Un legame indissolubile: il disastro del Titanic visto attraverso gli occhi di Belfast

A 110 anni di distanza dal suo affondamento, vediamo lo stretto rapporto che esiste con la città che gli ha dato i natali.

Fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/Titanic_Memorial,_Belfast#/media/File:Titanic_Memorial_Garden_opening.jpg

Tutti conosciamo il destino che ha avuto quella grandiosa nave, ma pochi sanno che prese vita nei cantieri di Belfast. In occasione del centenario, nel 2012, l’intera città ne ha rafforzato indissolubilmente i legami con musei e monumenti.

La genesi del Titanic

Con le sue 46.328 tonnellate, per intenderci quasi come 2.500 autobus, all’epoca rappresentava la nave più grande del mondo. Titanic di nome e di fatto dunque. La sua costruzione aveva lo scopo di competere con la compagnia “Cunard Line”, storica rivale dell’irlandese “Harland and Wolff”. Dal 1861 ad oggi il suo cantiere navale è localizzato a Belfast nella queen’s island, dove tra il 1897 e il 1922, presero vita quattro dei quattordici transatlantici più grandi del mondo.

Ad inizio ‘900 il lavoro di costruzione di imbarcazioni di questa portata andava incontro a pericoli di notevole entità. Furono registrati 246 feriti, di cui 28 subirono amputazioni di arti in seguito alla caduta accidentale di oggetti pesanti su di loro. Per quanto riguarda i decessi se ne contarono ben 9 dal periodo di costruzione fino a poco prima del varo. La vita degli operai era estremamente in pericolo per la mancanza di adeguate misure di protezione e prevenzione, tant’è che all’interno dei compartimenti stagni scoppiò un incendio che compromise la qualità dello scheletro metallico. Un evento, questo, che sommato alla scarsa attenzione alle riparazioni, ebbe risvolti tragici come ben sappiamo.

Il 31 maggio 1911 venne messo per la prima volta in mare, 100.000 spettatori stavano assistendo ai primi “passi” di quel titano che meno di un anno dopo sarebbe sprofondato nel tartaro.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/RMS_Titanic#/media/File:Titanic_under_construction.jpg

Belfast Titanic Museum

Quale miglior modo per celebrare il centenario dell’affondamento del transatlantico se non istituire un museo? Nel 2012 venne inaugurato uno dei musei più particolari di cui porto fiero il vanto di aver visitato. Il Titanic Museum è una vincente accoppiata tra valorizzazione del patrimonio storico e design accattivante. Con più di 840.000 visite nel 2017, rappresenta a pieno titolo il maggior museo dedicato al Titanic, svettando su quelli di Southampton, in UK, e di Branson, in USA. 

Il percorso di visita presenta in ogni sua parte il mondo che gira intorno al transatlantico, a partire da testimonianze materiali della Belfast di inizio ‘900. La costruzione dell’allora nave più grande del mondo è riproposta in chiave di un’attrazione di un parco divertimento. Infatti, i visitatori si posizionano in gruppi di quattro in un piccolo vagone su binari, il quale attraversa idealmente il cantiere del Titanic. Le sensazioni di quegli operai di un secolo fa, ci sono trasmesse attraverso l’uso magistrale della tecnologia. Il rumore dei martelli che battono il ferro, il calore dell’interno delle lamiere scaldate dal sole, gli ambienti bui e maleodoranti di olio e saldatura, oltre che alle conversazioni che i lavoratori facevano per alleviare le fatiche.

Suggestiva è inoltre la ricostruzione dei lussuosi interni, dalla terza alla prima classe, passando per il maestoso salone cerimoniale. Qui il visitatore è accolto da una proiezione audiovisiva a 360° della famosa discesa dallo scalone di Rose, dal film di Cameron del 1997. La sala dell’affondamento è dominata poi dal suono del codice SOS mandato a chiunque potesse riceverlo, capace di rendere ancora più vive le testimonianze riportate attraverso storie e illustrazioni. La parte dedicata alla cultura popolare non poteva non avere come colonna sonora la storica “My Heart Will Go On” di Celine Dion, che fa da contorno ai numerosi libri, poesie, film ed opere teatrali che girano intorno al mito del Titanic. 

Lo stesso design architettonico ha una forte valenza concettuale. L’intenzione, nella sua parte centrale, è quella di ricostruire idealmente la colossale prua della nave, ricalcandone i suoi 38 metri d’altezza. Un dettaglio che potrebbe sembrare solamente tecnico, ma il visitatore trovandoglisi di fronte, prova una sensazione di piccolezza inaudita, specie se pensi che quell’ideale prua sia solamente una piccola frazione di quel “gigante di ferro”.

Fonte: https://www.turismo.it/cultura/articolo/art/belfast-il-museo-del-titanic-tra-storia-ed-evocazione-id-19168/

Titanic Memorial

Subito dopo il disastro del 1912 la comunità tutta – compresi gli operai e i familiari delle vittime – contribuì economicamente a finanziare un’opera commemorativa. A causa della Prima Guerra Mondiale, lo scultore Thomas Brock la consegnò solo nel giugno 1920. Si tratta di un’imponente scultura di quasi sette metri, nel cui piedistallo sono incisi i 22 nomi dei cittadini di Belfast deceduti nel disastro. Brock decise di rappresentare una versione femminile di Tanato, personificazione della morte nella mitologia greca. Ai suoi piedi sono poste invece due sirene che cullano tra le onde un marinaio deceduto. Un iconologia piuttosto potente quindi, capace di suscitare sentimenti contrastanti, in equilibrio precario tra la rassegnazione di fronte alla morte e la consapevolezza che i propri cari sono adesso in buone mani.

L’opera ha subito vari cambi di location nel corso della sua vita, attualmente si trova all’interno del Titanic Memorial Garden, uno spazio commemorativo nell’area esterna del municipio cittadino. Inaugurato nel 2012, in occasione del centenario, rappresenta un unicum nel suo genere. Per la prima volta tutte le 1.512 vittime sono riportate unitamente in una placca bronzea di nove metri, annualmente al centro delle celebrazioni della comunità. 

Nonostante il grosso delle iniziative sia stato fatto negli ultimi decenni, il legame tra Belfast e il Titanic c’è sempre stato fin dalle origini. Un rapporto così stretto, quasi viscerale, come quello di una madre nei confronti del proprio figlio. 

Fonte: https://www.pinterest.it/pin/AbjOAmnvG_icGmFU6VNSV_N3Jyktcl7PE_hhryeoNO2Pds2IVft6ldU/

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