Il Superuovo

Il diritto-dovere della franchezza: scopriamo le radio libere attraverso il concetto della parresia

Il diritto-dovere della franchezza: scopriamo le radio libere attraverso il concetto della parresia

28 Luglio 1976, la Corte Costituzionale dichiara legittime le trasmissioni radiofoniche private: viene sancita la nascita delle radio libere.

Fonte: Radio Fenomeni

Nel caldo di una giornata di fine luglio, finalmente crolla il monopolio statale della radio e da ogni parte d’Italia spuntano tantissime nuove stazioni a partire da Radio Milano International (l’attuale Radio 101), che già dal 10 Marzo dell’anno prima aveva iniziato la trasmissione. Seconda a questa, ma soltanto temporalmente, anche Bologna Radio Alice era nata prima della legittimazione costituzionale, precisamente in data 9 Febbraio 1976.

LA LIBERALIZZAZIONE DELL’ETERE E LE PRIME RADIO LIBERE

La liberalizzazione dell’etere portò una vera e propria rivoluzione culturale nell’Italia dei primi anni ’80: presto, le radio libere diventarono la sede di chi, spesso, veniva ignorato dal resto. Si parla di libertà di espressione, di politica, di cultura, la parola va ai giovani, ai poveri, agli oppressi, a tutti quelli al quale non spettava posto nel mondo dei primi media mainstream. All’inizio, venne stabilita una limitazione locale delle trasmissioni private, che venne superata grazie alle reti interconnesse (si parla di network) che aiutarono la diffusione di varie radio. La RAI, che prima possedeva il monopolio dell’etere, si trovò costretta a scontrarsi con l’emergere di tantissime nuove voci: disc jockey che trasmettevano musica underground, speaker senza paura e senza peli sulla lingua. Era l’avvento di una nuova era.

IL BISOGNO DI RADIO LIBERE NEGLI ANNI DI PIOMBO

Come già detto, le radio libere diventarono veicolo di idee e, molto spesso, di denuncia sociale: bisogna ricordarsi il periodo storico che stava vivendo l’Italia, non a caso sono chiamati “anni di piombo“. Terrorismo, lotta armata, violenze di piazza, erano gli anni della strage dell’Italicus (1974) e, dietro l’angolo, si nascondeva il tremendo attacco alla stazione di Bologna (1980).
In un momento così instabile, le radio libere portavano uno spiraglio di libertà nelle limitazioni imposte dal terrore che viveva nell’aria. Un mezzo di informazione senza catene, che potesse raggiungere chiunque ed in qualsiasi momento: non era solo musica, ma nemmeno solo parole.

Impossibile non citare Radio Aut. È il 1977, quando a Terrasini (e non Cinisi), sulla frequenza 98.8oo MHz, la voce di Peppino Impastato risuona nelle radio dei suoi concittadini. Ogni venerdì l’appuntamento è fisso: il programma si chiama “Onda Pazza a Mafiopoli” ed i protagonisti sono i più conosciuti nomi della politica italiana. Il nome completo della stazione? “Radio Aut, giornale di controinformazione radio-diffuso“. Il finale della vicenda è tristemente noto a tutti: una carica di tritolo ed un binario del treno, il suo non fu suicidio.

LA PARRESIA E LA VERITÀ SENZA VELI

Libertà di parola: questo il monito delle radio libere. Ma che libertà? A quale prezzo? In una storia come quella degli ultimi anni del ’70 possiamo vedere omertà e parresia scontrarsi. Parresia, il diritto-dovere della franchezza. Dire tutto, senza veli, senza paura. Il principio alla base della filosofia del cinismo: ne sa qualcosa Diogene, che verrà chiamato “cane” per aver sempre detto la verità così come era, senza “giri di parole”. Si parla di isegoria (poter parlare liberamente in pubblico) e schiettezza: la verità diventa la protagonista del discorso culturale e di quello filosofico. Su questo concetto si sono espressi molti autori greci: come non citare Platone ed il suo disprezzo verso questa pratica, da lui definita troppo “confusionale”. Un ulteriore esempio fu Michel Foucault, che nel 1983 tenne alcune conferenze presso l’Università di Berkeley sul tema della parresia, in particolare nei drammi di Euripide, identificandone tre tipologie (politica, giudiziaria e morale). Quella che può essere vista come “chiacchiericcio” dal maestro Platone, nelle radio libere diventa la possibilità di portare l’attenzione a temi prima ignorati: ecco che la verità diventa lo strumento privilegiato per la libertà.

Fonti: Articolo Rai Cultura del 28 Luglio 2021; voce “Radio Libere” su Wikipedia; Treccani

 

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