300: l’ira come messaggero dell’ingiustizia o debolezza interiore.Tra Aristotele e Seneca.

cos’è l’ira?L’eco di un antico istinto umano, pronto a catapultarci in un abisso di violenza e astio, oppure un’affermazione sociale di se stessi?

Leonida, capo degli Spartani

Attraverso l’analisi di alcune scene salienti del film 300, si analizzerà l’ira, riconducendola al pensiero di due filosofi antichi: Aristotele e Seneca.

300: frenesia di sangue

300 è un film uscito nel 2007 diretto da Zack Snyder e tratto da una graphic novel.La storia narra, in salsa epico-fantastica, la battaglia avvenuta tra gli Spartani e i Persiani alle termopili, raccontando anche dei retroscena politici della vicenda(tenendoli però sempre in secondo piano).Anche se indirettamente, la storia fornisce validi esempi di come l’ira può manifestarsi, e delle conseguenze(sia negative che positive) che può causare.Infatti, pare essere sempre presente, come un’ ombra che sembra allungarsi durante tutta la durata del film, per poi raggiungere il culmine negli atti finali.Qui, causerà una svolta decisiva, modificando così il corso degli eventi.Infatti, attraverso uno scatto d’ira, la regina di Sparta ucciderà in pubblico un politico spartano, scoprendo, attraverso delle monete persiane che teneva con se, il suo tradimento.

l’esercito spartano in formazione

L’ira del giusto

Come può l’ira essere giusta?Per Aristotele, lo è.bisogna tenere presente che il suo pensiero filosofico non è stato influenzato dal cristianesimo, come lo è la nostra cultura.Quindi,per lui non rappresenta un istinto animalesco da ricondurre all’influenza di Lucifero, ma un comportamento sociale a volte necessario.Infatti, il sentimento di rabbia sembra essere una sorta di comunicazione non verbale attua a riaffermare se stessi.Il suo scopo è far capire che la posizione sociale dell’individuo irato è stata messa in discussione o sminuita.Così, attraverso la rabbia, l’ individuo cerca di riottenere il valore sociale perduto.Per Aristotele, non adirarsi mai per un ingiustizia sarebbe una grave mancanza di sensibilità.Inoltre, questa sensazione, viene resa possibile da due fattori molto importanti: il potere e la mancanza di paura.Se una persona non è dotata di alcun potere, non potrebbe mai adirarsi, perché non avrebbe nessuna influenza o posizione solida da mantenere.Infatti, dice Aristotele, non adirarsi mai è da schiavi.Il secondo aspetto dell’ira invece riguarda la paura.d’altronde, l’uno esclude l’altro.Essere adirato significa anche avere la speranza di vendicarsi e riaffermare se stessi.Invece, la paura presuppone un incapacità di cambiare il corso degli eventi e una sottomissione pressoché totale.

La regina di Sparta

L’ira dell’ingiusto

Al contrario di Aristotele, l’opinione di Seneca sull’ira è completamente opposta.Infatti, appartenendo alla corrente filosofica dello stoicismo, non potrebbe che condannarla.Daltronde, uno dei concetti più salienti della sua filosofia consiste nel non lasciarsi andare al lato animale e istintivo insito in noi,ma esercitare la ragione, annullando i desideri e le passioni che indeboliscono l’uomo.L’ira sarebbe un istinto da eliminare, perché causa di infelicità e mancanza di autocontrollo.Per eliminarla, bisogna comprendere che l’essenza di noi stessi(ció che siamo veramente) non può essere danneggiata da eventi esterni, perché essi non possono raggiungerci.Per comprendere questo concetto, si può utilizzare l’esempio che usa Seneca riguardante le offese: un medico non si offenderà per gli insulti di un malato, perché è consapevole che essi sono dettati dal malessere interiore della persona e che non possono cambiare veramente la sua natura.Un esempio di come l’ira possa danneggiare l’individuo è contenuto nel film.Serse,adirato contro Leonida, il re degli Spartani, manda contro di lui la sua unità migliore, prima che i combattenti Greci si stanchino per i continui scontri.Cosí facendo, fa il gioco di Leonida, che avendo previsto tutto, riesce ad abbattere le unità persiane.

Come abbiamo appena visto, l’ira può rappresentare una rivalsa sociale, ma anche una causa di malessere psicologico pronto a danneggiare gravemente l’individuo.

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