Tokyo sotto la pioggia, raggi di luce e una ragazza che prega: la meteorologia si fonde col fantasy per creare un’atmosfera surreale, di cui possiamo chiarire gli aspetti più reali e non meno affascinanti che ci circondano quotidianamente.

Dopo il successo di Your Name, del 2016, Shinkai è tornato ad affascinare i suoi fan, e non solo, con una nuova pellicola: Weathering with you, che mette sicuramente d’accordo gli appassionati di anime, e anche quelli di meteorologia, per gli elementi naturali che lo fanno da padrone.
Uno sguardo alla trama (senza spoiler)
In una Tokyo colpita da una inspiegabile e incessante pioggia, Hodaka, un ragazzo fuggito di casa e assunto in una piccola agenzia di giornalismo nella capitale, incontra Hina, una ragazza che sembra avere il particolare potere di far tornare il sereno… pregando.
Shinkai riesce in questo capolavoro a far fondere elementi fisici a quelli spirituali e fantasy, creando un mix che affascina lo spettatore, non solo per la trama, ma anche per i caratteristici paesaggi del noto regista: dai cieli ricoperti di nuvole, tra cui fanno capolino giochi di luci e riflessi, alla pioggia, e all’immancabile Tokyo, stavolta dipinta all’ombra di incombenti e perenni nuvole: i cumulonembi. Questi ultimi sono nominati numerose volte durante l’anime, e acquistano un significato talvolta metafisico, nella trama.
Tuttavia, spiritualismi a parte, i cumulonembi hanno ben diritto di essere tra i “coprotagonisti” della trama, alla luce del fatto che sono proprio loro le nuvole di pioggia per eccellenza.

Cosa sono i cumulonembi?
Innanzitutto, cos’è una nuvola? E’ un ammasso di piccolissime gocce di acqua e/o ghiaccio, dovuta alla condensazione delle particelle di vapore acqueo.
Esistono circa 100 tipi differenti di nubi, classificabili in base a diversi fattori: alla quota e quindi alla temperatura alla quale si formano, all’aspetto (secondo il loro sviluppo verticale e orizzontale), o anche alla dinamica della formazione delle stesse.
I cumulonembi sono nubi a grande sviluppo verticale. Essi presentano la loro base a quote comprese tra i 1000 e i 1500 metri, mentre la sommità può spingersi fino ai limiti della troposfera (10-12 km).
Essi sono costituiti nella parte inferiore da goccioline di acqua, nella parte intermedia da acqua allo stato sopraffuso (ovvero liquido, ma a temperature di solidificazione, che tuttavia non avviene per la loro tensione superficiale tale da non farle ghiacciare, e poiché non presentano impurità). Infine, nella parte più superficiale presentano cristalli di ghiaccio a una temperatura che può scendere fino a -40°C.
Il passaggio tra la troposfera e la stratosfera è caratterizzata da un’inversione di temperatura: un gradiente termico per cui la temperatura tende a salire. Dunque, le masse di aria più calde interne alla nube che vengono spinte verso l’alto dalle correnti convettive, una volta arrivate al limite della troposfera, perdono la loro spinta e ciò rende la parte superiore del cumulonembo appiattita e gli dona la caratteristica forma ad incudine.
Tuttavia, la parte centrale superficiale può essere meno appiattita proprio per l’arrivo ad altissime velocità (120-130 km/h) di queste correnti, che vanno a “rompere” la zona centrale della superficie piatta.
I cumulonembi sono dei veri e propri serbatoi d’acqua, dai quali ci si possono aspettare i più intensi fenomeni meteorologici. Inoltre, sono le uniche nubi nelle quali possono generarsi fulmini, proprio per la presenza sia di goccioline di acqua che di ghiaccio, che possiedono differente carica e creano una differenza di potenziale elettrico, rendendo il cumulonembo un enorme generatore di corrente elettrica.

Cosa porta il bel tempo?
Nell’anime si parla di “portatrici di sereno”: sacerdotesse alle quali è stata donata l’abilità di portare il sole.
Questo arduo compito è svolto nella realtà dai punti di alta pressione.
La pressione atmosferica è la pressione generata dalle particelle di aria, quando queste colpiscono una superficie. E’ definita come il peso della colonna d’aria che sovrasta una superficie di 1 metro quadrato.
Si possono distinguere punti di bassa pressione e punti di alta pressione.
La bassa pressione è una zona in cui la pressione risulta più leggera in quanto umida (in cui è presente cioè anche vapore acqueo), quindi tende a salire, e ciò favorisce la formazione di precipitazioni: l’aria umida che sale, quando arriva al punto di condensazione forma le nuvole e da lì ne seguono le eventuali precipitazioni.
L’alta pressione, invece, sono punti in cui l’aria è secca (non presenta vapore acqueo), ed è più pesante di quella umida, tendendo quindi a scendere e favorire il bel tempo.
La pressione atmosferica viene tracciata su delle mappe usando linee chiamate isobare, che uniscono tutti i punti di uguale pressione, con i quali è anche possibile individuare i centri di alta e bassa pressione.
Quando l’aria converge in un punto di bassa pressione (in senso antiorario, se consideriamo l’emisfero nord), si parla di ciclone, caratterizzato da aria ascendente che si raffredda e forma nubi con possibili precipitazioni.
Quando l’aria diverge da un punto di alta pressione (in senso orario, sempre nell’emisfero nord), si forma un anticiclone, caratterizzato da aria in discesa che si riscalda creando bel tempo.
