“Visions in motion”: l’installazione per l’anniversario della caduta del Muro di Berlino

Questa settimana la capitale tedesca si riempie di eventi: concerti, festival e installazioni artistiche per ricordare i trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino. 

Nel centro della città, di fronte alla Porta di Brandeburgo, si trova l’installazione ideata dallo statunitense Patrick Shearn: si tratta di una rete da pesca striata di mille colori, lunga oltre duemila metri, che fluttua nel vento per ricordare la caduta della “cortina di ferro”.

Una rete composta da trentamila messaggi scritti a mano per coinvolgere la comunità

Nel complesso, l’installazione pare una rete arcobaleno che fluttua in centro città, ma se ci si avvicina ci si accorge che ogni stella filante riporta un messaggio, scritto da persone comuni. “Abbiamo voluto renderla un’opera collettiva”, dice a tal proposito Shearn, “perché ci sono voluti tutti per far crollare il Muro”. L’installazione artistica fluttuante è composta da oltre trentamila messaggi scritti a mano, che esprimono gioia e speranza, come ad esempio quelli riportati nella foto sopra: “i mattoni costruiscono muri, le persone costruiscono ponti” oppure “condividi i tuoi messaggi, sogni e speranze così da includerli nel cielo sopra la Porta di Brandeburgo!” : messaggi di speranza, e inviti a condividere le proprie idee per farle volare di fronte al sito storico di Berlino. Si tratta di una celebrazione che include tutti e non esclude nessuno, un momento per ricordare la significativa caduta del Muro, l’evento simbolico in cui finalmente calò la “cortina di ferro” e, che inaugurò la riunificazione della Germania.

 

Il Muro e l’installazione fluttuante: dittatura e libertà a confronto

La lunghissima rete si caratterizza inoltre per un importante elemento, contrapposto in maniera evidente al Muro di Berlino: mentre i duemila metri di stelle filanti fluttuano liberi nel vento, il Muro era fatto di cemento, ancorato a terra, e reso sempre più impossibile da oltrepassare. Facciamo due passi indietro: com’è nato il Muro di Berlino? Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, la Germania era stata spartita in quattro aree, quelle occidentali appartenenti a Regno Unito, Francia e Stati Uniti, mentre quella orientale all’URSS. Inizialmente, agli abitanti delle fazioni era concesso di girare in libertà in ogni area, ma con l’inizio della Guerra Fredda, i rapporti si inasprirono talmente tanto da costruire una “cortina di ferro”, che impediva agli abitanti della Germania Est di comunicare con quelli della Germania Ovest. La DDR, “Repubblica Democratica Tedesca” aveva giustificato la costruzione del muro come una “protezione antifascista”, evidente copertura per il fatto che ai cittadini era impedito di entrare in contatto con il mondo occidentale. In seguito, furono costruiti diversi “muri”, sempre più fortificati, e quindi sempre più impossibili da oltrepassare. Nel corso degli anni, migliaia di persone provarono ad aggirare la barriera, dei quali soltanto circa cinquemila ebbero successo, mentre agli altri furono riservati esiti tragici. Tuttavia, anche alcuni protestanti della Germania Ovest esprimevano il loro dissenso pubblicamente: famoso è il caso di John Runnings, che nel 1986 decise di “passeggiare” in bilico sul Muro, acclamato dalla folla sottostante. John finì per poche ore nelle prigioni della DDR, per poi tornare nella Berlino Ovest. I tentativi finirono quando, finalmente, nel Novembre del 1989 la DDR proclamò che la circolazione tra Est ed Ovest sarebbe stata permessa.

9 Novembre 1989: la caduta del Muro

Il 9 Novembre 1989, alla notizia della circolazione tra est e ovest finalmente concessa, migliaia di Berlinesi dall’est si precipitarono ai posti di blocco, domandando di poter entrare nella Berlino Ovest. Le guardie di confine, sorprese, alla fine lasciarono passare tutti, senza verificare l’identità di nessuno, visto il numero di persone. Così, in questa data si suole festeggiare la caduta del Muro, che l’anno dopo, nel 1990, fu festeggiata con il concerto di Roger Waters che suonò l’iconico pezzo della sua band, i Pink Floyd, “The wall”. Poco prima, precisamente il 3 Ottobre 1990, la Germania fu ufficialmente riunificata, e le aree appartenenti alla ex-DDR furono trasformate in province. Oggi, quest’evento è ricordato con una grande festa che anima tutta la città di Berlino, in cui si ricorda la fine della Guerra Fredda e il periodo spensierato che la seguì.

 

 

 

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