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Trauma psicotico e trauma nevrotico: ecco come comprenderne le differenze attraverso il film Mr. Nobody

Trauma psicotico e trauma nevrotico: ecco come comprenderne le differenze attraverso il film Mr. Nobody

Perchè il trauma è una componente spesso associata all’infanzia? Come si risolve?

Il trauma psicologico si ha come conseguenza di un evento (o una sequenza di eventi o un periodo di tempo) con caratteristiche tali da interrompere la continuità normalmente avvertita e da suscitare comportamenti e/o pensieri e/o emozioni fuori dal nostro controllo o dalla nostra coscienza e che sono generatori di sofferenza o disfunzioni psichiche.

Per essere chiamato “traumatico” l’evento deve produrre nell’individuo un’esperienza vissuta come “critica”, eccedente cioè l’ambito delle esperienze normalmente da lui prevedibili e gestibili.

Trauma Psicotico

Il Trauma può essere l’origine di un disturbo psicotico. La psicosi è associabile ad un disturbo mentale, ovvero una condizione patologica che colpisce la sfera comportamentale, relazionale, cognitiva o affettiva di una persona in modo disadattativo, vale a dire sufficientemente forte da rendere problematica la sua integrazione socio-lavorativa e/o causargli una sofferenza personale soggettiva.

Alla base del concetto di trauma infantile c’è la teoria Psicoanalitica di Freud.

Importante per la teoria psicanalitica è il secondo tempo del trauma secondo cui il significato dell’evento traumatico si elabora solo in un secondo momento rispetto al momento in cui viene vissuto.

Tipica conseguenza dell’evento traumatico infantile irrisolto può essere associata ad una reazione schizoide (deliri e/o alluccinazioni) oppure ad una disregolazione affettiva (associata ai disturbi dell’umore, quindi quando lo stato d’animo muta tra due poli opposti: la fase maniacale e la fase depressiva).

Entrambi questi disturbi insorgono in tarda adolescenza o durante la prima età adulta (salvo rare eccezioni).

Quando invece si parla di Disturbo da Stress Post Traumatico, il trauma non è necessariamente infantile ma può essere un qualsiasi evento rilevante lungo tutto l’arco della vita. Una risoluzione automatica di esso avviene entro 6 mesi/1 anno dall’evento. Dopo di che è caldamente consigliato l’aiuto di uno psicoterapeuta

Trauma Nevrotico

Per quanto riguarda la causa generatrice vale la stessa definizione del trauma psicotico, se non che la conseguenza generata non è una disabilità mentale ma piuttosto una tendenza caratteriale o un tipo di personalità.

Un esempio delle possibili conseguenze caratteriali in relazione all’evento traumatico sono le infinite vite di Mr Nobody di Jaco Van Dormael (2009) causate dall’evento traumatico infantile della separazione dei suoi genitori.

Ci sono varie teorie della personalità che si associano a questa definizione, tra le tante vanno comprese tutte le teorie legate agli stili di attaccamento di Bowlby. In alternativa una delle più accreditate è la Teoria dell’Ennagramma di Naranjo che si affida a teorie traumatiche provenienti da più correnti psicologiche diverse.

Quello che è evidente per questo tipo di trauma è che la componente di consapevolezza e la componente di volontà personale possano plasmare e/o controvertere la radice negativa del trauma sviluppando virtù associate alla compensazione delle mancanze/sofferenze generate dal trauma stesso.

La risoluzione spontanea del trauma (senza intervento psicoterapeutico) può avvenire. Questo accade tendenzialmente dopo la prima età adulta grazie ad un’esperienza adolescenziale sana dove le condizioni ambientali sono favorevoli e i modelli di vita sono sani per l’individuo

Cosa accade dopo la prima età adulta?

Se le conseguenze traumatiche di sofferenza o disagio persistono dopo la prima età adulta è caldamente consigliato il consulto di uno psicoterapeuta (attenzione! non basta uno psicologo) che ci aiuta a mettere in atto una ristrutturazione della personalità recuperando le esperienze emotive e i significati associati agli eventi traumatici nel passato.

Questo genere di percorso, in un secondo momento, si focalizza sulla “messa in atto” di comportamenti nel presente volti all’accettazione del passato e delle conseguenze di esso sul presente oltre all’acquisizione di nuovi schemi comportamentali più adattivi alla nostra realtà.

Il focus sull’accettazione o sul cambiamento è un dibattito ancora attivo nella comunità psicologica: lo psicoterapeuta porrà più attenzione all’una o all’altra a seconda di quale filone psicoterapeutico ha scelto di seguire. Ovviamente l’una non esclude l’altra.

Non è purtroppo certa la risoluzione del trauma attraverso la psicoterapia come non è certo che non ci si riesca senza aiuto psicoterapeutico.

Quando parliamo di caratteri e nevrosi la variabile più importante non è il giusto modo di porsi o un giusto comportamento ma piuttosto la quantità di sofferenza percepita.

Qualora non ci sia questa sofferenza ogni tipologia di carattere non può essere definito nevrotico o disturbato almeno che non leda lo spazio e la libertà altrui o vengano messi in atto comportamenti antisociali.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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