Il Superuovo

Scrivere per star bene è attuabile? Vediamo come funziona la scrittura terapeutica con Isabel Allende

Scrivere per star bene è attuabile? Vediamo come funziona la scrittura terapeutica con Isabel Allende

“Guardo all’indietro la totalità del mio destino e con un po’ di fortuna troverò un senso alla persona che sono”  Isabel Allende. 

Isabel e Paula.

Una delle scrittrici latinoamericane più note al mondo, autrice di libri come “La casa degli spiriti”, “La città di bestie” e tanto altro. Isabel scrive un libro dedicato alla figlia Paula, grazie a cui possiamo vedere la scrittura come metodo di sfogo. Come un modo per elaborare la situazione, per dare un senso alle cose, per esprimere il dolore, creando bellezza dal tragico. Isabel esprime ciò che ha dentro per il semplice motivo di stare un po’ meglio e far passare il tempo. È un esempio di scrittura creativa ed espressiva, strumento che talvolta viene utilizzato in terapia. Vediamo insieme cosa racconta Isabel nel libro e cosa significa scrivere per stare bene.

Mi passano le ore scrivendo accanto a te

Isabel è una madre. La figlia, Paula, si ammala di porfiria ed entra in condizioni critiche, tanto da dover rimanere in ospedale in stato di incoscienza. Isabel si ritrova ad attendere un miracolo, un  cambiamento che potrebbe portare ad una svolta, ma tutto rimane immobile. Cosa può fare? Non può trovare una cura magica, non può consolare la figlia che sembrerebbe non accorgersi neanche della presenza altrui, non può andarsene e lasciare Paula da sola in una stanza asettica.

Cosa può fare? Scrivere. Isabel è una scrittrice, ha già pubblicato vari romanzi, ma pensa che non riuscirà mai più ad avere ispirazione per un’altra opera, essendo prosciugata dall’esperienza angosciante. Eppure scrivere è ciò che riesce a fare, seduta accanto alla figlia. Scrive per sfogare il dolore che prova, per ricordo, perché così Paula quando si sveglierà potrà leggere ciò che si è persa. Scrive per raccontare del proprio passato e di ciò che succede intorno mentre Paula giace inerte. Racconta degli affetti che ha avuto, della vita, della morte, dell’esilio che ha dovuto affrontare, di viaggi e tanto altro. Tutto si racchiude in una lunga lettera indirizzata alla cara figlia. E pensate un po’? Uno dei modi di utilizzo della scrittura terapeutica è proprio la stesura di una lettera.

Scrivi che ti passa

Entrare in una stanza in penombra, sdraiarsi su un lettino e parlare dei propri problemi, mentre una persona seduta davanti prende nota su un taccuino e ogni tanto annuisce. Questo è quello che ci si può immaginare quando si parla di sedute dal psicoterapeuta.  Beh la realtà è molto diversa, anche se la tecnica delle libere associazioni di certo è ancora utilizzata.

Parlavamo prima di lettere: un esempio di strumento alternativo che può essere utilizzato nell’ambito della psicoterapia è appunto la scrittura. Possono essere delle lettere indirizzate a se stessi, o a un concetto astratto, o ancora alla persona che ci sembra sia la causa del nostro trauma. Dipende dalla situazione dell’individuo e dal problema che vorrebbe risolvere. Oppure ancora si può decidere di tenere un diario personale, molti già lo fanno per conto proprio. Ma a volte questo non basta, le annotazioni diventano maggiormente indirizzate a specifici obiettivi quando si è seguiti da una persona specializzata. Su cosa si basano queste pratiche? Sul mettere per iscritto i processi mentali come pensieri, dubbi, piani, obiettivi, emozioni eccetera.

Chi la usa?

Innanzitutto, è necessario che il paziente abbia sufficienti capacità di lettura e scrittura, se no il compito risulterebbe solamente frustrante e controproducente. Oltre a questo è necessario che il paziente non si senta in ansia al pensiero di dover mettere giù le parole, quindi sia già di animo tendente verso la scrittura, sempre per evitare inutili frustrazioni. È utile per chi tende a non esternalizzare molto i propri pensieri e tende a mantenerli all’ interno, al sicuro. A volte ciò diventa troppo e bisogna buttarli fuori, scrivere può aiutare perché non consiste nel dover parlare ad alta voce.

Ad esempio, in uno studio svolto con dei veterani militari, è emerso che: la scrittura espressiva aiuta a esprimere meglio le emozioni, aumenta la consapevolezza dei problemi personali e aiuta a sentirsi più “empowered”. Così come in altri studi sono stati dimostrati gli effetti benefici di questa pratica. Le persone indicate per questo tipo di terapia, nell’ambito della psicologia clinica sono: persone che hanno vissuto eventi traumatici, che hanno molto spesso pensieri negativi, che hanno bisogno di elaborare un lutto, per prevenire ricadute (ad esempio nel contesto delle dipendenze), per persone con toni bassi dell’umore.

La usa anche chi sta bene?

Beh, stare bene è un termine abbastanza relativo. Ma intendiamo questo: la usa anche chi non ha particolari problemi psicologici? Perché no? Se scrivere aiuta a fare ordine nel caos in testa, potrebbe essere un metodo da usare, con discrezione se lo si fa da soli e non seguiti da personale specializzato.

Ad esempio, una banale lista di pro e contro. Il principio è quello: scrivere qualcosa per riflettere. Oppure ancora una lista di preoccupazioni che si hanno verso il futuro, che sia la scelta del percorso da prendere, un problema che si vuole risolvere, prendere carta e matita o il computer per scribacchiare qualcosa ed esprimere i nostri processi mentali potrebbe aiutare. L’importante alla fine è questo: abbiamo una vita da vivere, dobbiamo cercare di conoscere noi stessi e il modo in cui pensiamo e reagiamo agli eventi per funzionare al meglio. Se scrivere qualche parola su un diario personale o scrivere una lettera per se stessi o indirizzata ad altri potrebbe aiutare, dovremmo cogliere la palla al balzo. Così come ha fatto la nostra Isabel Allende per superare un periodo molto difficile. E chi lo sa, magari diventerai anche tu un autore acclamato.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: