Il Superuovo

Quando l’estate sta finendo e l’autunno sta arrivando cosa succede? Il disturbo affettivo stagionale

Quando l’estate sta finendo e l’autunno sta arrivando cosa succede? Il disturbo affettivo stagionale

Alla fine dell’estate proviamo spesso nostalgia, ma come canta Jovanotti settembre ci porta anche una strana felicità. Non per tutti è così.

Esistono diversi sottotipi del disturbo depressivo e tra questi c’è quello stagionale, che colpisce le persone nei mesi più bui e freddi. Vediamo di cosa si tratta.

L’inverno sta arrivando

Ormai si sta avvicinando ferragosto, la festa che celebra l’estate, ma che segna in qualche modo anche l’avvicinarsi della sua fine. A settembre le ultime vacanze finiscono, le scuole ricominciano, le persone tornano a lavoro. Per molti è come un secondo Gennaio, un nuovo anno che inizia. Con l’avvicinarsi dell’autunno e poi dell’inverno le giornate si accorciano, le ore di sole diminuiscono e il freddo aumenta, come anche la possibilità di sentirci più affaticati o giù di tono. A chi non è mai capitato di sentirsi triste e senza forze in una giornata grigia di pioggia? Evolutivamente è tutto nella norma. Sono molte le specie animali che d’inverno vanno in letargo. Nei mesi invernali il metabolismo rallenta e ciò rappresenta un meccanismo salva vita in caso di scarsità di cibo.

Questo processo in alcuni esseri umani, però, può essere portato all’eccesso e causare quello che viene definito Disturbo Affettivo Stagionale. Si tratta di un sottotipo del disturbo depressivo maggiore (per approfondirlo leggere: https://www.ilsuperuovo.it/142133-2/), la cui diagnosi si basa sul presentarsi dei sintomi per almeno due inverni consecutivi.

“Depressione invernale”

Oggi si ritiene che questo disturbo sia collegato alla modificazione del livello di melatonina nel cervello. Questa è una sostanza particolarmente sensibile all’alternanza di luce e buio e viene rilasciata durante i periodi di buio. Le persone con questo disturbo mostrano una maggior variazione dei livelli di melatonina durante l’inverno rispetto alle altre. Ci sono anche altri fattori che contribuiscono alla sua insorgenza, come un cambiamento della sensibilità retinica alla luce.

Il letargo tipico di alcune specie animali comporta lunghi periodi di sonno, accompagnati da un calo di appetito e dell’energia. E’ proprio questo che accade anche a noi quando affrontiamo un cambio stagionale, ci sentiamo più affaticati, facciamo fatica a dormire, abbiamo più o meno fame, ma tutto ciò dura poco. Per alcune persone, invece, questi cambiamenti fisici vengono accompagnati da una forte autocritica e pensieri negativi, che possono portare allo sviluppo dei sintomi depressivi.

Trattamenti efficaci

Questo disturbo sembra essere molto più comune nei paesi dal clima nordico, con inverni più lunghi e bui, rispetto ai paesi con clima meridionale. Oggi sono possibili diverse opzioni di trattamento. Come la depressione, anche questo disturbo risponde bene sia ai farmaci antidepressivi sia alla terapia cognitivo-comportamentale. E’ stato visto, però, che anche con l’esposizione ad una fonte di luce viva per trenta minuti ogni mattina la probabilità di remissione è la stessa. Otto studi ne hanno dimostrato l’efficacia, tanto che è tra i trattamenti consigliati come primo intervento.

Non resta che goderci le ultime settimane estive e pensare a settembre come una strana felicità in arrivo. Non sentirsi in colpa se durante i cambi stagionali ci si sente più affaticati e cercare di esporsi alla luce del sole il più possibile.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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