Il Superuovo

Yoda colpisce ancora, spiegandoci che i Jedi di Star Wars sono educati come monaci copti

Yoda colpisce ancora, spiegandoci che i Jedi di Star Wars sono educati come monaci copti

Yoda, potente maestro Jedi, in Star Wars  ci prende per mano, alla scoperta dell’educazione anacoretica dei Jedi

Yoda e Luke Skywalker in una scena de “L’impero colpisce ancora”

Star Wars è indubbiamente una saga epica, cui non manca nulla per competere con i migliori poemi dell’antichità, nemmeno nella costruzione del suo universo ideologico. Infatti c’è anche spazio per l’educazione dei Jedi, parola di Yoda.

La saga di Star Wars è l’ultimo baluardo dell’epica contemporanea

Star Wars è la saga cinematografica che meglio di qualsiasi altra a buon diritto si colloca nel panorama dell’espressione artistica contemporanea come l’ultimo baluardo del genere epico. Rispetto all’epica composta in esametri, terzine o stanze d’ottave, a Star Wars manca una scansione metrica e una degna versione scritta (che invece non manca al Signore degli anelli).

Ma dal punto di vista contenutistico, non ha nulla da invidiare all’epopea di Gilgamesh, per temi proposti e scene tipiche ricorrenti. Scene di combattimento, dualismo tra due schieramenti avversari, il catalogo delle forze in campo, intricati legami familiari, antiche generazioni, tradizioni e archetipiche spiritualità.

Molte pagine sono state scritte al riguardo, ma un tema è stato a torto sottovalutato: l’educazione dei Jedi. I Jedi sono una classe ristretta di individui sensibili a una forma di energia cosmica nota come la Forza.  Dalla Forza i Jedi traggono poteri sovrumani che corrispondono a un generale aumento delle loro abilità psico-fisiche.

I Jedi sono spesso stati associati a una forma di organizzazione monastico-militare, e non a torto! A partire dalla loro educazione, infatti, i Jedi sembrano riprendere i costumi dei monaci copti delle origini, parola di Yoda!

Yoda è l’archetipo “stellare” di un monaco anacoretico

L’impero colpisce ancora è uno dei film della saga, uscito nel 1980 e diretto da Irvin Kershner. Si tratta del secondo film in ordine di produzione (quinto in ordine di cronologia interna della serie). Se consideriamo la saga in ordine di produzione, in questo film incontriamo per la prima volta Yoda, potentissimo maestro Jedi, che vive in completa solitudine sul pianeta di Dagobah.

Rintracciato maldestramente da Luke Skywalker, che vorrebbe essere istruito nelle vie della Forza, Yoda ci prende per mano, aiutandoci a comprendere meglio cosa significhi essere Jedi.

“Un Jedi deve avere profondissimo impegno, serissima mente. Questo qui, per lungo tempo ho osservato. Per tutta la sua vita lui guardato lontano… al futuro! All’orizzonte! Mai la sua mente su dove lui era! Pff, su ciò che faceva! Pff, avventura, pff, emozioni, pff, un Jedi queste cose non ambisce. Tu sei avventato.”

Questa scena riassume in maniera compiuta uno Jedi state of mind. Le informazioni che ricaviamo da questa battuta, e dalle scene ambientate a Dagobah, le comprendiamo meglio se ci avvaliamo di un puntuale confronto con un testo letterario: la Vita di Onofrio.

Un classico paesaggio monastico egiziano

La Vita di Onofrio ci mostra “l’anacoretismo” di un Jedi

La Vita di Onofrio è un best seller della letteratura copta. I testimoni che riproducono il testo sono numerosissimi, segno della sua fortuna. In realtà, l’opera intera non contiene soltanto una biografia di Onofrio, ma il successo del santo ha modificato il titolo del testo, promettendogli una larghissima diffusione.

L’opera si inserisce nel genere dell’Historia monachorum, predisposto al racconto di vite di monaci esemplari per la comunità cristiana. Il testo collega le vite di tre monaci entro una cornice letteraria. Papnoute, che in questo caso è il nostro Skywalker, viaggia nel deserto alla ricerca della sua guida spirituale, il suo maestro.

Tutti i monaci incontrati da Papnoute sono anacoreti, vivono in solitudine all’interno di grotte, in meditazione e impegno spirituale. Vivono in connessione con una dimensione trascendente, descritta come in tutto simile alla Forza, che ne accresce i poteri psichici e una soddisfazione materiale.  Alcuni di loro sono ex militari.

Si imbatte in Timoteo, monaco anacoreta, molto scettico sull’impegno di Papnoute, e, proprio come Yoda, gli consiglia di tornare indietro. Papnoute, invece, prosegue il suo viaggio, non si arrende e trova Onofrio, campione dell’anacoretismo, che vive guardando letteralmente all’orizzonte, al punto di predire e accogliere la sua morte.

I monaci delle origini della chiesa copta, che in alcuni casi, come quello di Pacomio, costruiscono delle comunità monastico-militari, sono i rappresentanti di uno stile di vita, di una ferrea educazione che probabilmente ha ispirato la comunità Jedi creata da George Lucas.

 

 

 

 

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