365 giorni per tutelare le minoranze linguistiche: scopriamo il calendario multilingue ideato dagli studenti calabresi

Analizziamo un calendario linguisticamente inclusivo che favorisce la conoscenza e la tutela della storia linguistica e identitaria di un’intera regione.

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Il progetto realizzato dagli studenti di un liceo calabrese mira a far conoscere e valorizzare le minoranze linguistiche regionali. Delle dodici lingue minoritarie parlate in Italia e tutelate dalla legge 15 Dicembre 1999, n. 482 in materia di “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, tre si parlano in Calabria: sono il greco, l’arbëreshë e l’occitano.

L’iniziativa

Gli studenti del liceo “Francesco Fiorentino” di Lamezia Terme, diretto da Nicolantonio Cutili, hanno dato vita a un calendario bilingue (greco-latino) con inserti nelle tre lingue minoritarie calabresi.

Il progetto che ha visto collaborare gli studenti di due indirizzi, classico e artistico, è stato ideato dal professore Francesco Polopoli, e ha come obiettivo quello di promuovere la storia linguistica della Calabria.

Il calendario, prodotto in formato cartaceo e digitale, è ricco di illustrazioni ed è accompagnato da dodici favole (una per ogni mese), alcune dello scrittore greco Esopo, altre dell’autore latino Fedro e altre ancora di commentatori successivi. Le storie sono proposte in greco o in latino (a seconda della lingua originaria in cui furono scritte) e sono affiancate da liberi adattamenti, traduzioni e rifacimenti in occitano, grecanico e arbëreshë.

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Quali lingue si parlano in Calabria?

La lingua utilizzata da una comunità di parlanti racconta la storia e l’identità di quella comunità; la ricca varietà linguistica di un territorio riflette la storia di quella regione. In Calabria, oltre all’italiano e a una serie di dialetti, alcune comunità alloglotte parlano (anche) altre lingue:

  • arbëreshe o italo-albanese: parlato nelle province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, oltre che in numerose altre province del sud Italia; la sua diffusione è dovuta principalmente alle migrazioni di comunità albanesi avvenute a partire dal 1500.
  • grecanico o greco-calabro: varietà del greco moderno parlata da non più di due migliaia di persone, perlopiù nell’hinterland della città di Reggio Calabria.
  • dialetto guardiolo (varietà occitana): parlato nel comune di Guardia Piemontese (CS) che ha accolto comunità occitane valdesi costrette a emigrare per motivi economici e religiosi già a partire dal XIII secolo; si tratta di una varietà della lingua d’oc, parlata nel sud della Francia e in alcune zone del Piemonte.

Con la legge regionale n. 15 del 2003, “Norme per la tutela e la valorizzazione della lingua e del patrimonio culturale delle minoranze linguistiche e storiche di Calabria”, la Calabria si impegna a salvaguardare le parlate e le culture delle comunità albanese, grecanica e occitana.

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Tutela nazionale delle minoranze linguistiche

L’articolo 6 della Costituzione italiana sancisce che la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche; infatti, l’articolo 2 della già menzionata Legge 15 Dicembre 1999, n. 482 recita:

In attuazione dell’articolo 6 della Costituzione e in armonia con i princípi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo.

Lo spazio linguistico italiano è caratterizzato da dodici idiomi diversi da quello ufficiale, dodici idiomi – tra neolatini, germanici, slavi o di altra derivazione- parlati da altrettante comunità distribuite su quattordici regioni.

Si ricordano il francese e il franco-provenzale parlati in alcune zone della Valle d’Aosta e del Piemonte, l’occitano in Piemonte e in Calabria, il ladino nelle province di Trento, Bolzano e Belluno, le varietà slovene parlate in Friuli Venezia Giulia, alcune lingue germaniche parlate principalmente (ma non solo) nel Trentino Alto Adige, il catalano e il sardo in Sardegna, il croato in Molise, le lingue italo-albanesi diffuse in diversi comuni dell’Italia meridionale, le varietà di greco parlate da comunità pugliesi e calabresi…

Oltre ai provvedimenti di carattere nazionale, ogni regione (o provincia) ha approvato delle norme che promuovono la tutela, la promozione e la divulgazione del patrimonio linguistico-culturale proprio delle “isole linguistiche“.

Nel suo piccolo, anche il progetto del Liceo Fiorentino, realizzato da giovanissimi, si inserisce nel filone di valorizzazione delle minoranze linguistiche e promuove un’educazione inclusiva al plurilinguismo e alla diversità interculturale.

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