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Cosa succede dopo la diagnosi? La psiconcologia nel film “Cosa mi lasci di te”

Cosa succede dopo la diagnosi? La psiconcologia nel film “Cosa mi lasci di te”

Ricevere una diagnosi di cancro o tumore è a dir poco destabilizzante e pone di fronte a tutta una serie di cambiamenti. Sentire quelle fatidiche parole uscire dalla bocca di un dottore cambiano la vita, per quanto non lo si vorrebbe.

 

Il film “Cosa mi lasci di te” è tratto dalla storia di Jeremy Camp, un cantautore statunitense e la moglie, Melissa Henning. Narra di due ragazzi che si innamorano pazzamente, tanto da rimanere insieme e sposarsi anche dopo aver scoperto del cancro ovarico di Melissa. Si sposano e affrontano un percorso molto difficile ed estenuante, ma non si lasciano mai fino alla fine. Quello che ci chiediamo qui è: cosa accade ad una persona, una volta scoperto di avere una malattia oncologica?

La psiconcologia e la teoria di Cullberg

Innanzitutto, bisogna dire che la psiconcologia è una branca di psicologia e medicina che si occupa delle componenti psicologiche legate all’insorgenza, allo sviluppo e alla cura delle malattie oncologiche. Lo psiconcologo presente negli ospedali, fornisce conforto e aiuto sia ai pazienti che ai caregiver.

Cullberg è uno psichiatra e ricercatore psicoanalista, autore del libro “Crisis and Development”, in cui presentò una teoria riguardante il processo reattivo di una persona di fronte ad un evento traumatico, la cosiddetta teoria dell’adattamento. Essa è stata applicata anche nel campo della psiconcologia da Bolund.

La crisi legata alla scoperta di avere un tumore o cancro viene suddivisa in 4 fasi. Andiamo a vederle insieme attraverso il personaggio di Melissa.

Non so cosa sta succedendo

La prima fase ha inizio nello studio del medico. Da solo/a o in compagnia di una persona cara, ci si ritrova di fronte a questa persona che automaticamente diventa un uccello del malaugurio, pur essendo solamente un messaggero. C’è la voce del dottore in sottofondo ma la mente è già partita con mille pensieri. Cosa significa questo? Cosa devo fare? Guarirò? Tutte le domande si mescolano e si confondono l’una con l’altra. È uno stato di:

  • shock: l’individuo si trova di fronte ad un futuro cambiato e non sa ancora come gestire la situazione, ancora non realizza quello che sta succedendo. Può non manifestare sensazioni esterne anche se dentro ha un tumulto di pensieri. Nel film possiamo vedere il personaggio di Melissa in ospedale che riferisce a Jeremy: “Sembra sia cancro al terzo stadio, qualunque cosa significhi”. Calma e tranquilla, fiduciosa nell’avvenire ma con ancora poca consapevolezza.  Poi accade un episodio che funge da goccia che fa traboccare il vaso, lo vediamo nella seconda fase.

 

Perché proprio io?

Passano i giorni e i pensieri iniziano a diventare più lineari, più chiari. Solitamente dopo i primi controlli iniziali, viene avviata una terapia per attaccare la malattia e questo significa fare i conti con la realtà, realizzare che non si può fingere che tutto sia come prima. È la fase di:

  • reazione: si può presentare con umore depresso, paura, ansia eccetera. Melissa è a casa, cerca di aprire un barattolo ma non ci riesce da sola, si sente debole. Si arrabbia, si accascia per terra e scoppia in lacrime, rifiutando l’aiuto di Jeremy e scappando in camera. Potrebbe sembrare una reazione esagerata per un banale vasetto, quindi perché questo comportamento? Perché alla notizia di una isterectomia necessaria per fermare la malattia, Melissa crolla dopo aver mantenuto una facciata apparentemente calma.

Ce la posso fare

Il paziente inizia ad affrontare la vita a testa alta, cercando i lati positivi. Ciò che succede normalmente è che si trovano delle strategie di coping. Possibili esempi sono: parlare con i propri cari dei propri pensieri e difficoltà; scherzarci sopra, usare l’umorismo; trovare un’occupazione che renda la vita più leggera, e così via. È la fase di:

  • elaborazione: il paziente acquisisce nuove consapevolezze, mobilita le proprie risorse per far fronte alle avversità. Nel film, Melissa si confida con suo marito, e ciò è una valida strategia di coping. Ricercare aiuto e conforto nelle persone amate, nella rete sociale di una persona, è un meccanismo di risposta appropriato e funzionale. Melissa e Jeremy, novelli sposi, sono posti davanti ad un problema dopo l’altro, eppure non dubitano del loro amore e di ciò che li lega, dandosi forza a vicenda.

La vita va oltre la malattia

Combattere contro una malattia oncologica significa essere molto spesso in ospedale. Che sia per svolgere la terapia, per i controlli infiniti, per parlare con il dottore su come procedere. In tutto questo trantran il paziente realizza che la vita non è composta solamente di quello, ma è molto di più. A volte avviene proprio una svolta, un cambio di prospettiva che porta ad apprezzare ancora di più ciò che ci circonda. È la fase di:

  • riorientamento: è il momento di dare un significato nuovo agli eventi, si prende consapevolezza della propria fragilità. Ciò che può succedere è che si iniziano ad apprezzare le cose più piccole, le quali acquistano sempre più importanza.

Melissa sente che la sua vita fa parte di qualcosa di più grande, questo anche per la sua fede religiosa incrollabile. Raccomanda a Jeremy di parlare di lei e del loro trascorso perché: “Se la vita di una sola persona cambierà grazie a me, a quello che sto attraversando, ne sarà valsa la pena.”

I veri Melissa e Jeremy.

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