Parliamo di depressione attraverso la figura dei dissennatori in “Harry Potter”

I disturbi depressivi sono tra i più comuni e diffusi. Conosciamoli meglio attraverso i dissennatori di Harry Potter.

Nel mondo di Harry Potter sono moltissime le simbologie presenti, che ne fanno un importante romanzo di formazione. Tra queste sono presenti anche alcuni spunti psicologici, come la depressione, simboleggiata dai dissennatori.

Profonda tristezza

I dissennatori sono tra le più temibili creature del mondo magico di Harry Potter, nato dalla penna di J. K. Rowling. A guardia della prigione di maghi più famosa, Azkaban, sono esseri che portano via la felicità a chi è loro vicino. Si nutrono dei bei ricordi, momenti, che tutti noi abbiamo e li portano via, lasciando una profonda tristezza. Questo è anche quello che, figuratamente, avviene con la depressione.

I disturbi depressivi sono, infatti, caratterizzati da uno stato di profonda tristezza e dall’incapacità di provare piacere. Possono portare la persona a concentrarsi sui difetti e le manchevolezze, comportando una grave perdita dell’iniziativa e, a volte, ritiro sociale. Anche alcuni sintomi fisici possono essere presenti, come stanchezza, scarsa energia e difficoltà nel ritmo sonno-veglia per cui alcuni dormono tutto il giorno, altri hanno notevoli difficoltà a prendere sonno. E’ come se i gli aspetti positivi della vita venissero “aspirati” dalla persona, lasciandola in uno stato di tristezza che sembra infinita. Vediamo ora le caratteristiche specifiche di questo disturbo.

Depressioni

A questa categoria appartengono due diverse tipologie di disturbo: il disturbo depressivo maggiore e depressivo persistente. Il primo è definito come un disturbo episodico perché i sintomi tendono ad essere presenti per un certo periodo di tempo. La diagnosi viene fatta quando sono presenti almeno cinque sintomi depressivi per almeno due settimane, tra cui umore depresso, perdita dell’interesse e del piacere nel fare le cose. Inoltre, possono essere presenti perdita dell’appetito, della concentrazione, sentimenti di autosvalutazione, suicidari, di inutilità.

Il disturbo depressivo persistente, invece, è dato da un cronico umore depresso, presente la maggior parte del tempo, per un periodo di almeno due anni. Inoltre, come nel disturbo sopracitato, sono presenti perdita di interesse, di piacere e tutti gli altri sintomi. Ciò che li distingue è, dunque, la cronicità in quanto, mentre nel primo i sintomi si presentano per un periodo di tempo limitato, nel secondo può durare anche molti anni.

Incanto patronus?

Per scacciare un dissennatore basta un incanto patronus, per la depressione? Non è così semplice e veloce, ma sicuramente non è impossibile. Sono molte le psicoterapie che possono aiutare le persone con questo disturbo. Tra queste è presente la psicoterapia interpersonale, secondo cui la depressione è legata a delle difficoltà nelle relazioni interpersonali. La terapia è focalizzata sull’esaminare le problematicità nelle relazioni con gli altri con lo scopo di identificare i sentimenti a riguardo, a prendere decisioni e intraprendere dei cambiamenti.

La terapia cognitiva si fonda, invece, sulla modifica delle modalità di pensiero negative, che causano il disturbo. Si basa sull’idea che alla base della depressione sono presenti schemi e bias cognitivi negativi per cui è necessario, innanzitutto, comprendere che il nostro pensiero influenza enormemente l’umore e successivamente, si cerca di far cambiare alla persona le opinioni riguardo sé stessa. La terapia include una tecnica comportamentale definita attivazione comportamentale, in cui la persona viene incitata a impegnarsi in attività che trova piacevoli con l’obiettivo di sviluppare una serie di pensieri positivi su sé stessa e la vita.

Sono presenti molte altre terapie che possono aiutare coloro i quali si trovano a combattere ogni giorno con questo disturbo, tanto che sarebbe lunghissimo qui parlarne. Ciò che è fondamentale è: chiedere aiuto. Per sé se ci si trova in una di queste situazioni, per qualcuno a noi vicino se lo vediamo in difficoltà. Poi è possibile trovare la psicoterapia che più si adatta alla persona, alle sue caratteristiche e alla situazione in cui si trova.

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