Il Superuovo

26 aprile 1986: Chernobyl e il disastro nucleare che il governo cercò di nascondere

26 aprile 1986: Chernobyl e il disastro nucleare che il governo cercò di nascondere

Il 26 aprile 1976 è avvenuto il più grande incidente nucleare della storia.

Un’immagine della zona di Chernobyl dopo il disastro (Google)

Oggi, a distanza di decenni, il reattore numero 4, responsabile della fuoriuscita delle radiazioni, si è risvegliato.

L’incidente

L’incidente di Chernobyl è avvenuto in Ucraina, allora parte dell’URSS.
Da subito, il governo sovietico, ha cercato di insabbiare la verità e la notizia passò alla TV, alla radio e sui giornali come un piccolo disguido alla centrale nucleare.
Gli abitanti di Prypjat, zona adibita a dormitorio per le famiglie dei laboratori della centrale, vennero evacuati solo il giorno dopo nonostante la situazione fosse apparsa da subito critica.
Allora, Russia e Stati Uniti erano in piena Guerra Fredda e la nazione sovietica aveva mantenuto estremo riserbo circa i piani militari e nucleari.
Ad accorgersi di un’anomala concentrazione di radiazioni fu la Svezia, il 27 aprile, che pensò ad una fuoriuscita di radiazioni da una delle sue centrali.
La colpa era del vento che aveva permesso alle radiazioni di diffondersi, ma nonostante ciò Michail Gorbaciov continuò a negare per mesi e così tutti i mezzi di informazione.

Le omissioni e la mancata libertà

Andrej Sacharov, studioso e premio Nobel, scrisse una lettera a Michail Gorbaciov nella quale denunciava la grave disinformazione di cui il governo comunista fu accusato:

“Stimatissimo Mikhail Sergheevic! Sono convinto che il pubblico non solo è in grado ma è obbligato a conoscere tutte le circostanze del disastro di Chernobyl, contrariamente ai trucchi di censura dei vari dipartimenti, con i loro interessi e le loro ambizioni. (…) Perché la comunità internazionale ha il diritto a conoscere di più dei nostri eventi che non la nostra stessa popolazione? E se nascondiamo i nomi dei responsabili della catastrofe (gli stessi che oggi praticano la censura), creeremo una copertura per altri potenziali complicazioni nelle prossime progettazioni e costruzioni di impianti nucleari. (…) Con il più profondo rispetto, l’accademico Andrej Sacharov”.

Molti documenti sono stati resi pubblici solo ad agosto 2019 e le omissioni e le bugie del governo sono scioccanti.

Oggi il reattore si risveglia

È fresca la notizia della riattivazione del reattore numero 4.
La notizia, riportata su ‘Science’, parla di una nuova attività nel sarcofago di Chernobyl.
Neil Hyatt, chimico dei materiali nucleari all’Università di Sheffield, ha dichiarato testualmente:

“È come se ci fossero tizzoni in un babarbecue”.

La situazione è monitorata costantemente.

Il reattore numero 4 si è risvegliato (Google)

Quando non c’è la libertà di stampa

L’incidente è uno degli esempi più famosi e gravi di omissione.
Il governo ha nascosto la notizia tanto che coloro che ricercavano la verità venivano isolati e sminuiti.
Purtroppo, la mancata libertà di stampa e di informazione ha riguardato il passato ed è un flagello per molti paesi ancora oggi.
Ormai, uno dei lavori più pericolosi è quello del giornalista sempre e solo alla ricerca della verità che, spesso, viene ostacolato e, in molti casi, arriva addirittura a pagare con la vita.
È diritto e dovere di tutti lottare per la libertà di pensiero e di stampa.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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