Il Superuovo

Tra le vittime del Covid, gli anziani: vediamo il ruolo che assumono nella nostra società

Tra le vittime del Covid, gli anziani: vediamo il ruolo che assumono nella nostra società

Il 18 marzo è stata istituita come giornata Nazionale per ricordare le vittime del Covid, tra queste, la maggior parte, sono anziani.

Ad oggi, il ruolo degli anziani è ben diverso rispetto al passato. Con lo sviluppo della medicina e della Sanità in generale, la longevità della vita è aumentata, ed è per questo che i nonni di oggi assumono un ruolo centrale nella società.

Il 18 marzo

È passato già un anno oramai, da quel 18 marzo, quando nel 2020, una colonna di carri militari, lasciava Bergamo, portando via per sempre i suoi cittadini. Nel 2021, questa giornata doveva segnare la fine di questa guerra, con un nemico invisibile, ma ancora non è finita. Nella giornata di ieri, il Presidente del Consiglio Mario Draghi, si è recato a Bergamo, che è stata la città più colpita. Passando prima per il Cimitero monumentale della città, si è spostato poi al Parco Martin Lutero alla Trucca, per inaugurare il Bosco della memoria dedicato alle vittime del Coronavirus. Tra le sue parole, una promessa, con la quale ha voluto rassicurare la nostra società, “Non accadrà più che le persone fragili non vengano assistite e protette. […]” ma chi sono i più fragili? Oltre ad essere le persone con diverse patologie gravi, i più fragili sono gli anziani, ed il numero di vittime più alto, appartiene proprio a questa generazione. Sono stati loro ad essere quelli più esposti e più a rischio a questo virus. Ecco il motivo per il quale, sono gli stessi che nella campagna vaccinale, sono stati i primi a ricevere le dosi. Tra di loro, chi è nato con la guerra mondiale, ed è morto in una guerra senza alcun nemico da combattere; sono cresciuti e sopravvissuti, facendo la fame e nelle situazioni di povertà più assoluta, hanno affrontato lavoro minorile e l’oppressione di Mussolini, e sono stati finiti da problemi polmonari. Sono padri, nonni, di famiglie, che probabilmente non conosceremo, eppure sono una parte della nostra storia, sono i nonni di questa generazione. Molti avevano più di 80 anni, erano i bimbi del ’40. Coloro che la guerra l’hanno vissuta davvero, e non affrontandola dal divano di casa; sono stati gli uomini della ricostruzione e rivoluzione, ma quella vera, non protestando su facebook.

Gli anziani nella società di oggi

Se n’è andata silenziosa, la generazione che sa cos’è il sacrificio e la lotta alla sopravvivenza, hanno vissuto adattandosi, hanno visto le scoperte che oggi ci hanno cambiato la vita. Senza poter essere salutata se n’è andata la generazione del rispetto, dei valori e della pazienza. Per tanti sono solo un peso, qualcuno di cui prendersi cura, un peso economico, coloro che alla società e alla comunità, ormai non hanno nulla da offrire. Nell’antichità le persone più adulte erano viste come figure sagge, a cui portare rispetto e a cui rivolgersi nei momenti di difficoltà. Ma avvicinandoci sempre di più ai giorni nostri, questa considerazione è cambiata. Forse dal momento in cui si è sviluppata l’industrializzazione, prendendo il posto dell’agricoltura e l’artigianato; o dal momento in cui i giovani possiedono maggiori informazioni rispetto agli adulti (grazie all’avvento di internet). Di certo, con i progressi della medicina, la prospettiva di vita si è alzata, abbassando il tasso mortalità. Gli anziani di oggi, non sono come quelli del passato; sono persone più attive, moderne, che con l’aiuto di figli e nipoti vogliono stare al passo coi tempi. Per questo anche le istituzioni si sono adattate a queste nuove necessità, creando spazi appositi, e nuovi modelli educativi e sociali che siano estesi lungo il corso di tutta la vita, integrandoli alle altre generazioni. A partire da 2012, circa, sono stati promossi processi di costruzione di spazi di scambio intergenerazionale, per far emergere una sensibilizzazione per le persone anziane, costruendo una realtà sociale adatta a tutte le età. Oggi gli anziani si riconoscono in diversi ruoli all’interno della società, sentendo di dare il loro contributo. Di fatto, hanno la voglia di aggiornarsi, utilizzando nuovi mezzi comunicativi. Sono infatti, il 24,4% di loro ad utilizzare il pc, e il 25,6% ad usare internet; anche se sono deboli, ancora, in questo ambito, ed hanno appreso competenze base.

I nonni nelle famiglie

Ma è all’interno delle famiglie che gli anziani decidono di spendere tutte le loro energie. La presenza dei nonni nelle case rappresenta una risorsa significativa per i nipoti. Non sono più un peso, ma un appoggio, un sostegno per l’intero nucleo familiare. Infatti, il prolungamento della vita media consente di godere di questa preziosa opportunità. Ad oggi sono pochi i bambini che non conoscono almeno uno dei quattro nonni. Grazie alla loro pazienza e al loro tempo libero, con la loro voglia di donare amore e prendersi cura, sono le persone più adatte e pronte ad appagare i bisogni dei nipotini. Nella società attuale, sia la mamma che il papà lavorano a tempo pieno, e i bambini vengono affidati ai nonni, permettendo loro di instaurare un legame significativo, che verrà ricordato per la vita. Oltre ad essere degli ottimi e affidabili baby-sitter, sono una fonte inesauribile di storie e racconti del passato, di epoche che loro hanno toccato con mano, e visto con i loro occhi, ed è così che insegnano indirettamente, ai loro nipoti, come affrontare il presente e il futuro. Ed è proprio di questo che hanno bisogno i ragazzi oggi, di valori saldi e punti di riferimento; in una società moderna dove ciò scarseggia, e i giovani si ritrovano ad essere inglobati in valori effimeri e desideri di consumo, i nonni sono una salvezza all’interno dei nuclei familiari. Ma se esiste il termine genitorialità, per i genitori, esiste un termine per i nonni? Sì, ed è nonnità, poco usato oggi, anche perché ancora sono poco valorizzati i nonni. Quindi questo termine sta ad indicare il piacere di sentirsi importanti e di provare soddisfazione a prendersi cura della propria discendenza. Ma questo non vuol dire che i nonni devono essere delle mamme o papà sostitutivi, ma piuttosto come degli amici. In quanto entrambe le generazioni, nonni e ragazzi, hanno bisogno entrambi di cure, amore e protezione, e attraverso il loro legame di reciprocità porta gli a legarsi indissolubilmente agli altri.

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