Virus: ancora acceso il dibattito tra l’essere ed il non essere vivente

L’annuale dibattito tra il considerare i virus come essere viventi o non viventi è ancora confuso. Una certezza sta nei disastri che questi microrganismi sono in grado di causare.

dagospia.com

Sono numerosi i casi di epidemia e pandemia nel corso della storia. Tra i più recenti ricordiamo il virus dell’influenza Spagnola che arrivò a contagiare mezzo miliardo di persone uccidendone almeno 25 milioni, la Poliomielite, in Europa da inizio XIX secolo per raggiungere il suo picco nel 1952 in America (oltre 21 mila casi) e nel 1958 in Italia (oltre 8 mila casi), con l’ultimo caso risalente al 1979 in America e al 1982 in Italia. Successivamente l’influenza Asiatica del 1957 che portò alla morte di 2 milioni di persone, ancora, la Sars nel 2003 che uccise 800 persone in un anno, l’influenza suina con oltre un milione e mezzo di contagi, fino ad arrivare all’attuale pandemia di COVID-19.

Polmoni d’acciaio ai tempi della Poliomielite. Focus.it

Cos’è un virus

I virus sono parassiti intracellulari obbligati che mancano di strutture cellulari e si replicano sfruttando intermedi metabolici, enzimi e organelli di una cellula ospite. E’ innanzitutto possibile distinguere il virione, ovvero la particella virale in sede extracellulare, e il virus, in fase attiva di replicazione endocellulare. In generale la struttura di un virus è composta da un nucleo racchiuso in un rivestimento proteico detto capside e spesso anche in una membrana di fosfolipidi e proteine detta pericapside. Nel nucleo è presente il materiale genetico, costituito da DNA o RNA, a singolo o doppio filamento e, contiene tutte le informazioni alla replicazione e alla formazione di nuove particelle virali. I virus sono in grado di replicarsi autonomamente, ma possono farlo esclusivamente all’interno delle cellule dei tessuti dell’organismo, da cui prendono in prestito apparati trascrizionali e traduzionali, causandone la distruzione o, per alcuni virus particolari, la trasformazione in cellule tumorali. Questi microrganismi si replicano tramite due principali meccanismi: il ciclo litico e il ciclo lisogeno. Entrambi portano alla lisi della cellula ospite, ma con modalità e tempistiche diverse. Il ciclo litico consiste nell’iniezione da parte del virus del proprio corredo genetico all’interno dell’ospite il quale viene replicato, trascritto e tradotto dalla cellula ospite, in quanto gli apparati trascrizionale e traduzionale non sono in grado di discriminare il proprio genoma da quello virale. I geni virali codificano per le proteine che costituiscono il virus stesso, di conseguenza i capsidi neosintetizzati incorporano al loro interno una singola copia del genoma virale. Una volta che i virus raggiungono un certo numero, la cellula ospite subisce una lisi liberando una grande quantità di virus. Nel ciclo lisogeno invece, il genoma virale si integra in quello della cellula ospite e viene duplicato ogni qual volta la cellula stessa va incontro a replicazione a cui segue un meccanismo analogo a quello del ciclo litico.

Le caratteristiche degli esseri viventi

Cosa significa essere vivi? In generale gli scienziati utilizzano una lista di criteri per determinare cosa può essere effettivamente definito essere vivente ed i virus rispettano solamente alcuni di questi criteri. In primo luogo è necessario mantenere invariato l’ambiente cellulare interno nonostante le variazioni dell’ambiente esterno (omeostasi) e per fare ciò gli esseri viventi devono essere costituiti da cellule. I virus non presentalo alcun tipo di organulo cellulare per monitorare o cambiare l’ambiente intracellulare. Gli organismi viventi, così come i virus, hanno differenti livelli di organizzazione a partire dai geni formati dagli acidi nucleici fino al capside. Le particelle virali non sono in grado di replicarsi in maniera autonoma a differenza di un essere vivente, inoltre i virus una volta replicati, si trovano nella loro forma completa senza necessità di giungere a struttura più complesse, di conseguenza non crescono. Non avendo alcun organello cellulare, i virioni, non sono in grado di svolgere alcun processo metabolico da cui ricavare energia, ma come gli organismi viventi, sono in grado di adattarsi all’ambiente. Questa capacità adattativa è ciò che rende un virus più difficile da trattare, proprio perchè è in costante cambiamento, rendendo difficile lo sviluppo di un vaccino.

Le opinioni degli scienziati

Tenendo in considerazione i criteri che un essere vivente deve rispettare per essere definito tale, è possibile affermare che i virus non sono morti. La morte è una condizione per cui in un organismo cessano le funzioni biologiche. Quindi possono essere definiti viventi? La maggior parte dei biologi nega. I virus non si trovano in uno stato stabile, non crescono e non possono produrre autonomamente energia. Nonostante ciò sono in grado di adattarsi all’ambiente. La risposta a questa domanda rimane confusa, il dibattito continua a rimanere quindi aperto.

 

 

 

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: