Un secondo che mi rigenero e arrivo!  prosegue la ricerca del Graal del trapianto cellulare

Cari fatalisti sedetevi comodi, vi presento la rigenerazione tissutale

 

 

La possibilità di un facile rimedio

Quante volte noi fan della serie Fallout abbiamo sognato di avere realmente i nostri fidati stimpak, con cui rigenerare intere parti del corpo gravemente danneggiate o addirittura menomate?
Un proiettile di troppo? Usiamo uno stimpak; un deathclaw ci amputa un braccio con una zampata? Usiamo uno stimpak, una brutta caduta? Usiamo uno stimpak.

Nella vita reale purtroppo la situazione non è così semplice chiaramente.

 

 

 

Ad oggi le terapie di medicina rigenerativa stanno facendo passi da gigante, tuttavia non sono ancora in grado di offrire prestazioni paragonabili. Tuttavia si sente di ustionati gravi rigenerati parzialmente  ad uno stato simile a quello precedente al danno.

Su cosa puntano i biotecnici ora?

Il problema con cui i biotecnici oggi si stanno scontrando principalmente è l’evadere il sistema immunitario.

Infatti dopo l’avvento delle cellule staminali pluripotenti, della tecnologia CRISPR-cas9 e tutte le altre tecniche di editing genetico, la vera sfida è far si che le cellule inserite per rigenerare il tessuto non causino rigetto.

Infatti molti organi trarrebbero beneficio da un intervento simile, primo tra tutti il cuore, che privo di cellule satellite possiede capacità rigenerative pari a zero, ma anche il cervello, magari a seguito di Ictus, ma anche le ossa e tanti altri.

Idee per evadere il sistema immunitario 

Il gene-editing offre come sempre la possibilità di ricombinare l natura a nostro favore.

Uno studio pubblicato da Robert Lanza, David W. Russell e Andrea Nagy spiega come un importante approccio al problema sia la manipolazione dei geni per il riconoscimento immunitario, nello specifico HLA di classi I e II.

Un’altra interessante strategia atta a “gabbare” il sistema immunitario consiste nell’emulare le tattiche messe in atto da parassiti, virus, batteri, cellule tumorali, e perfino il feto, per evadere il sistema immunitario del paziente.

Numerosi patogeni e cellule trasformate infatti per sopravvivere nell’organismo necessitano di strategie elusive efficaci. Infatti una cellula infettata diverrebbe facile preda delle cellule NK se il patogeno non trovasse un modo per impedire l’esposizione degli antigeni di segnalazione da parte della cellula infettata.

Questo genere di tecniche si baserebbero sull’alterare le cellule, permettendogli di esprimere molecole immunosoppressive che “deflettano” l’intervento del sistema immunitario, come PD-L1 o CTLA4-Ig.

La sfida per la ricerca

Questo genere di tecnologie sono veramente obbiettivi prioritari per molti gruppi di ricerca biotecnologica e per le industri farmacologiche.

cellule in grado di evadere il sistema immunitario

Possedere queste terapie consentirebbe di costruire tecnologie di rigenerazione ad hoc per i singoli pazienti e rigenerare tessuti che prima sarebbero stati lesionati irreversibilmente.

Ancora, con l’invecchiamento è fisiologico che nelle linee germinative accumulino mutazioni o alterazioni genetiche di varia natura in grado di comprometterne il corretto differenziamento. Questo tipo di terapie potrebbero integrare una certa quota “wild type” pulita da eventuali alterazioni e capace di rigenerare parte delle normali funzioni dell’organo.

Inutile dirlo, a tutti noi viene in mente quel parente che ha subito un attacco cardiaco magari, o che anziano ha subito dei danni cerebrali, o banalmente con una cartilagine ormai rovinata e che non può ricevere il supporto di una protesi, o ancora potrebbe venire da pensare: se solo avesse una linea mieloide un filo più giovane ed efficiente…

Chiaramente ci vorrà ancora molto lavoro per poter pensare di porre rimedio a questi problemi in maniera simile ad un semplice stimpak.

Tuttavia il problema del rigetto cellulare sarà da affrontare a prescindere dalla strada percorsa.

 

(Con linea mieloide intendiamo quella linea germinativa di cellule che comprende Globuli bianchi, rossi e megacariociti, da cui derivano le piastrine, queste cellule infatti possiedono un progenitore pluripotente comune)

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