Il Superuovo

Annalise Keating e i K5 ci aiutano a capire cos’è lo stress e cosa provoca

Annalise Keating e i K5 ci aiutano a capire cos’è lo stress e cosa provoca

A tutti coloro che seguendo le vicende di “Le regole del delitto perfetto” si sono sentiti sotto pressione insieme ai personaggi.

Tra omicidi, sotterfugi, amanti segreti e non così tanto segreti, bugie, complotti e chi più ne ha più ne metta, questo è il mondo di Annalise Keating e i suoi cari studenti. Dire che i personaggi di questa serie hanno dovuto sopportare eventi traumatici è dire poco. Guardiamo insieme quali sono stati gli effetti dello stress su Anna-Mae e i Keating 5, per poi dare una definizione alla condizione psicologica che tutti, talvolta, sperimentiamo. Infine diamo qualche speranza con dei modi per scacciare via le tensioni.

Anna-Mae, i K5 e il coping

Analizziamo cosa succede ai personaggi, cercando di non spoilerare nulla. Abbiamo:

  • Annalise Keating: donna spietata nell’aula del tribunale, coraggiosa e forte. Possiamo dire che ha un tipo di personalità A, decisamente. Che significa? Il comportamento di tipo A è caratterizzato da un’eccessiva spinta competitiva, impegno estremo nel lavoro, urgenza e ostilità. È un fattore che aumenta la probabilità di sperimentare stress. Cosa succede ad Annalise? Si affoga nell’alcol cercando di sfuggire alla vita, si butta a capofitto nel lavoro e nelle relazioni vicine a lei. Tutto per dimenticare quella brutta morte che è la causa di stress di tutti i personaggi.
  • Michaela Pratt: molto simile ad Annalise, tranne per l’uso sproporzionato di vodka. Anche Michaela (dopo svariati “mental breakdowns”) si butta nel lavoro e nella speranza di arrivare alla vetta della carriera da avvocato. È un concentrato di stress ben organizzato.
  • Laurel e Wes trovano temporaneamente l’amore l’uno nell’altro, ma anch’essi si ritrovano davanti molti stressor, uno di loro potrà affrontarli e l’altro no. Il figlio derivante dal loro amore sarà la ragione di andare avanti e non cedere alla tensione.
  • Asher e Connor inizialmente sono dei grandi gradassi, ma le stagioni passano e anche per loro lo stress, l’ansia e la voglia di mollare tutto aumentano, portandoli a prendere decisioni molto dubbie.

Lo stress ti fa male

Cos’è lo stress? E’ la condizione psicologica derivante dalla percezione di sfide per il nostro benessere fisico o emotivo che superano le risorse e le capacità di far fronte ai problemi. Ovviamente i fattori di stress (stressor) sono diversi per ciascun individuo: alcuni sono stressati per i risultati scolastici, altri perché il ciclo è in ritardo, altri perché sono impegnati nel coprire un omicidio.

Cosa succede quando si è sotto stress? Il nostro corpo subisce una serie di cambiamenti biologici a cascata. Non entriamo troppo nelle neuroscienze e nella biologia, ma quello che succede è ciò: il corpo, se si sente sotto minaccia, mobilita l’organismo a scappare o attaccare. I sistemi coinvolti nella risposta sono il sistema nervoso autonomo e l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Le sostanze prodotte sono noradrenalina e adrenalina, le quali fanno battere forte il cuore e danno forza ed energia. Inoltre abbiamo anche il cortisolo, ormone del “fight or flight” che inibisce la risposta immunitaria innata. Significa che se si viene feriti, quando si è sotto stress, è più importante poter correre via dal pericolo, piuttosto che perdere tempo a finire dissanguati.

Quali sono le conseguenze per l’organismo? Se si è in un costante stato di minaccia, così come i K5, sempre ad aspettare di venire scoperti e portati in prigione, il cortisolo può danneggiare le cellule cerebrali. Inoltre, lo stress rende più vulnerabili a qualsiasi malattia, dato che ha molto a che fare con il sistema immunitario. Ultima cosa, fa invecchiare precocemente: i telomeri, che sono le parti terminali dei cromosomi, si accorciano per colpa dello stress.

Keep calm and relax

Scommetto che quando siete stressati e qualcuno vi dice “Ma sì dai, stai tranquillo, non ti preoccupare” il risultato sarà molto diverso da quello aspettato dal vostro interlocutore. Se trattare lo stress semplicemente non pensandoci fosse possibile, la vita sarebbe molto più semplice. Ma la realtà è ben diversa, seppur ci siano dei possibili trattamenti. Vediamone insieme qualcuno.

  • la comunicazione emozionale: aprirsi e scrivere espressivamente i problemi di vita in maniera sistematica. Seguendo il principio della scrittura terapeutica, parliamo di catarsi emotiva e di riformulazione. Mettendo per iscritto i problemi, si può arrivare a delle conclusioni maggiormente positive, notando non solo il lato negativo.
  • il biofeedback: punta sul rendere la persona consapevole delle reazioni corporee di fronte ad un evento. I segnali sono dati dal battito del cuore, pressione sanguigna, livello di tensione muscolare. L’individuo è portato a capire quali sono le risposte interne ottimali per la salute.
  • il rilassamento e la meditazione: portano ad una riduzione dei segnali di stress. Ad esempio, molti studi sono a favore della meditazione trascendentale.

Queste sono solo alcune tecniche che portano alla riduzione dello stress,ma c’è molto di più. Il consiglio dei medici, degli psicologi, di qualsiasi persona rimane: rallenta il ritmo e goditi la vita. Glielo dite voi alla Keating e al suo team?

 

 

 

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