Il Superuovo

Schafer individua cinque tipologie di vittime, descritte secondo il concetto di responsabilità

Schafer individua cinque tipologie di vittime, descritte secondo il concetto di responsabilità

La vittimologia positivista, ha stilato diverse classificazioni di vittime, cercando di comprendere da cosa fossero spinti i criminali a scegliere una determinata vittima.

 

Quali sono i comportamenti delle vittime che causano l’interazione con il criminale? S. Schafer si focalizza sulla responsabilità, la quale non è intesa come “partecipazione”, ma un requisito per prevenire determinati comportamenti aggressivi e per mantenere l’ordine pubblico. Dunque la vittima deve evitare e prevenire la propria vittimizzazione.

1. Vittime che non hanno alcuna relazione con il criminale

Le vittime non hanno alcuna responsabilità; in quanto non hanno istigato o facilitato il comportamento del criminale. Perciò, quest’ultimo, è l’unico responsabile. Infatti la maggior parte dei crimini sono da considerarsi un atto decisionale da parte del criminale.

Es. cassiere di un supermercato che non ha alcuna relazione con il rapinatore.

2. Vittime provocatrici

In questo caso la responsabilità è condivisa. Queste vittime hanno provocato e istigato il proprio offensore. Per comportamento provocatorio si intende semplicemente qualsiasi atto immorale. Quindi la vittima non ha prevenuto la propria vittimizzazione, cacciandosi nei guai, e risultando colpevole dell’accaduto tanto quanto l’offensore.

Es. reazioni ad atti immorali come la rottura di una promessa, amore clandestino, ecc.

3. Vittime precipitative

La vittima condivide solo una piccola parte di responsabilità. Sono vittime che non hanno commesso nulla contro il criminale ma hanno tenuto un comportamento imprudente che ha istigato o attratto il criminale. Perciò in questo caso, la vittima prende parzialmente la sua responsabilità per non aver valutato accuratamente il rischio. Ciò significa che la vittima contribuisce all’interazione in un processo ciclico nel quale ogni azione suscita la reazione dell’altro e così via.

Es. camminare di notte da soli, lasciare la macchina aperta, altri fattori che alzano il rischio di essere vittimizzati.

 

 

 

4. Vittime biologicamente e socialmente deboli

In questo caso il criminale non condivide la responsabilità con la vittima, ma con la società. Le vittime in questione, sono soggetti che hanno una costituzione fisica e mentale “debole” oppure che vivono situazioni di disagio o di marginalità. Tali caratteristiche istigano il criminale, il quale si sente in potere di commettere azioni illecite nei confronti di quelle persone, in quanto sono incapaci di difendersi. Dunque la responsabilità viene condivisa con la società, la quale non è stata in grado di tutelare tali vittime.

Es. atti illeciti nei confronti di anziani, donne, disabili, immigrati, minoranze etniche e religiose, ecc.

5. Vittime autovittimizzanti

Criminale e vittima, hanno la stessa responsabilità, ma questa volta perché le due figure convergono nella stessa persona. Infatti, si tratta di vittime che commettono atti autolesionistici o autodistruttivi, facendo combaciare il ruolo di vittima e criminale. Intesi anche come crimini senza vittima, oppure come la vittima che vittimizza se stessa cioè criminale vittimizzato.

Es. suicidio, autolesionismo, tossicodipendenza.

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