6 cose che ti faranno conoscere davvero l’Alzheimer: i falsi miti

L’Alzheimer, malattia neurodegenerativa, è avvolta tra perplessità e falsi miti generali. Informarsi su questa malattia è importante per non creare finti allarmismi. 

La malattia di Alzheimer è stata descritta per la prima volta nel 1906 dal neuropatologo Alois Alzheimer. Egli su il primo a descrivere un caso di demenza senile successivamente definita “Alzheimer”. Bisogna chiarire alcuni aspetti di questa malattia che spesso crea falsi miti.

1. Un membro della mia famiglia ha l’Alzheimer, quindi di certo lo avrò anch’io.

Non esattamente. Il membro di una famiglia con un parente stretto vittima della malattia ha solo il 5% di possibilità di sviluppare la malattia. Dunque, chi ha un parente con questa patologia ha solo una piccola probabilità di svilupparla.

2. La sindrome di Alzheimer è una malattia degli anziani

Non esattamente. Certo, l’età è il più grande fattore di rischio ma questo non vuol dire che tutti sviluppino la malattia in età avanzata. Alcune persone si sino ammalate tra nella fascia d’età dai 40 ai 50.

3. Perdita di memoria vuol dire Alzheimer

Non esattamente. La perdita di memoria può essere un campanello di allarme per un soggetto in età avanzata. Infatti, uno dei primi sintomi dell’Alzheimer, è proprio la perdita di memoria ma questo non vuol dire che i soggetti abbiano necessariamente l’Alzheimer. Nel momento in cui i deficit di memoria inficiano la vita quotidiana in maniera importante, la cosa migliore da fare è rivolgersi ad un neurologo.

4. La malattia si può prevenire

Non esattamente, dal momento che non si conoscono le cause. Si suppone che uno stile di vita che mantiene corpo e mente in forma possa aiutare a diminuire il rischio di sviluppare la malattia.

5. La demenza è una parte inevitabile dell’invecchiare

Non esattamente. Un malinteso comune è che diventi un po’ smemorato quando invecchi, quindi la demenza si riduce a quella cosa inevitabile che succede alla maggior parte delle persone. La demenza è sempre correlata a malattie.

6. Il vaccino per l’influenza può provocare l’Alzheimer

Non esattamente, anzi no assolutamente. Si tratta di una bufala messa in circolazione da un medico statunitense poi radiato dall’ordine. Diversi studi hanno collegato il vaccino per l’influenza e altre vaccinazioni ad un rischio ridotto di contrarre la malattia e a un miglior stato di salute generale.

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