Il Superuovo

6 piante che non sono ciò che hai sempre creduto

6 piante che non sono ciò che hai sempre creduto

Ecco delle piccole curiosità su piante apparentemente semplici e comuni, ma che riescono comunque a nasconderci qualcosa.

 

Giulietta dal balcone disse romanticamente che la rosa avrebbe avuto lo stesso profumo anche se non si fosse chiamata in tal modo, ma se Romeo fosse stato uno studente di biologia probabilmente le avrebbe risposto col nome scientifico in latino e che le cose vanno chiamate col proprio nome. Tutti ormai sanno che il pomodoro, nonostante le apparenze e il gusto, non è una verdura, bensì un frutto, ma sono a conoscenza di altri errori di valutazione che commettiamo nei confronti della natura che ci circonda?

La margherita

Questo grazioso fiore selvatico che amiamo tanto ‘spelacchiare’ facendo ‘m’ama o non m’ama’ a prima vista potrebbe sembrare un fiore singolo, ma in realtà ne raccoglie un gran numero in un’ infiorescenza che in gergo si chiama capolino. L’inganno è dato dalle ridottissime dimensioni dei fiori che la compongono: quelli centrali hanno dei minuscoli petali fusi insieme a formare dei tuboli, mentre quelli periferici hanno la corolla allungata verso un lato a formare quelli che a noi sembrano i petali bianchi della margherita. Un altro fiore che essendo molto più grande rende maggiormente visibile questa struttura è il girasole.

La cipolla

In cucina sta bene un po’ dappertutto, ma esattamente, da che parte della pianta salta fuori? Di fatto la cipolla è praticamente la pianta in sè che però noi consumiamo senza che si sia sviluppata del tutto. È un bulbo, ovvero una gemma profondamente modificata. La parte che noi consumiamo sono le foglie che circondano la sopracitata gemma da cui si formerebbe uno stelo fiorale. Per una necessita di protezione e riserva si sono trasformate in squame attaccate ad un fusto tondo ed appiattito detto girello, dal quale si sviluppano verso il basso le radici.

Il mais

Quella che noi chiamiamo pannocchia in realtà è l’infiorescenza femminile del mais che botanicamente andrebbe chiamato spadice. La vera pannocchia è l’infiorescenza maschile, ovvero quel pennacchio marroncino che spunta dalla cima del fusto e somiglia ad una spiga. Un altro errore che inconsapevolmente si commette è considerare il mais che consumiamo come il seme della pianta, in realtà è il frutto che contiene il seme.

L’anthurium

Probabilmente la maggior parte di noi ne ha avuta una in casa, sono delle piante decorative da interno che ci ingannano quasi come la margherita. Anche qui i veri e propri fiori sono molto piccoli e posizionati sullo spadice centrale di colore giallo o bianco. Il grande petalo a forma di cuore che può essere di diversi colori non è altro che una foglia modificata, detta brattea.

Il peperone

Qual è la prima cosa che ci viene in mente quando pensiamo a una bacca? Probabilmente frutti piccoli come lamponi e more. Sbagliato. Sono frutti composti (all’apparenza un singolo frutto composto da molti più piccoli). L’esempio corretto è proprio il peperone che abbiamo sempre considerato erroneamente una verdura. Rientrano in questa categoria anche pomodori e melanzane.

La mela

Il frutto per eccellenza, il pomo della mitologia classica, in realtà non è un vero e proprio frutto. Ebbene sì, l’obiettivo dell’astuto melo è stato raggiunto: creare un succoso diversivo per salvare il vero frutto, il torsolo, ovvero la parte che siamo soliti scartare. La natura ha uno stupefacente senso di autoconservazione e per fare in modo che la sua progenie sopravvivesse agli attacchi animali il melo ha fatto in modo che fosse protetta esternamente da una spessa parte carnosa, il falso frutto o frutto accessorio, generato da una parte del fiore detta ipanzio. L’animale, noi compresi, si ciba dell’esterno, lasciando intatto il frutto centrale contenente i semi.

 

 

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