Uomo e Natura: va ritrovato un equilibrio globale e una guida per farlo

La crisi climatica è sul punti di non ritorno e la rotta va cambiata al più presto.

 

La crisi climatica è una delle più grandi emergenze della storia, non per impatto economico, né politico, né sociale, ma esistenziale dal punto di vista della sopravvivenza della specie umana. Da anni parole al vento hanno imposto norme ambientali, mai rispettate, riproposte con più attenzione, ma anche stavolta invano. E’ necessaria una presa di coscienza globale è una successiva quanto immediata inversione di rotta. Impossibile. Raccontiamo di qualcuno che cercò di fare l’impossibile e magari teniamo caro quanto ci ha insegnato.

Terra nostra

Fino a pochi anni fa erano i modelli matematici a prevedere che il clima del Pianeta stava cambiando e alcuni governi e pochissimi esponenti del mondo scientifico mostrava scetticismo. Oggi siamo di fronte a fenomeni climatici sempre più estremi, frequenti e devastanti. Molte specie stanno reagendo al cambiamento: alcuni uccelli migratori stanno cambiando le date di arrivo e di partenza anno dopo anno, le fioriture stanno anticipando, le specie montane si spingono, finché possono, in alta quota. Ormai nessuno ha più dubbi sul fatto che siano in atto importanti mutazioni nel clima del Pianeta e sulla nostra responsabilità. Sarebbero bastate piccole attenzioni, cose da tutti i giorni, e ora?

Lo sciamano

Lo straordinario, ciò che sta fuori dal definito ordinario, stupisce. Spesso i così detti artisti ricorrono proprio a questo straordinario stupore per poter trasmettere un messaggio altrimenti inascoltato. Sarebbe fin troppo semplice ricondurre questi strumenti alla pazzia.

Un cappello di feltro per proteggersi come un animale con la sua pelliccia, un giubbotto da pescatore in cui tenere il necessario per potersi muovere ovunque senza bagaglio, Joseph Beuys fu l’artista tedesco che maggiormente diede corpo alla crisi della cultura europea postbellica, alla necessità di intervenire per salvarla.

70o0 Eichen

Opera temporalmente indefinita, 7000 Eichen (7000 Querce) è un azione/istallazione di Joseph Beuys iniziata dall’artista nel 1982 e conclusa simbolicamente dal figlio di Beuys, Wenzel, nel 1987, l’anno dopo la morte del padre. Opera che in realtà, come dicevamo non ha tempo, perché la sua durata si spingerà fino a quando sarà viva l’ultima delle settemila querce di cui parla il titolo: potenzialmente, fino alla fine dell’ecosistema.

7000 steli di basalto, provenienti dalla regione di Kassel, vengono scaricate nel parcheggio della piazza del Fredericianum. Ciascuna quercia dovrà essere accompagnata da una delle steli e dunque lo spazio in cui sono accumulate le pietre sarà liberato con la velocità di piantagione delle querce.

Collezionisti e privati “acquistano” le steli, così facendo finanziano la messa a terra di una quercia nell’area di Kassel. Si tratta di un luogo simbolo, poiché la città, centro produttivo di materiale bellico durante la WW2, fu rasa al suolo, e successivamente divenne sede della maggiore rassegna d’arte della Germania postbellica.

Oggi tutte le querce sono state piantate e le steli collocate.

In noi, fra noi…

Beuys parla della necessità di una nuova e duratura alleanza tra uomo e natura, del bisogno di eliminare la bellicosità dal mondo e trasformare le energie distruttive in occasioni di costruzioni per la società. Le iniziative in Difesa della natura, come si chiamava il suo programma, piantando alberi lungo i fiumi o intervenendo su terreni inquinati o praticando la agricoltura contraddistinsero l’azione di Beuys per decenni. Forse la attività più significativa fu un’Azione collettiva tenuta nella primavera del 1978, per 100 giorni consecutivi, sul prato davanti all’edificio dello stesso Fredericianum di Kassel. Si trattò di un dialogo su molteplici argomenti con giovani tedeschi, ma anche provenienti a tutto il mondo, sui temi dell’ecologismo, della cultura, della democrazia e della istruzione.

Questa vis pedagogica era parte integrante dell’opera di Beuys, che diveniva una scultura sociale, un contributo tanto importante da stimolare la fondazione, in Germania, del partito dei Verdi, ad oggi uno dei maggiori partiti tedeschi.

Che servisse ora un nuovo Beuys per invertire la rotta?

Beuys è quello col cappello di feltro, ovviamente

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