Il Superuovo

Umiltà, carità e povertà: i tre dogmi che ancora oggi ricordano San Francesco D’Assisi

Umiltà, carità e povertà: i tre dogmi che ancora oggi ricordano San Francesco D’Assisi

Il 3 ottobre 1226 moriva ad Assisi il padre fondatore dell’ordine francescano e patrono d’Italia

Il 3 ottobre 1226 ad assisi perdeva la vita il patrono d’Italia, colui che ha cambiato la visione complessiva del cristianesimo e ha fondato un ordine che porta il suo nome. Famoso anche per aver partecipato ad una crociata e aver creato il primo presepio della storia a Greggio. L’ordine che ha fondato Francesco e il suo credo sono ancora oggi fonte d’ispirazione per moltissimi cattolici. Famosissimo è anche il suo cantico delle creature, il primo esempio di letteratura italiana in volgare della storia.

Chi era San Francesco

Francesco d’Assisi è lo pseudonimo di Giovanni di Pietro di Bernardone , un religioso e poeta italiano. Francesco è anche fondatore dell’ordine che da lui poi ha preso il nome: l’Ordine francescano; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Comunione anglicana, uno dei pochi santi in comune tra i due credo; è stato anche proclamato, con santa Caterina da Siena, patrono principale d’Italia il 18 giugno 1939 da papa Pio XII e il 4 ottobre la sua memoria liturgica viene celebrata da tutta la Chiesa cattolica. In passato in Italia il 4 ottobre era festa nazionale e ogni attività pubblica veniva sospesa. Profondamente ascetico è passato alla storia come “il poverello d’Assisi” per via della sua scelta di spogliarsi di ogni bene materiale e condurre una vita minimale, in totale armonia di spirito. Questa scena è stata affrescata da Giotto nella Basilica di Assisi e  riprodotta da Achille Lauro a Sanremo, andando anche contro a molte critiche. Il poverello d’Assisi è passato anche alla storia per aver ispirato un’altra Santa della chiesa cattolica: Santa Chiara, la fondatrice dell’Ordine delle Clarisse, le donne francescane che prendevano i voti.

L’ordine francescano

Francesco d’Assisi realizzò tre ordini riconosciuti dalla Chiesa ed esistenti tutt’oggi con Costituzioni proprie e ognuna diversa dalle altre. Il primo ordine è quello dei frati minori che ancora oggi vivono la loro vocazione secondo la regola che si ispira alla Regola bollata approvata dal papa Onorio III nel 1223; oggi l’originario ordine si divide in tre rami principali: i Frati minori , i Frati Minori Conventuali e i Frati Minori Cappuccini. Il secondo ordine è quello delle Monache Clarisse fondato da Chiara d’Assisi, sua amica fin dalla conversione che lo accompagnerà per tutta la vita, la quale ha redatto una Regola vera e propria (la prima regola scritta da una donna). È costituito da suore di clausura e attualmente è presente in tutto il mondo; come il primo, anche questo ordine ha subito delle variazioni nel tempo. Il terzo ordine è nato per i laici o secolari ovvero coloro che non entrano in convento, ma vivono nelle loro famiglie la spiritualità francescana. Oggi è chiamato Ordine francescano secolare di cui fa parte anche la Gioventù Francescana. Del terzo ordine fa parte anche il Terzo Ordine Regolare, costituito appunto da “regolari”, cioè religiosi che sono divenuti tali a partire da fraternità di laici intenzionati a condurre una vita di consacrazione totale.

 

Il cantico delle creature e il presepe

Il poverello d’Assisi non è famoso solo per l’ordine da lui fondato e che porta il suo nome. Francesco d’Assisi infatti è noto anche per essere stato anche un uomo di cultura ed ad aver scritto il primo capolavoro della letteratura volgare italiana: il Cantico delle Creature. Questo componimento è conosciuto anche come Cantico di Frate Sole ed è una composizione in versi  scritta da San Francesco intorno al 1224. Esso è una lode a Dio permeata da una visione positiva della natura (da sempre vista come ostacolo e rifugio per il barbaros), poiché nel creato ed in essa è riflessa l’immagine del Creatore: da questa immagine deriva il senso di fratellanza fra l’uomo e tutto il creato, che molto si distanzia dal contemptus mundi, dal distacco e disprezzo per il mondo terreno, segnato dal peccato e dalla sofferenza, tipico di altre tendenze religiose medievali.

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