Il Superuovo

La Fortuna è una dea senziente o una forza del caos? Alberti e Allen rispondono

La Fortuna è una dea senziente o una forza del caos? Alberti e Allen rispondono

 

( Dosso Dossi, Giove, Mercurio e la Virtù, olio su tela, 1523-1524)

La sorte è uno degli aspetti talvolta più sottovalutati e trascurati del quotidiano e spesso si potrebbe attribuire ad un caso fortuito un’entità ultraterrena. Ecco cosa ne pensano un illuminista del 400 e uno dei registi americani più controversi del 20esimo secolo.

( Woody Allen, fotografato per il “Daily Telegraph”)

Sia sul film Match Point che in numerosi scritti del Leon Battista Alberti compare questa strana entità: la Fortuna. Per Allen è una forza estranea che influisce direttamente sul vissuto umano mentre Alberti la personifica nei panni di una dea tanto venerata quanto devastante.

L’eterna lotta fra la dea Virtù e la dea Fortuna

Leon Battista Alberti è stata una figura di spicco di tutto il 400 italiano, secondo solo a Leonardo nella classifica dei migliori intellettuali della sua epoca, si destreggiava egregiamente nelle arti, come la pittura, architettura, filosofia e scrittura. Una delle sue opere più interessanti sono di sicuro gli “ Intercenales ”. Erano dei piccoli racconti talvolta impostati come dialogo da leggere durante un banchetto per intrattenere i commensali e il tema predominante era appunto la contrapposizione fra la Fortuna e la Virtù. Un prodotto molto vario per le tematiche, che abbonda di mitologia e talvolta scenari onirici con una narrazione fluida e intrisa di amara ironia, quasi critica.
Uno dei brani più interessanti è di sicuro quello intitolato “ Virtus” . L’autore ambienta la vicenda sotto forma di dialogo nei campi elisi e come protagonisti troviamo gli dei, specialmente la dea Fortuna e la dea Virtù. Quest’ultima chiede udienza presso Giove ma gli veine sempre rifilata una scusa banale: talvolta gli dei sono impegnati nella crescita delle zucche oppure devono dipingere bellissime ali alle farfalle. Riesce finalmente a parlare con Mercurio, messaggero alato degli dei, e gli racconta degli abusi subiti da parte della dea Fortuna e dal suo seguito di uomini d’armi che la malmenano, la offendono e la lasciano “nuda e sporca”. L’affronto non potrebbe essere peggiore ma Mercurio taglia corto dicendo a Virtù di lasciare perdere, di nascondersi almeno finché a Fortuna non sarà passata. Infatti, Fortuna, è l’unica e sola responsabile del ruolo degli dei e perfino Giove le è debitore perché è solo grazie a lei se è a capo degli dei. Alberti ci regala questa visone e uno spunto di riflessione: la Fortuna sta al di sopra di tutto, anche delle sorti degli dei che la temono e la venerano. Secondo il pensiero di Alberti l’unica regolatrice delle vicende umane e ultraterrene è proprio la Fortuna sia nel bene che nel male e l’unico modo per sopportare i suoi accanimenti è proprio quello di seguire una vita all’insegna di un’esistenza virtuosa.

La Fortuna, aspetto fuori controllo

Nel monologo di apertura del film “Match Point”(vedi video), possiamo vedere una pallina che attraversa più volte un rete da tennis. La voce fuori campo è quella del protagonista, Chris, ex tennista professionista, amante di Dostoevskij.  Con la frase di apertura ,”Chi disse :” preferisco avere fortuna, che talento  percepì l’essenza della vita” , si racchiude perfettamente il concetto di cosa sia la fortuna. Un tennista soprattutto sa dell’importanza di questo fattore, sa che durante la partita c’è il rischio che si possa colpire il nastro ed solo la fortuna che spinge la palla o nel campo avversario o nel proprio. L’aspetto più importante però è che “la gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita” e quindi non le si riconosce il giusto merito. Essa ha un peso, non indifferente, in tutta l’esistenza umana e a volte emerge di più, ma l’unica cosa certa è che essa sia davvero incontrollabile.

Due sguardi, due tristi realtà?

Due sguardi simili nel guardare la stessa entità o forza esterna che in tutti i modi cerca di influire, nel bene e nel male sulle nostre vite e sul nostro quotidiano. Due sguardi cinici, intrisi di ironia pungente. Se fosse tutto per davvero in mano unicamente alla Fortuna che ruolo avrebbe dunque l’uomo? Alberti sostiene che per aggirare questo ostacolo, seppur difficile, basti condurre un’esistenza all’insegna della virtù, Woody Allen invece ci lascia lì, senza una soluzione quasi a dirci che la Fortuna che tu lo voglia o meno sarà sempre lì ad assisterti o a mandare all’aria tutto inevitabilmente.

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