Un uomo ha donato il sangue per decenni per curare una malattia neonatale: ecco la sua storia

Il donatore di sangue australiano ha salvato circa 2,4 milioni di neonati dall’eritroblastosi fetale, una malattia causata dall’antagonismo tra anticorpi materni e antigeni eritrocitari del figlio

Quando non si rispettano i vari sistemi gruppoematici come ABO, Kell o Rhesus le conseguenze sono gravi. Il problema tra una madre Rh- e un figlio Rh +, però, è stato risolto dagli anticorpi di Harrison capaci di ostacolare la reazione immunitaria verso i globuli rossi del bambino, evitando quindi l’insorgenza della malattia emolitica del neonato (MEN).

Sistema Rh: + o – fa la differenza

Il sistema Rh o sistema Rhesus è un importante sistema gruppo ematico dal punto di vista trasfusionale. Il locus genico Rh è una porzione di DNA che si trova sul cromosoma 1 ed è costituito da 3 geni diversi: gene C, E, D.

Quest’ultimo è fondamentale per l’uomo perchè discrimina l’Rh positivo oppure negativo: nel primo caso il soggetto è eterozigote Dd od omozigote DD mentre il secondo caso si può spiegare solo con un omozigosi dd. Il gene D, inoltre, codifica per l’antigene D, un target molto importante in immunologia.

Il sistema Rh va di pari passo con il sistema ABO, non a caso, ogni soggetto accanto al suo 0 o A o B o AB ha un + o -, ossia Rh+ o Rh-. La differenza principale tra i due   ’’codici immunologici’’ è che il gruppo ABO codifica per antigeni glucidici mentre quelli del sistema Rh sono proteici.

Ciò significa che nel primo caso esistono degli anticorpi naturali nel circolo sanguigno contro antigeni diversi da quelli presenti sulla superficie degli eritrociti mentre nel secondo caso gli anticorpi naturali non sono assolutamente presenti. Ad esempio, un soggetto di gruppo A avrà anticorpi naturali anti-B.

Il problema, però, sorge quando un soggetto Rh- entra in contatto con sangue Rh+ riconoscendolo come estraneo, quindi va incontro all’immunizzazione, cioè produce anticorpi antiRh+.

Malattia emolitica del neonato (MEN) o eritroblastosi fetale

La malattia emolitica del neonato è una reazione immunologica che si verifica quando è presente un’incompatibilità materno-fetale cioè anticorpi della madre diretti verso i globuli rossi del figlio (Rh+).

Questo fenomeno si verifica quando la madre che è Rh- è già immunizzata nei confronti dell’Rh+ ad esempio tramite una precedente trasfusione di sangue non compatibile, gravidanza o altri eventi che l’hanno messa a contatto con sangue Rh+.

Questo problema si verifica spesso in donne durante la seconda gravidanza, ma non sono da escludere casi nella prima gravidanza.

A livello fetale, gli anticorpi anti-Rh+ (classe IgG) attraversano la placenta e colpiscono gli antigeni proteici sui globuli rossi del feto con conseguente distruzione e danno delle cellule stesse.

Il feto presenta anemia, emopoiesi compensativa ovvero aumenta la produzione di eritrociti a livello di milza e fegato per bilanciare l’eccessiva eliminazione di emazie. Nella MEN può insorgere anche l’idrope fetale, una condizione molto grave caratterizzata da scompenso cardiaco ed edema generalizzato.

Dopo la nascita, la distruzione di globuli rossi continua perchè durante le prime settimane di vita permangono ancora gli anticorpi materni. A tutto ciò si aggiunge un altro problema: lo smaltimento di emoglobina e derivati.

Nella vita intrauterina questo compito era assegnato al fegato materno mentre ora il bambino ha difficoltà nell’eliminare da solo questi composti, accumulando quindi la bilirubina. Quest’ultima è un prodotto del catabolismo dell’emoglobina che porta all’insorgenza di ittero postnatale e inoltre provoca danni neurologici permanenti nel neonato.

Sieroprofilassi: il ruolo di James Harrison

Dopo il parto, per evitare l’immunizzazione di una donna Rh- nei confronti del figlio Rh+ viene somministrata una sieroprofilassi a base di anticorpi anti-D che neutralizzano i globuli rossi fetali passati nel circolo sanguigno materno prima che questi possano indurre una risposta immunitaria.

In questo campo ha avuto enorme importanza, James Harrison, l’uomo dal braccio d’oro. Si tratta di un ottantaquattrenne australiano che con la sua rara e speciale composizione di sangue ha permesso di curare neonati affetti da eritroblastosi fetale. Quasi ogni settimana ha donato il suo sangue che contiene anticorpi anti D che bloccano l’antigene Rh nel bambino Rh+.

Harrison inizió a donare nel 1954 dopo un intervento chirurgico ai polmoni, l’evento che l’ha spinto alla nomina di eroe di neonati. Infatti dopo le prime donazioni si scoprì che il suo sangue contenesse questi preziosi anticorpi, che hanno portato allo sviluppo di prodotti a basi di immunoglobuline, come nell’attuale sieroprofilassi, per prevenire la MEN.

Questa enorme scoperta per la medicina e immunologia ha assicurato al donatore australiano un milione di dollari, una cifra esorbitante. James Harrison è entrato anche nel Guinness dei Primati mondiale e ha ricevuto numerose onorificenze in Australia.

Si diventa famosi per la professione ad esempio un attore oppure per un fatto di cronaca, Harrison però è stato uno degli uomini più originali nella storia diventando famoso per il suo stesso sangue.

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