Sono in oltre in corso le analisi per la creazione di anticorpi specifici per il patogeno.

 

Attualmente inoltre è in corso la ricerca per la creazione di un vaccino per tre diversi ceppi di encefalite equina.

 

Casi registrati negli anni

 

 

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