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6 torture psicologiche che ti faranno rabbrividire per la loro disumanità

Conosciamo tutti il concetto di “tortura fisica”, ma cosa accade quando la tortura non riguarda soltanto il corpo?

Il medioevo ci ha sempre affascinato per aver inventato tante delle torture più famose e geniali. Pratiche quali lo spaccaginocchia, l’asino spagnolo o la diretta bollitura del malcapitato, sono certamente disumane. Le pene appena descritte sono soltanto alcune delle tante utilizzate in quei secoli, e molte di esse vengono tutt’ora utilizzate da diverse forze militari ed agenzie segrete. Soprattutto nelle ultime decadi, le torture hanno acquisito un carattere diverso, puntando nella fattispecie al lato psicologico dei prigionieri. Addentriamoci in questo macabro ed oscuro mondo. Tenetevi forte.

1) Simulazione di annegamento

Risalente all’inquisizione spagnola, la crudeltà di questa tortura non deriva dal dolore provocato, bensì dalla sensazione di sentirsi morire. Il malcapitato viene immobilizzato in posizione supina, inclinato in modo da avere i piedi più in alto della testa. Una volta immobile, il suo viso viene ricoperto da un panno e gli viene versata acqua in modo continuo, invadendo le vie respiratorie. L’ex senatore repubblicano John McCain fu torturato come prigioniero nel Nord Vietnam, e descrisse la tortura come un’esperienza intensa che danneggia la psiche “in maniere che non si possono più cancellare“. Il vero trauma dell’esperienza dunque, deriva dalla mente, pienamente convinta di affogare.

Tortura dell’acqua utilizzata sulle “streghe”.

2) Digiuno forzato

Un esempio di questa pratica, è ciò cui vengono sottoposti i praticanti del Falun Gong della Cina. I prigionieri vengono torturati e costretti in ambienti freddi, vengono privati del cibo per giorni, settimane e addirittura mesi. Una forma di privazione del cibo inflitta ai praticanti consiste nel permettergli di mangiare solo per brevissimi istanti, ad esempio in alcune prigioni, le guardie limitano il pranzo a meno di venti secondi. Le vittime documentate di questa tortura sono numerose, tra le quali Yu Junxiu, costretto a nutrirsi con l’acqua dei tubi di scarico. La mente privata di nutrimento cede molto in fretta, molti sono i casi di vittime costrette a strapparsi la propria carne pur di saziarsi.

3) Privazione dei servizi igienici

Immaginate di essere tenuti prigionieri, di avere soltanto tre minuti per defecare ed urinare e di venire picchiati se non rispettate il limite di tempo. La carta igienica è vietata e siete costretti a pulirvi con le vostre stesse mani. A queste pratiche è stata sottoposta Liu Jinyu, sessantasettenne detenuta per oltre tre anni nel carcere del Liaoning. Le guardie le mettevano droghe nel cibo e le privavano addirittura di utilizzare il bagno, costringendola a defecare ed urinare nei suoi stessi pantaloni. Non solo le infezioni causano bruciori e dolori disumani, ma la psiche subisce traumi incalcolabili per via della sensazione di disagio, dovuta anche alla privazione di un bisogno umano primario.

4) Le cinque tecniche

Le cinque tecniche erano metodi di interrogatorio illegali, sviluppati in origine dalle forze armate britanniche. Queste tecniche sono state definite come sessioni prolungate nel tempo di costrizioni alla posizione di stress, incappucciamento, esposizione al rumore (spesso riproducendo ad altissimo volume canzoni o rumori fastidiosi), privazione del sonno e di acqua e cibo. Tra queste ricordiamo la posizione del piccione, nella quale al prigioniero vengono legate le mani al muro ad un’altezza di trenta centimetri, impedendogli di assumere qualsivoglia posizione confortevole. Lo stress causato dai metodi appena citati portano al crollo psichico in qualche settimana.

5) Deprivazione sensoriale

Tra le pratiche più macabre a livello psicologico, la deprivazione sensoriale consiste nel privare il soggetto della possibilità di percepire uno o più stimoli sensoriali. La tortura infatti, avviene privando il prigioniero della vista, il gusto, l’udito, l’olfatto e persino il tatto. La pratica viene inflitta costringendolo ad un isolamento forzato, senza la possibilità di rendersi nemmeno conto di dove si trovi. L’esposizione prolungata all’assenza di stimoli può produrre forte ansia, allucinazioni, pensieri bizzarri, depressione e comportamenti antisociali.

6) Tortura della goccia cinese

La tortura della goccia cinese consiste in gocce d’acqua che vengono fatte cadere ripetutamente sulla fronte della vittima, impedendogli di rilassarsi e di dormire. Perfino riflettere nel tempo diventava difficile e a lungo andare, essendo quasi sempre acqua fredda, causava brividi e poteva danneggiare l’organismo. La posizione forzata causava problemi di circolazione e dolori muscolari. Si trattava di una tortura devastante che portava alla pazzia del soggetto, ammesso che resistesse ai forti dolori dei crampi e delle posizioni scomode in cui veniva solitamente messo.

 

 

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