Il Superuovo

1917: la pellicola che ha cambiato per sempre la visione della Prima Guerra Mondiale

1917: la pellicola che ha cambiato per sempre la visione della Prima Guerra Mondiale

La Prima Guerra Mondiale è raccontata in maniera inedita dal film 1917, per la regia del britannico Sam Mendes.

1917 wikimedia
Una scena focale tratta dalla pellicola cinematografica 1917 (Wikimedia)

Uscito nelle sale cinematografiche il 23 gennaio 2020, la pellicola 1917 mostra il Primo Conflitto Mondiale in tutta la sua brutalità. Sebbene le storie narrate siano fittizzie, la storicità delle dinamiche belliche narrate non può essere messa in dubbio. Infatti, i protagonisti assoluti del film sono gli uomini, centro focale anche della guerra stessa. Attualmente il film è disponibile sulla piattaforma Prime Video.

Una guerra combattuta in trincea

Sono molti i piani sequenza della pellicola dedicati alla ricostruzione delle fasi attive del conflitto. In particolare, grande cura è dedicata alla ricostruzione dello scenario di guerra e dell’ambiente circostante. Come sappiamo, la Prima Guerra Mondiale venne combattuta principalmente nelle trincee, fortificazioni difensive, che di fatto erano lunghi corridoi scavati nel terreno. Fu pertanto una guerra statica e di logoramento, combattuta in maniera lenta ma inesorabile. I soldati semplici erano costretti a rimanere per giorni barricati nelle trincee, aspettando l’ordine di attaccare da parte dei loro ufficiali. Spesso non ricevevano cambi per lunghi periodi e questo li debilitava sia a livello fisico che mentale, aumentando la possibile incidenza di future malattie come la sindrome PTSD. Il loro unico modo di comunicare con il mondo esterno era attraverso lettere, che non sempre raggiungevano il destinatario. Inoltre, i soldati erano costantemente a rischio di attacchi da parte dei cecchini nemici e dell’artiglieria.

Vita in trincea
Vita in trincea (Gita in Lombardia)

Lo scenario che causò il conflitto

Il motivo scatenante del conflitto fu l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando il 28 giugno 1914 a Sarajevo. La sua uccisione, ad opera di un membro di un gruppo nazionalista serbo portò l’Impero Austro-Ungarico ad intimare la resa della Serbia. I serbi però chiesero aiuto alla Russia, formando un’alleanza con quest’ultima. Pertanto, il tentativo del ministro degli Esteri britannico Grey di arrivare ad una soluzione pacifica risultò inconcludente.  La Gran Bretagna confermò l’alleanza firmata nel 1907 a Verdun con Francia e Russia, entrando in guerra al fianco di quest’ultima. Tale alleanza aveva il nome di Triplice Intesa. Nello stesso momento, la Germania decise invece di riconfermare la sua fedeltà nei confronti dell’Impero Austro-Ungarico. L’accordo precedentemente stilato nel 1882 aveva il nome di Triplice Alleanza ed anche il Regno d’Italia ne fu parte attiva. La Prima Guerra Mondiale fu combattuta principalmente su due fronti: uno occidentale ed uno orientale.

1917: l’anno della svolta

Il 1917 fu sicuramente l’anno di svolta principale della Prima Guerra Mondiale per svariati motivi. Innanzitutto, fu l’anno in cui si assistette al ritiro dell’esercito russo dal conflitto. Infatti, in seguito all’abdicazione dello zar Nicola II si susseguirono la Rivoluzione di Febbraio e la Rivoluzione di Ottobre. Questi due decisivi cambiamenti all’interno della politica russa ebbero come conseguenza l’uscita definitiva del paese dal conflitto mondiale. Gli Stati Uniti presero il posto della Russia scendendo in guerra a fianco della Triplice Intesa, in particolare supportando l’esercito britannico, proprio nel 1917. Il loro intervento fu decisivo per l’andamento stesso e la risoluzione del conflitto. Per quanto concerne l’Italia, in seguito al suo cambio di alleanza, si assistette alla più celebre disfatta storica del suo esercito nella Battaglia di Caporetto. Non è quindi un caso se il regista Sam Mendes ha scelto il 1917 come anno in cui inserire le dinamiche della sua pellicola. I protagonisti dell’opera, due soldati britannici, riceveranno il compito di una missione suicida: dovranno consegnare un messaggio fondamentale per la salvezza di un corpo speciale attraversando le linee nemiche. Il loro viaggio è testimonianza tangibile dell’inesorabile desolazione causata durante il conflitto.

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