32 Dicembre: il Tempo di Socrate e Agostino raccontato da Luciano De Crescenzo

Il filosofo-ingegnere Luciano De Crescenzo ci insegna a vivere “in larghezza” la nostra vita con i suoi tre episodi sul Tempo nel film 32 Dicembre

Locandina del film 

“Ypocrites” e Socrate

La divulgazione è un’arte che va diffusa con molteplici mezzi, e questo lo ha sicuramente capito il filosofo-ingegnere napoletano Luciano De Crescenzo (Napoli, 18 agosto 1928 – Roma, 18 luglio 2019)  quando ha portato sul grande schermo nel 1988 il suo film “32 dicembre“, ispirato a tre storie tratte dal suo libro, “Oi dialogoi“, il cui tema centrale è il Tempo. La prima storia, “Ypocrites“,  gira intorno a  due attori che sono stati assunti da una ricca donna per interpretare i discepoli di Socrate, Aristippo di Cirene e Antistene di Atene, e far tornare alla ragione il marito, il cavaliere Sanfilippo, ormai convinto di essere Socrate. Per prepararsi meglio al loro ruolo i due protagonisti si recano dallo psicologo di famiglia, interpretato dallo stesso De Crescenzo, che illustra loro come il Tempo, secondo Socrate, non sia altro che un’astrazione mentale infatti ritiene che se “il Passato non è più, il Futuro non é ancora, il Presente, come separazione di due cose che non esistono, come fa ad esistere?Successivamente i due scoprono che non è il cavaliere Sanfilippo a essere pazzo ma sua moglie, così questi chiedono spiegazioni allo psicologo e questo gli rivela che in realtà non sono pazzi ma vogliono soltanto staccarsi dalla realtà e vivere la loro vita al massimo, “in larghezza” e non monotona “in lunghezza”, facendo in modo di avere molti giorni che siano ognuno diverso dal precedente, per questo si costruiscono mondi di fantasia.

“La Gialla Farfalla” e Sant’Agostino

Nella seconda storia De Crescenzo racconta la vicenda di Carlotta, una nonna di 65 anni, che nonostante la sua età non ha limiti ed è sempre in cerca di avventure sentimentali, l’unico intralcio della nonna sono i familiari, il figlio in particolare, Oscar, che spaventato di perdere la sua futura eredità tiene in gabbia lo spirito libertino della madre, tuttavia il suo piano fallisce quando sua figlia diventa complice della nonna aiutandola a fuggire a Capri con il suo fidanzato Ferruccio. A questo punto Oscar non sa più cosa è giusto o sbagliato e per questo si riferisce a un cappellano (De Crescenzo) riferendogli che a quell’età la madre non può più comportarsi da adolescente, sentito questo De Crescenzo paragona Carlotta ad una farfalla gialla, una farfalla cinese che vive solo un’ora e con ciò gli fa capire che “il Tempo è solo una convenzione , esiste quindi un Tempo esterno che è quello utilizzato come misura convenzionale, e poi c’è il Tempo interno quello che stabilisce la nostra anima, che definisce ciò che siamo e di conseguenza come ci comportiamo. Qui infatti ci troviamo sui passi di Sant’Agostino, che sostiene nella sua tesi  “se il presente fosse sempre attuale, sarebbe l’eternità” ed a questo punto la memoria è semplicemente presente del passato, quindi l’anima è immortale e senza età, in quanto il Tempo è una sua estensione.

De Crescenzo nelle vesti del cappellano 

“I Penultimi Fuochi” e il Tempo della Tradizione

In quest’ultimo episodio ci viene narrata la vicenda di Alfonso, un disoccupato napoletano, che deve trovare i soldi per acquistare i petardi ed i fuochi d’artificio da utilizzare il 31 dicembre, il problema è che nessuno si offre di prestare denaro ad Alfonso, così lui sentendosi addosso la pressione della festività non ha altra scelta che andare a elemosinare denaro dal fratello che ogni volta lo umilia ricordandogli di aver sperperato inutilmente la sua eredità, questa volta però Alfonso non riesce a sopportare l’umiliazione e se ne va senza soldi. La soluzione gli viene data dal suo amico astronomo (De Crescenzo) che gli riferisce che il 31 dicembre non è Capodanno perché in altre culture, come quella cinese e araba, la fine dell’anno si festeggia in tempi diversi e per essere precisi si può dire che è sempre il “32 dicembre” visto che il Tempo non esiste. Alla fine della storia infatti c’è Alfonso in commissariato, arrestato per disturbo della quiete pubblica, perché ha risparmiato per i petardi ed ha festeggiato il 12 gennaio inventandosi una Tradizione tutta sua.

Alfonso che elemosina tra le vie di Napoli

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