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Ecco come procede l’indagine di un crimine in Edipo re e in Assassinio sull’Orient-Express

Ecco come procede l’indagine di un crimine in Edipo re e in Assassinio sull’Orient-Express

Edipo re è la tragedia gialla per eccellenza della letteratura greca: il protagonista si trova a indagare sulla morte di Laio. Assassinio sull’Orient-Express è uno dei gialli più famosi nella letteratura contemporanea. 

Edipo e Poirot procedono nella loro indagine attraverso l’analisi di indizi e interrogatori. I due casi che devono risolvere sembrano irrisolvibili e la loro indagine deve muoversi attraverso ostacoli, depistaggi e preoccupazioni apparentemente insuperabili. Grazie alla loro abilità e al progressivo crollo degli interlocutori, i due detective scopriranno la verità. E che verità! Le soluzioni dei casi sono assolutamente inaspettate.

La trama dell’Edipo re

Un’immagine di Sofocle, scrittore dell’Edipo re

La tragedia Edipo re si apre con la folla tebana in agitazione per la contaminazione che si è abbattuta sulla città. Da quando infatti Edipo, sconfitta la Sfinge, era diventato re di Tebe, sulla città si era abbattuto un morbo devastante e mortale. Per scoprire la causa di questa contaminazione, Edipo decide di inviare a Delfi Creonte, fratello della moglie Giocasta, con l’incarico di consultare l’oracolo. Al suo ritorno, Creonte porta la notizia che l’uccisore di Laio è la causa della presente contaminazione nella città. Edipo si dice dunque determinato a scoprire chi sia l’empio contaminatore, maledicendolo e proclamando minacce di esilio. Procede quindi nell’interrogazione di Tiresia, il saggio indovino, per orientarsi nella ricerca. Entra dunque in scena l’indovino, riluttante nel presentarsi al cospetto del re. A seguito dell’interrogazione di Tiresia, il sentimento di paura e di arrabbiatura in Edipo aumentano: il re crede che Tiresia abbia ordito un tranello ai suoi danni, su istigazione di Creonte, che mirerebbe, nella mente del re, a usurpare la sua posizione. La risposta di Tiresia è infatti sorprendente: sarebbe stato Edipo stesso a uccidere Laio e a gettare la contaminazione sulla città. Dismesso l’indovino, Edipo procede ad allontanare Creonte dalla città. Più passa il tempo, più Edipo restringe il campo dell’indagine, fino a scoprire che Tiresia aveva ragione e che proprio lui ha ucciso Laio ed è il contaminatore della città.

La trama di Assassinio sull’Orient-Express

Locomotiva del celeberrimo Orient-Express

Il romanzo di Agatha Christie racconta l’intricata storia dell’omicidio del signor Rachett. In viaggio sull’Orient-Express, un famoso treno che collegava Istanbul a Parigi, il detective Hercule Poirot si trova a dover risolvere un caso che pare di difficile scioglimento. Durante il viaggio, il treno si ferma nei pressi di una stazione di una cittadina jugoslava a causa di una bufera di neve. La notte è molto movimentata e Poirot viene più volte interrotto nel sonno da rumori e voci. Il giorno seguente viene scoperto il corpo senza vita del signor Rachett, che a pranzo aveva chiesto a Poirot di proteggerlo, perché preoccupato della propria incolumità. Il corpo reca dodici ferite, alcune superficiali e altre profonde. Il caso sembra davvero complicato: secondo qualcuno l’uccisore avrebbe potuto fuggire nella notte, approfittando della fermata forzata del treno. Ma Poirot scarta questa ipotesi: non ci sono infatti impronte nella neve, anche se il detective ricorda di aver sentito bussare al suo compartimento, nella notte dell’omicidio, e di aver visto sfilare verso l’uscita una donna con un kimono scarlatto. A questo punto l’ipotesi più probabile è che l’uccisore sia ancora sul treno. Poirot procede quindi a interrogare tutti i passeggeri del vagone, dopo aver scoperto la vera identità del signor Rachett. Il ricco passeggero non era altri che un italiano di nome Cassetti, rapitore e uccisore della piccola Daisy Armstrong. Con domande astute e calzanti, il detective arriva a fondo del mistero e scopre che le dodici ferite sul corpo di Rachett sono state inflitte da dodici persone diverse, suoi compagni di vagone, tutte legate alla famiglia Armstrong.

La modalità investigativa di Edipo

Di fronte al mistero da risolvere, il re di Tebe procede in modo sistematico e sempre più stringente verso la verità. Le premesse da cui parte sono quelle dell’allontanamento da Corinto, sua città natale, a causa di un oracolo di Apollo, che profetizzava che il giovane avrebbe ucciso suo padre e sposato sua madre. Edipo si era quindi allontanato il più possibile dalla sua casa, per non far avverare la profezia. Giunto a Tebe e risolto l’enigma della Sfinge, aveva sposato la vedova regina della città, divenendo così nuovo re di Tebe. La sua indagine per scoprire il colpevole dell’omicidio procede, come anticipato, attraverso interrogatori e indizi che progressivamente si aggiungono al materiale a disposizione. Il dramma di Edipo è che più il personaggio procede nell’indagine, più si rende conto che il campo si restringe progressivamente su di lui. La moglie Giocasta comunica a Edipo le parole di un oracolo che Laio aveva ricevuto, annuncianti che Laio sarebbe stato ucciso da suo figlio. Queste parole accrescono la paura di Edipo, anche perché lui ricorda di aver ucciso un uomo sulla sua strada verso Tebe. Le rassicurazioni di Giocasta sono vane: la verità avanza minacciosa verso Edipo. L’elemento definito di riconoscimento sono i piedi di Edipo, feriti quando il bimbo non voluto era stato esposto fuori dalla reggia. Il racconto finale dell’ultimo servo interrogato, incaricato a suo tempo di esporre il piccolo Edipo è la conferma definitiva della verità. Edipo è in verità figlio di Laio e Giocasta, cresciuto dal Polibo di Corinto, perché il servo di Laio, preso da compassione, aveva affidato ad un pastore il lattante. Così Edipo è veramente l’uccisore di suo padre e il marito di sua mamma, in un finale scioccante e certamente inaspettato.

Le modalità investigative di Poirot

Il detective belga Hercule Poirot, protagonista di molti gialli di Agatha Christie, si trova, come detto, a dover svelare un mistero intricatissimo sull’Orient-Express. Il suo modo di procedere è molto sistematico. Prima parte da un esame attento della scena del crimine, dove trova tre indizi: un fazzoletto con la lettera H elegantemente ricamata e un pulisci pipa, sicuramente non di proprietà di Rachett, che fumava solo sigarette; il terzo indizio è un foglietto bruciacchiato, che astutamente Poirot riesce a ricostruire, rivelandone il messaggio: “Ricordati di Daisy Armstrong”. Da qui Poirot procede con gli interrogatori e con domande stringenti, apparentemente stupide, casuali o con affermazioni vaghe e contradditorie, arriva al fondo del mistero: tutti i passeggeri del suo vagone sono gli uccisori del signor Rachett. Quello che traspare dalla lettura del romanzo è che probabilmente Poirot sapesse già prima degli interrogatori cosa era davvero successo e che stesse solo giocando con gli interrogati, per spingerli a tradirsi e a rivelare indirettamente la verità.

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