Il Superuovo

“1984” di George Orwell ha condannato l’abuso politico e sociale della storia

“1984” di George Orwell ha condannato l’abuso politico e sociale della storia

Nel suo grande romanzo Orwell ci da una lezione magistrale sulla pericolosità insita nella manipolazione del passato.

1984 è un romanzo straordinario e complesso in cui, tra le altre cose, gioca un ruolo fondamentale il controllo sul passato. Scopriamo insieme come Orwell ha ritratto la realtà del suo tempo.

“Chi controlla il passato controlla il futuro”

Nel corso del suo romanzo Orwell si sofferma a riflettere profondamente su un problema piuttosto interessante. Orwell si chiede se il controllo delle informazioni e dei mezzi che permettono di costruirle sia un elemento essenziale per la stabilità di un regime totalitario quale quello presentato nel libro. La domanda è più che legittima; la risposta non è però così ovvia. Partiamo col dire che George se ne esce con posizioni alquanto nette: è innegabile, infatti che per lui la manipolazione del passato sia necessaria ai fini di una dittatura e che anzi ne sia l’elemento costitutivo per eccellenza. Quest’affascinante visione si inserisce all’interno del più complesso strumento del “Bipensiero”, ovvero nelle parole dello stesso Orwell: “Sapere e non sapere; credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciano le menzogne più artefatte; […] dimenticare tutto ciò che era necessario dimenticare ma, all’occorrenza, essere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di nuovo”. Il Bipensiero è quindi il mezzo con cui il Grande Fratello (la dittatura) mantiene il controllo.

La relazione che Orwell fa tra Bipensiero e manipolazione del passato è diretta e ci mostra molto chiaramente la sua posizione. L’acuto scrittore è convinto: il passato è un’arma e può essere strumentalizzato. In effetti non ha tutti i torti, il passato può essere un’arma e diventare dannoso per il presente, se coagulato a interessi infimi. Gli esempi che si possono fare a riguardo sono molti, e nei prossimi paragrafi ne vedremo due in particolare, molto indicativi e, in un certo senso, allarmanti. Ciò che qui ci preme sottolineare è la stretta relazione tra potere e storia, una relazione che agli occhi di Orwell è evidente. Il potere, in particolare quello di stampo dittatoriale, se vuole creare basi di consenso ampie e stabili deve necessariamente attingere al passato per plasmarlo in base ai propri scopi, reinventando letteralmente la storia e modificando i fatti accertabili. È esattamente ciò a cui assistiamo in 1984. Per capire meglio questa connessione e per contestualizzarla, è opportuno andare a vedere due esempi a loro modo impressionanti di tentativi di riscrittura del passato, anche recentissimo, messi in atto all’epoca di Orwell.

“1984” e lo stalinismo: un parallelo sconcertante

Il primo esempio che viene alla mente è sicuramente quello di Joseph Stalin. Il tristemente famoso dittatore sovietico, autore di stragi violente e sistematiche, ha tentato in maniera molto seria e convinta di riscrivere il passato recentissimo della rivoluzione di Ottobre del 1917 a soli 20 anni dal suo accadimento. Non è possibile qui dire se Orwell pensasse proprio a quello mentre scriveva, certo è che il fatto in sé deve averlo colpito. Stalin infatti, noncurante del fatto che moltissimi testimoni della Rivoluzione erano ancora vivi, aveva avviato una campagna volta a sostenere il suo protagonismo alla testa del movimento insurrezione assieme a Lenin. Noi sappiamo che in realtà la figura di Stalin ha avuto un ruolo decisamente più marginale nell’avvenimento considerato. I resoconti di questa operazione sono impressionanti: squadre militanti di propaganda che arringavano le folle sostenendo la centralità della figura di Stalin e attribuendo tutti i meriti alle sue azioni e alla sua personalità. Sappiamo che la propaganda si rivolgeva anche e soprattutto a chi la Rivoluzione l’aveva fatta, e che ricordava invece benissimo come erano andate in realtà le cose. Ciononostante, questo grottesco tentativo di riscrittura del passato va avanti, impiegando metodi anche brutali e spietati. Alcuni documenti vengono eliminati, si modificano record e dati e si coartano le persone affinché si conformino con il regime. Soprattutto su questi punti il parallelo tra il romanzo di Orwell e il tentativo di Stalin credo sia evidente.

Certo, il risultato di Stalin è molto meno soddisfacente. In questo caso la memoria individuale è sopravvissuta, ha avuto la meglio sulla storia ed è riuscita a resistere seppur con fatica. L’esito è dunque diverso da quello prospettato da Orwell, che forse attribuiva alla storia un’importanza ed una considerazione delle quali in realtà probabilmente non gode. Resta però geniale la sua intuizione per cui il passato può essere strumentalizzato e arruolato all’interno dei conflitti ideologici che via via si sviluppano in seno alle società. Ai nostri occhi il tentativo di Stalin appare irrealizzabile, dato che oggi è molto difficile credere ancora che si possano cancellare tutte le tracce di un avvenimento storico, soprattutto se recente. In passato però, è bene saperlo, non è sempre stato così, e una società poteva venire annientata a tal punto che la sua voce e la sua storia si potessero perdere.

Orwell e il nazismo: una riflessione sulla Shoah

Se il collegamento con l’unione sovietica di Stalin è più implicito che esplicito, e comunque poco riconosciuto dalla critica, il legame dell’opera Orwelliana con il nazismo è invece più diretto. Certo, Orwell nella sua opera critica innanzitutto l’imperialismo britannico, ma si fionda a muso duro anche contro il regime hitleriano. In riferimento alla storia in particolare, è difficile non far affiorare alla mente la questione della Shoah. Come molti forse sapranno, i nazisti hanno cercato (e talvolta cercano ancora!) di eliminare qualunque prova materiale dello sterminio compiuto ai danni di molte categorie di persone, tra le quali un posto di prim’ordine hanno gli ebrei. Durante le ultime fasi della guerra e nell’immediato dopoguerra gli orrori prodotti dal nazismo stavano emergendo con forza, lasciando attonita la società occidentale, e non solo. E menomale che sono emersi. Infatti, il Terzo Reich ha cercato in ogni modo di eliminare qualunque testimonianza relativa ai massacri dei campi di sterminio, fortunatamente non riuscendoci. Sono stati distrutti documenti, record, dati; sono stati falsificati tabulari de treni, informazioni, atti governativi e quant’altro, per far cadere nell’oblio uno degli avvenimenti più tragici nella storia dell’umanità.

Anche in questo caso, e forse più che nel caso sovietico, i timori di Orwell si sono rivelati fondati, ma solo parzialmente. È innegabile la volontà da parte nazista di manipolare il passato, recentissimo, quasi presente; è però altrettanto evidente che il risultato ottenuto è stato ben al di sotto delle aspettative. Se ce l’avessero fatta difficilmente oggi potremmo avere così tante testimonianze, fonti e commemorazioni che si sforzano di tenere viva la memoria di quelle atrocità. Colpisce molto lo sforzo compiuto dalla società occidentale per preservare tutto questo. Dunque, Orwell ha avuto in parte ragione, dato che i due totalitarismo per eccellenza, stalinismo e nazismo, hanno entrambi provato a riscrivere e a modificare il passato, cercando di attuare una sorta di “brainwashing” mnemonico. Bisogna però sottolineare che l’attuazione di questo “brainwashing” si è rivelata impossibile. E questo, per il momento, ci conforta.

Mi sento di aggiungere un’ultima cosa. Anche oggi la manipolazione del passato e la strumentalizzazione della storia sono presenti, seppur con minor effetto ed enfasi rispetto al passato. Questo significa che il pericolo di cui Orwell ci avvisa non è terminato, ma agisce in maniera meno evidente e più subdola. La storia è manipolata e strumentalizzata in continuazione, basti pensare ai partiti politici, europei e non solo. A volte si ha la sensazione che la frase di Orwell “chi controlla il presente controlla il passato” non sia poi così fuori luogo.

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: