Cosa sono le stelle?

Le stelle sono dei corpi celesti che a differenza dei pianeti brillano di luce propria e hanno propria energia. Le stelle che noi riusciamo a vedere ad occhio nudo sono circa 6000 e ci appaiono come punti più o meno luminosi e nel caso di quelli più splendenti hanno anche diversi colori. Col passare del tempo l’uso di strumenti sempre più raffinati ha permesso di conoscere altre caratteristiche delle stelle come massa, temperatura, composizione chimica e ciò ci ha permesso di catalogare le stelle all’interno di gruppi omogenei. Le stelle si formano all’interno delle nubi molecolari ad alta densità. Esse sono costituite essenzialmente da idrogeno ed elio. Quando una stella è prossima alla fine della propria esistenza, la pressione di radiazione del nucleo non è più in grado di contrastare la gravità degli strati più esterni. Ciò che resta è un oggetto estremamente denso.

immagine della stella di nome Capella

Blackout delle stelle

Qualche anno fa, la luminosità della stella di Tabby era diminuita del 22%. Per spiegare lo strano fenomeno erano state tirate in ballo anche delle megastrutture aliene. Ora si è scoperto che un’altra stella a soli 440 anni luce da noi, ha cali di luminosità dell’80%. Il nome della stella, EPIC 204376071, preannuncia qualcosa di interessante. Tuttavia si tratta di una comune, giovane e flebile nana rossa. A confronto il Sole è almeno 30 volte più brillante e 500 volte più vecchio. Gli astronomi che l’hanno studiata sono stati sorpresi dal comportamento della sua luminosità perché è diminuita molto velocemente per poi recuperare gradualmente. Questo comportamento può avere due spiegazioni. La prima, la stessa elaborata per la stella di Tabby, considera la presenza di una nube di polveri in orbita attorno alla stella: una sorta di residuo del disco protoplanetario da cui si formano i pianeti attorno alle giovani stelle. È un’ipotesi possibile, difficile da confermare perché le simulazioni non coincidono del tutto con i dati delle osservazioni. La seconda spiegazione chiama in causa un pianeta gassoso con enormi anelli, centinaia di volte più ampi di quelli di Saturno. In questo caso sarebbero gli anelli del pianeta, passando fra noi e la stella, ad oscurarla. Gli scopritori di questo tipo di stelle sono convinti però che questo fenomeno sia del tutto naturale.

la stella di Tabby circondata da polveri cosmiche

Le stelle nel tempo

Le stelle sono state da sempre fonte di ispirazione per poeti e letterati. Nelle tre cantiche che costituiscono la Divina Commedia le stelle chiudono i tre passaggi del viandante tramite l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.’E quindi uscimmo a riveder le stelle’ dice il Sommo Poeta nell’ultimo verso dell’Inferno, dopo la traversata del Purgatorio invece Dante si sente puro e disposto a salire a le stelle. Ma forse il verso più celebre è quello dell’ultimo canto del Paradiso che sintetizza in una riga facendo riferimento a ‘l’amor che move il sole e l’altre stelle’. Già Ibn Hamdîs, il maggior poeta arabo-siciliano dell’XI secolo, aveva associato al sorgere delle Pleaidi la dolcezza dei baci. Anche i poeti cinesi non erano stati insensibili alla magia della trapuntata volta celeste, Li-Po scrive ‘Questa notte riposo sopra il tempio. / Con la mano posso cogliere le stelle.’ Nel Novecento, il pensoso e inquieto poeta portoghese Fernando Pessoa si chiede se le stelle non siano stanche di esistere con i versi ‘Ho pena delle stelle / che brillano da tanto tempo, / da tanto tempo…/ Ho pena delle stelle.’ Ovviamente la luminosità delle stelle ha dato un contributo fondamentale alla letteratura, diventando obiettivo da raggiungere o ispirazione divina.

Immagine di Dante

Alberto Simula

 

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