25 Miliardi di modi per rispondere alle Emergenze: Chi pagherà per il CoronaVirus?

25 miliardi stanziati per far fronte alla crisi, ma da dove arrivano? a chi sono destinati? e sopratutto chi paga?

25 Miliardi di euro, una cifra così incredibilmente enorme da risultare quasi incomprensibile alla maggioranza della popolazione. Per dare un minimo di contesto a questa cifra, ricordiamo che la tanto discussa legge finanziaria dello stato per l’anno 2020, che comprendeva un fondo per fermare l’aumento dell’IVA, l’istituzione della “lotteria fiscale”, oltre tutte le normali necessità fiscali del nostro paese, era di 32 Miliardi. Quindi si, anche a livello politico e nazionale sono un sacco di soldi, ma da dove arrivano?

Lo Stanziamento

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al termine della riunione del Consiglio dei Ministri ha annunciato appunto lo stanziamento di 25 miliardi, di 12 da spendere immediatamente, e la restante parte “messa da parte” da poter utilizzare nelle prossime settimane. Anche se sembra essere presente la volontà di stimare solo successivamente se sarà necessario utilizzare anche la seconda metà di questi miliardi. Questo perché questi soldi non arrivano dal nulla, ma sono stati prodotti a debito dopo l’ok da parte dell’Unione Europea a tutti i paesi in emergenza, ma in particolare all’Italia, la prima ad affrontare la crisi, a superare la soglia imposta dal patto di stabilità firmato da tutti i paesi del vecchio continente. Quindi benché questi soldi siano disponibili, rimane il fatto che nei prossimi anni dovremmo ripagarli, cosa che avverrà con tutta probabilità, attraverso l’aumento di IVA, Imposte o Accise. Si capisce bene dunque la voglia di non utilizzarli a meno che non sia strettamente necessario, anche se risulta sempre più scontato che il governo si vedrà costretto a sbloccare anche la seconda parte dei fondi.

Dichiarazioni del Governo

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato ha spiegato meglio gli effetti della crisi sulla nostra economia. ” È ipotizzabile una caduta del prodotto per almeno un paio di mesi a prescindere dagli interventi che saranno messi in campo“- ha dichiarato il ministro frenando gli entusiasmi continuando poi – “È prematuro e inopportuno dare uno specifico dato previsionale sul Pil, comunque non teniamo la testa nella sabbia, stiamo tenendo conto di tutti gli scenari”. Negli scenari più negativi  si parla di un prolungato impatto su export e turismo “La caduta dell’attività non sarebbe totalmente recuperata e sarebbe rilevante la contrazione del pil in media anno” Il Ministro si è poi formalmente impegnato nella gestione dei fondi verso l’economia reale dichiarando: “Vanno tempestivamente adottate tutte le disposizioni per affrontare l’impatto economico sui lavoratori sulle famiglie e sulle imprese, per questo il governo chiede di autorizzare uno scostamento rispetto agli obiettivi di finanza pubblica per un importo fino a 20 miliardi di euro pari all’1,1% del Pil in termini di indebitamento netto, che corrispondono a circa 25 miliardi per competenza e cassa” Interrogato poi sui metodi attraverso il quale intende raggiungere questi obiettivi ha aggiunto“Ci sarà una semplificazione procedurale per la sospensione dei mutui prima casa fino a 18 mesi in caso di riduzione o sospensione dell’orario di lavoro e inoltre sospendiamo le rate di mutui e prestiti bancari” anche con un parziale sostegno di garanzia statale”.

Europa

Per quanto possa non sembrare in realtà l’Unione Europea è stata tutto l’opposto dell’inflessibile e rigida macchina burocratica che viene spesso dipinta nel bel paese. Lo dice anche il nostro premier Conte “Sono lieto del clima che si sta definendo a livello europeo“. E poi cita le parole della Cancelliera tedesca Angela Merkel “Il patto di stabilità Ue va usato con flessibilità“.  riferendo della videoconferenza di ieri con le istituzioni europee sull’emergenza coronavirus. “Non si può dire all’Italia in questa situazione che non debba investire nel suo sistema sanitario. È chiaro che le spese su questo debbano avere una precedenza, la situazione è straordinaria.“. La cancelliera ha successivamente affermato che la possibilità di usare la flessibilità “è già contenuta nel patto“.

E anche le dure parole della presidente della Banca Centrale Europea Christine Laguarde, sono subito state corrette dagli uffici della stessa banca centrale, ma anche dalla presidente della Commissione Europea Von der Leyen che dopo il crollo in borsa dei titoli italiani di giovedì (-17%) ha permesso il rialzo ad addirittura il +14% già il giorno dopo. Bene anche il resto d’Europa: Londra guadagna ora il 5%, Parigi invece avanza del 4,57%. Francoforte è a +4%. Madrid avanza del 7%

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