La chimica dei videogiochi: quali sono gli elementi chimici che compongono gli hardware?

Vi siete mai chiesti come vengano prodotte le console dei videogiochi? Sapete quali elementi chimici vengono impiegati nella fabbricazione dei circuiti stampati? No? Beh scopritelo ora.

(forum.spreatech.it)

Chi di noi dopo aver comprato una Plat Station, una X-Box o una console della Nintendo non ha fatto apprezzamenti in merito alla potenza del processore o alla velocità della connessione? Di fatto nessuno. Ma quanti, invece hanno cercato di dare uno sguardo ai circuiti stampati o di osservare una memory card dall’interno? Quasi nessuno. Eppure, qualora decideste di provare a fare una cosa del genere vi accorgereste immediatamente di quanto la costruzione di un singolo circuito stampato sia complicata quasi quanto la programmazione di un software.

Tutto parte dalla scelta degli elementi chimici da impiegare: si tratta ovviamente di metalli conduttori come l’oro, rame, zinco e nichel. Per i cd, invece si preferiscono il ferro e l’alluminio, mentre per le schede SD è impiegata anche la plastica.

Come si crea un circuito stampato?

Innanzitutto un circuito stampato è un supporto utilizzato per interconnettere tra di loro vari componenti elettronici. Il tutto accade tramite piste conduttive incise su di un materiale non conduttivo. Quest’ultimo ha lo scopo di evitare la dispersione della corrente elettrica che potrebbe interferire con il funzionamento degli altri dispositivi. Per questo scopo viene quasi sempre utilizzata la vetronite, una particolare fibra di verto particolarmente resistente alle sostanze chimiche utilizzate nelle fasi successive.

Infatti, dopo aver ritagliato il nostro “foglio di vetronite” in base alle dimensioni scelte, occorre rendere il nostro quasi circuito capace di condurre e direzionare l’elettricità. Per questo motivo vengono applicati su di esso de piccoli filamenti di rame o di altri materiali conduttori come l’oro. Questi filamenti (detti “piste”) possono essere impiantati nel circuito in diversi modi. Il primo, e forse quello più semplice, consiste nell’utilizzare un’apposita stampante. Il circuito di rame viene poi fissato alla vetronite utilizzando un ferro da stiro. Infine si immerge la basetta nel percloruro ferrico o nel persolfato di sodio per eliminare il rame in eccesso e, dopo averla pulita e forata, si saldano i componenti desiderati.

Benchè quello della stampante sia un metodo molto semplice, il più utilizzato consiste nell’immergere la basetta di rame in una soluzione chimica, che dopo un certo lasso di tempo “scioglie” le parti di rame non protette, lasciando apparire le “piste” di rame. Questo processo, tuttavia, è corrosivo e altamente “sporchevole”. Occorre dunque prestare molta attenzione.

Circuito stampato (carminenoviello.com)

Come recuperare i metalli preziosi da un circuito stampato

Per non buttare via i metalli (talvolta preziosi) presenti nei circuiti basta utilizzare una soluzione di acido acetico e un ossidante, che permette di sciogliere l’oro in appena 10 secondi e estrarlo dai circuiti stampati lasciando intatte le componenti in rame, nichel, ferro e altri metalli.
La tecnica può portare benefici economici incredibili, ma data la carenza di metodi di riciclo adeguati, oltre l’80% di questi rifiuti finisce in discarica con gravi problemi ambientali che potrebbero, d’ora in poi, essere via via risolti con una buona dose di aceto.

La chimica di un CD rom

Vi siete mai chiesti di cosa sia fatto il CD o il DVD di un gioco della Play station? Ebbene quest’ultimo è composto al 99% da policarbonato, un materiale facilmente fondibile e mediamente elastico. I dati che il CD deve memorizzare sono stampati mediante un raggio laser che crea minuscole protuberanze lette e interpretate successivamente come informazioni. Per ricevere le informazioni dal disco è necessario che la luce di un altro laser sia riflessa e “letta” dalla console. Per questo motivo sul policarbonato viene applicato n sottile strato riflettente. L’ossidazione di quest’ultimo è impedita mediante l’utilizzo di una speciale lacca. Il funzionamento dei DVD è analogo a quello dei CD, con la sola differenza che i dati salvabili sul primo sono maggiori rispetto al secondo.

(fast company.com)

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