fbpx
Welcome to reality: Umberto Saba e J-Ax rinunciano ad artifici e costruzioni

Scegliere la realtà: dalla “poesia onesta” dello scrittore Umberto Saba al nuovo album del cantante J-Ax.

Foto di J-Ax per l’album ReAle.

Reale” è il nuovo disco del cantante J-Ax, pseudonimo di Alessandro Aleotti. Reale o Re Ale? Già dal titolo emergono l’ironia e lo stile inconfondibile dell’artista, che non si prende mai troppo sul serio.

Re Ale: il reale J-Ax

Tra i successi passati di J-Ax troviamo “Il bello d’esser brutti“, che esalta la sua naturale genuinità e la bellezza di mostrarsi al suo pubblico senza le costruzioni che caratterizzano invece diversi artisti. Nel brano “Reale“, che presta il nome all’intero album, viene ribadito il desiderio di regnare grazie alla sua musica e non con una distorta immagine di sè.

È questo il punto dove devo dire quanto faccio brutto, quante tipe mi sdraio?
Vabè, una! Una! E dopo che ho detto sta cosa mi lascerà pure
Vabbè, cosa devo fare?

Il brano presenta, fin dall’inizio, un gioco con l’ascoltatore che J-Ax riesce ad instaurare grazie alla sua spontaneità e alla sua simpatia. Il gioco termina alla fine del brano, quando scherza con la base strumentale e chiude il brano con grande autoironia: “E qui mettimi un assolo di chitarra vecchio…più vecchio! che facciamo scappare tutti i millennial, via! […] Eh, comunque… questo pezzo dura na cifra, non lo streammerà un cazzo di nessuno!”

Tra l’inizio e la fine, nell’intero brano, c’è quasi una dichiarazione della propria arte.

Alla corona preferisco il mio cappello da giullare, di corte, fra miseria e nobiltà!”

Reale quindi, non Re Ale. Particolarissimo il gioco che instaura tra il suo nome e la parola chiave di un brano che invita alla realtà.

“Un prodotto tutto costruito
Non è mica una cattiva idea
Ma vedi la differenza è che tu sei il Brico
Io c’ho tirato su un impero come l’Ikea!

[…]

Meglio odiato per essere reale
Che come loro amati per essere fake

[…]

In foto vengo male
E ho perso i follower e anche
La mia tartaruga addominale
Però sono Reale
Re Ale!

L’annuncio di J-Ax via social di una delle collaborazioni presenti nell’album.

L’importanza della realtà per Umberto Saba

Umberto Saba è stato un celebre scrittore italiano, noto per l’accuratezza e per l’immediatezza delle sue opere. Il saggio “Quello che resta da fare ai poeti“, scritto nel 1911 per la rivista “La Voce”, costituisce una sorta di dichiarazione poetica. L’autore promuove la scelta di una “poesia onesta“, aderente alla vita reale, priva di artifici che falsificano la realtà. Gli esempi di cui si serve sono Alessandro Manzoni e Gabriele D’Annunzio, definiti “i due uomini nostri più compiutamente noti che meglio si prestano a dare un esempio di quello che intendo per onestà e disonestà letteraria“. Lo scopo principale di chi scrive, afferma Saba, è quello di fare comprendere la propria visione a chi legge. Nella scrittura di Manzoni egli individua “la costante e rara cura di non dire una parola che non corrisponda perfettamente alla sua visione“, invece D’Annunzio, servendosi di svariati artifici, “si esagera o addirittura si finge passioni e ammirazioni che non sono mai state nel suo temperamento : e questo imperdonabile peccato contro lo spirito egli lo commette al solo e ben meschino scopo di ottenere una strofa più appariscente, un verso più clamoroso“.

Gli artifici sono superflui: “Ai poeti resta da fare la poesia onesta“, per mostrare la propria visione del mondo. Una forte aderenza alla realtà caratterizza tutta la produzione di Umberto Saba. Nella sua poesia più celebre, “A Mia Moglie“, con estrema immediatezza descrive le qualità della donna accostandola a diversi animali di campagna. Il risultato è l’espressione di quotidianità, armonia, e anche se il confronto può alla prima lettura può suscitare il riso, emerge la perfezione della moglie e la tenerezza dei sentimenti provati dal poeta.

Tu sei come una giovane
una bianca pollastra.
Le si arruffano al vento
le piume, il collo china
per bere, e in terra raspa;
ma, nell’andare, ha il lento
tuo passo di regina,
ed incede sull’erba
pettoruta e superba.
È migliore del maschio.
È come sono tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio,
Così, se l’occhio, se il giudizio mio
non m’inganna, fra queste hai le tue uguali,
e in nessun’altra donna.
Quando la sera assonna
le gallinelle,
mettono voci che ricordan quelle,
dolcissime, onde a volte dei tuoi mali
ti quereli, e non sai
che la tua voce ha la soave e triste
musica dei pollai.

[…]”

Essere reali: la lezione di Saba e J-Ax

Umberto Saba e J-Ax, ognuno a modo proprio, propongono due ideali di autenticità. Per quanto nella società sia difficile essere sempre “reali“, perchè la genuinità rende più vulnerabili…l’arte offre un ottimo spunto di riflessione. La ricchezza di artifici sembra sempre colpire di più in un primo momento, ma la vera bellezza di una qualsiasi forma d’arte deriva dalla sua veridicità. Infatti solo ciò che rimanda a un elemento della realtà può in maniera efficace impressionare, provocare una sensazione e soprattutto trasmettere e imprimere un messaggio. E così se ognuno a modo proprio riuscisse a sentirsi una piccola opera d’arte, per comunicare e trasmettere qualcosa a chi lo circonda…cercherebbe di rimandare quanto più possibile alla realtà.

Restiamo reali!

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: