Chi è Iceman

Come dal nome inglese Iceman, l’Uomo Ghiaccio è un supereroe della Marvel Comics. Nasce dall’idea di Stan Lee e Jack Kirby che nel 1963 ne ha curato l’aspetto artistico, e infatti nel settembre dello stesso anno Iceman debutta nei fumetto n.1 di X-Men.
In breve, egli è un alter ego di Robert “Bobby” Drake, e a livello ‘tecnico’ egli sarebbe un mutante di Livello Omega, nonché uno dei pochi fortunati che possiede dei poteri capaci di manipolare la realtà per alterarla. Nello specifico può creare oggetti di ghiaccio, assorbendo l’umidità nell’ambiente circostante, e può persino ricoprirsi interamente di ghiaccio. Queste abilità vengono sfruttate anche per spostarsi molto velocemente, utilizzando strade di ghiaccio create da sé stesso.

Iceman nella versione del fumetto Marvel (www.theverge.com).

Iceman contro Nightcrawler

Per quanto riguarda il mondo cinematografico, l’Uomo Ghiaccio è apparso anche in diversi film degli X-Men: ‘X-Men’ (nel 2000), ‘X-Men 2’ (nel 2003), ‘X-Men – Conflitto finale’ (nel 2006) e infine in ‘X-Men – Giorni di un futuro passato’ (nell’anno 2014). Di questo personaggio spuntano diverse varianti che si discostano dal personaggio principale, come ad esempio nella realtà alternativa ‘L’era di Apocalisse‘ nella quale egli si rivela essere malvagio. Nella storia, dopo essersi rifugiato a Madripoor, viene attaccato da altri X-Men quali Wolverine, Deadpool e Nightcrawler. Nello scontro con quest’ultimo, l’Uomo Ghiaccio ha la peggio infatti Nightcrawler riesce a sconfiggerlo privandolo dell’uso dei suoi poteri e successivamente gettandolo in un forno dove era presente del metallo fuso.

Scene finali nel fumetto del combattimento tra Iceman e Nightcrawler (comicvine.gamespot.com).

Tralasciando la storia narrata nel fumetto, era davvero questa la fine di Iceman in questo universo? Beh.. la fisica avrebbe effettivamente potuto salvarlo.

L’effetto Leidenfrost

L’effetto Leidenfrost fu trattato per la prima volta da un medico tedesco di nome Johann Gottlob Leidenfrost nel 1746. Questo effetto, a volte anche chiamato calefazione, è ciò che si verifica quando una sostanza liquida entra in contatto con una superficie che ha una temperatura molto al di sopra di quella di ebollizione del liquido in questione. Infatti una volta che una goccia entra in contatto con la superficie calda, il liquido che si trova a contatto con la superficie evapora, e in questo modo il gas che si crea si pone tra la superficie e la gocciolina. Ovvero si forma come uno strato di gas, che avendo una conducibilità termica più bassa di quella dei liquidi, funge da isolante per il liquido sovrastante. In questo modo la gocciolina non evaporerà finché il gas permane sotto di essa. Questo effetto viene sfruttato per alcuni spettacoli in cui fanno vedere come non ci sia alcuna conseguenza nell’immergere una mano nel piombo fuso. Infatti il piombo fonde ad una temperatura di 327,5 °C, ben al di sopra dei 100°C che servono a portare un ebollizione l’acqua. Di conseguenza immergendo prima la mano nell’acqua e successivamente nel piombo fuso, l’acqua rimasta sulla mano fungerà da isolante poiché a contatto con il piombo fuso evapora. E come visto prima questo forma uno strato di vapore isolante tra il metallo e la mano che impedisce eventuali ustioni.

Rappresentazione effetto Leidenfrost (it.wikipedia.org).

Il fenomeno è possibile osservarlo anche con dell’azoto liquido versato su una superficie a temperatura ambiente, poiché l’azoto liquido si trova ad una temperatura di -195,82 °C e quindi quando viene versato su un qualcosa a temperatura ambiente, di circa 20°C, evapora. A questo punto è chiaro che in chiave fantasiosa si potrebbe pensare che Iceman si sarebbe potuto salvare sfruttando questo effetto. Poiché essendo formato di ghiaccio, dopo essere stato scaraventato da Nightcrawler nell’altoforno, egli avrebbe avuto la possibilità di riuscire a scappare senza tante ferite, poiché lo strato di vapore creatosi l’avrebbe isolato dalle alte temperature. Tuttavia nel fumetto risulta che egli fosse privo di forze, e impossibilitato nell’utilizzo dei suoi poteri, e questo non gli lascia altre scelte.

Fedele Delvecchio

 

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